Tucker Carlson vuole candidarsi a presidente del 2028?

L'ex volto di Fox News ha detto di essere "tormentato" per aver sostenuto Trump in passato. Analisti e mercati di previsione lo vedono come possibile candidato repubblicano alla Casa Bianca.

Share
Tucker Carlson vuole candidarsi a presidente del 2028?
Official White House Photo by Daniel Torok

Tucker Carlson, ex stella di Fox News e oggi figura di riferimento della destra mediatica statunitense, sta lanciando segnali che molti analisti interpretano come i preparativi per una candidatura alle presidenziali del 2028. In un recente episodio del suo podcast, Carlson ha dichiarato di essere "tormentato" per il suo passato sostegno a Donald Trump e ha chiesto scusa "per aver fuorviato le persone". A dialogare con lui c'era il fratello Buckley, ex autore dei discorsi di Trump, con cui ha condiviso la delusione verso il presidente. Quel momento, ha detto Carlson, serviva "a fare i conti con la nostra coscienza".

L'apertura pubblica contro Trump segna una svolta significativa. Carlson ha sostenuto il presidente per un decennio, animandone i comizi e promuovendone l'agenda. In privato la pensava diversamente, come emerso dai messaggi resi pubblici durante la causa del 2023 tra Fox News e Dominion Voting Systems, dove ammetteva di odiare Trump. Durante il secondo mandato presidenziale il suo sostegno si è progressivamente affievolito, soprattutto a causa delle sue critiche a Israele e alla guerra con l'Iran. La presa di distanza esplicita rappresenta però un cambio di passo rispetto al passato.

Carlson resta una figura di peso nel panorama mediatico americano. Prima dell'uscita improvvisa da Fox News nel 2023, conduceva il programma con gli ascolti più alti della rete. Dopo aver fondato una propria società di media, ha costruito un seguito ampio anche online: il suo canale YouTube supera i cinque milioni di iscritti.

A ipotizzare un suo ingresso in politica sono diversi osservatori, oltre ai mercati di previsione. Jason Zengerle, autore di una nuova biografia di Carlson per il New Yorker, ha dichiarato a Poynter di non considerarlo più una figura mediatica ma un "leader di movimento". Secondo Zengerle, la guerra con l'Iran posiziona bene Carlson per una corsa nel 2028, soprattutto se il conflitto andrà male. L'analista sostiene che Carlson potrà attribuire la responsabilità del conflitto al vicepresidente JD Vance e al segretario di Stato Marco Rubio, presentandosi come "il vero erede del Maga" e ricordando di essere stato contrario alla guerra fin dall'inizio.

Sulla stessa linea Scott Galloway, co-conduttore del podcast Pivot. Galloway ha affermato in un episodio recente di sapere con certezza cosa stia accadendo: secondo lui Carlson si sta candidando alla presidenza ed è in questo momento il candidato repubblicano più probabile per il 2028. Galloway ritiene che, messo a confronto sul palco con Rubio e Vance, Carlson li surclasserebbe.

Lo stesso Carlson è stato evasivo sulle proprie ambizioni. In un'intervista all'Economist del mese scorso ha respinto l'idea di voler diventare il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Più o meno nello stesso periodo ha detto a Piers Morgan di non essere sicuro di essere interessato alla presidenza, perché considera la politica "disgustosa" e perché la "costruzione di coalizioni" non gli viene naturale.

Il quadro politico in cui si muove rende plausibile l'ipotesi di una sua discesa in campo. Il marchio Trump sta diventando tossico e, in vista delle prossime elezioni, anche Vance e Rubio rischiano di arrivare logori. Vance sta cercando con cautela di prendere le distanze dalla guerra con l'Iran, ma senza una rapida soluzione il conflitto peserà sempre di più sulla sua candidatura. A complicare lo scenario ci saranno anche gli effetti del cosiddetto "big beautiful bill" voluto da Trump, le cui misure più contestate scatteranno nel 2027 con tagli fiscali per i ricchi e riduzione dei servizi essenziali per gli americani a basso reddito. In un paese sempre più preoccupato per il costo della vita, secondo l'autrice dell'articolo del Guardian Arwa Mahdawi, Carlson avrebbe lo spazio ideale per smarcarsi dal movimento Maga e proporre la propria versione di populismo di destra.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.