ChatGPT non se la passa benissimo

Il direttore finanziario Sarah Friar e il consiglio di amministrazione mettono in discussione le spese miliardarie per i data center volute dall'amministratore delegato Sam Altman in un contesto di crescita rallentata.

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ChatGPT non se la passa benissimo
Immagine generata per l'intelligenza artificiale

OpenAI ha mancato i propri obiettivi interni di crescita degli utenti e dei ricavi, alimentando dubbi sulla sostenibilità degli enormi investimenti nei data center proprio mentre la società si prepara a una possibile quotazione in borsa entro la fine del 2026. Lo scrive il Wall Street Journal secondo cui le difficoltà finanziarie hanno aperto una frattura tra il vertice esecutivo e l'amministratore delegato Sam Altman.

Il direttore finanziario Sarah Friar ha confidato ad altri dirigenti il timore che la società possa non riuscire a onorare i futuri contratti di calcolo se i ricavi non cresceranno abbastanza rapidamente. Secondo le fonti citate dal quotidiano, anche i membri del consiglio di amministrazione hanno esaminato con maggiore attenzione gli accordi sui data center negli ultimi mesi e hanno messo in discussione gli sforzi di Altman per ottenere ulteriore potenza di calcolo nonostante il rallentamento del business.

La maggiore prudenza sulle spese sta limitando le ambizioni di Altman in vista della possibile offerta pubblica iniziale. Friar e altri dirigenti stanno cercando di contenere i costi e di introdurre maggiore disciplina finanziaria, entrando talvolta in conflitto con l'amministratore delegato. In una dichiarazione congiunta diffusa lunedì sera, Altman e Friar hanno respinto la ricostruzione: "Siamo totalmente allineati nell'acquistare quanta più capacità di calcolo possibile e lavoriamo duramente insieme ogni giorno". I due hanno definito "ridicola" qualsiasi ipotesi di divisione interna o di freno sull'acquisizione di nuove risorse di calcolo. In un comunicato successivo, l'azienda ha aggiunto che non c'è "alcuna verità" nell'idea di uno scontro tra Friar e Altman, sostenendo che il business sta andando a pieno regime e che il clima interno è positivo.

L'inchiesta del Wall Street Journal ha avuto un impatto immediato sui mercati. L'indice Nasdaq composite è sceso di oltre l'1% martedì, con cali per Nvidia, Oracle e altri partner stretti di OpenAI.

Per anni Altman ha cercato di assicurarsi quanta più capacità di data center possibile, sostenendo che la carenza di potenza di calcolo fosse il principale ostacolo alla crescita di OpenAI. Lo scorso anno ha avviato una serie di accordi che hanno impegnato la società in spese future per circa 600 miliardi di dollari, legando gran parte del successo del settore tecnologico ai destini di OpenAI. Questa strategia di acquisto totale era sostenuta dal successo apparentemente inarrestabile di ChatGPT e aveva inizialmente l'appoggio sia di Friar sia del consiglio. La crescita del chatbot ha però rallentato verso la fine dello scorso anno, riaccendendo i dubbi.

I numeri raccontano la portata del problema. OpenAI ha mancato l'obiettivo interno di raggiungere un miliardo di utenti settimanali attivi su ChatGPT entro la fine dello scorso anno, traguardo non ancora annunciato pubblicamente, circostanza che ha innervosito alcuni investitori. È stato mancato anche l'obiettivo annuale di ricavi per ChatGPT, dopo che Gemini di Google ha registrato una crescita massiccia a fine anno erodendo quote di mercato. La società deve inoltre fare i conti con tassi di abbandono significativi tra gli abbonati. All'inizio di quest'anno OpenAI ha mancato diversi obiettivi mensili di ricavi, perdendo terreno rispetto ad Anthropic nei mercati della programmazione e delle imprese.

Sul fronte della liquidità, OpenAI ha recentemente raccolto 122 miliardi di dollari nel più grande round di finanziamento nella storia della Silicon Valley, rafforzando la propria posizione finanziaria. La società si è però impegnata su una tale quantità di potenza di calcolo da prevedere di esaurire quella somma nei prossimi tre anni, ammesso che gli ambiziosi obiettivi di ricavi vengano raggiunti. Parte dei finanziamenti è inoltre condizionata a specifici accordi con i partner.

Tra i segnali positivi, lo strumento di programmazione Codex sta guadagnando rapidamente popolarità, e l'azienda sta tagliando altri progetti come l'applicazione di generazione video Sora per ridurre i costi. OpenAI ha inoltre rilasciato di recente GPT-5.5, un modello che ha superato diversi parametri di riferimento del settore.

Diverse aziende di intelligenza artificiale, tra cui Anthropic, hanno affrontato nelle ultime settimane una crisi di capacità di calcolo, con conseguenti aumenti dei prezzi per l'accesso ai processori, blackout e razionamenti. In un memorandum interno destinato agli investitori e visionato dal Wall Street Journal, OpenAI ha sostenuto di essere riuscita ad assicurarsi più capacità di calcolo rispetto ad Anthropic, ottenendo così un vantaggio nel raggiungere gli utenti. Il documento risponde anche alle critiche velate dell'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei, che durante una recente conferenza aveva detto che alcune aziende avevano spostato "la leva del rischio troppo in là" sulle spese per i data center. "Con il senno di poi, quella prudenza somiglia meno a disciplina e più a una sottovalutazione di quanto velocemente sarebbe arrivata la domanda", si legge nel memorandum di OpenAI.

Negli ultimi mesi Friar ha espresso riserve anche sui piani di quotazione entro fine anno. Ha sottolineato a dirigenti e consiglieri la necessità di migliorare i controlli interni, avvertendo che la società non è ancora pronta a soddisfare i rigorosi standard di rendicontazione richiesti a una società quotata. Altman è invece favorevole a tempi più rapidi per l'offerta pubblica iniziale.

OpenAI deve affrontare anche altri problemi prima della quotazione. La società sta vivendo un vuoto di leadership dopo che la numero due, Fidji Simo, ha preso inaspettatamente un congedo per motivi di salute all'inizio di questo mese. Sono inoltre iniziate questa settimana le udienze nella causa intentata da Elon Musk, che chiede la rimozione di Altman e l'annullamento della trasformazione di OpenAI in società a scopo di lucro.

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