Tucker Carlson attacca Trump sulla guerra all'Iran: "Hai fallito"
Il commentatore conservatore, ex volto di Fox News, accusa il presidente di disprezzare gli americani comuni e definisce un fallimento il tentativo di rovesciare il governo iraniano avviato a febbraio.
Tucker Carlson ha rotto in modo netto con Donald Trump, accusando il presidente di aver tradito gli elettori comuni e di aver fallito nella gestione del Paese. Nella puntata di mercoledì del suo programma The Tucker Carlson Show, il commentatore conservatore ha pronunciato un atto d'accusa diretto: "Hai fallito".
L'attacco si è sviluppato a partire da una critica all'ex collega di Fox News Mark Levin, uno dei sostenitori più convinti della guerra contro l'Iran lanciata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. Nelle settimane precedenti la decisione di Trump di bombardare il Paese, sia Levin sia Carlson erano stati ricevuti separatamente alla Casa Bianca per fare pressioni sul presidente, il primo a favore del conflitto, il secondo contro. Carlson ha accusato Levin di voler mettere a tacere gli americani che criticano la guerra e il ruolo del governo israeliano nel convincere Trump a lanciarla.
Dal bersaglio Levin, Carlson è passato senza soluzione di continuità a parlare del presidente, senza mai nominarlo ma rendendo evidente l'identità del destinatario. Ha sostenuto che Trump abbia abbandonato gli americani comuni e provi addirittura disprezzo per loro. "Tu odi quel tipo di persone", ha detto Carlson rivolgendosi idealmente al presidente. "Le odi anche perché ti ricordano quanto hai fallito. Non hai fatto un buon lavoro nel governare questo Paese. Non ti interessa nemmeno provarci. Preferiresti governare il mondo o l'impero. Non vuoi migliorare Baltimora. Non ti importa di Gary, in Indiana. L'America rurale ti fa schifo".
Carlson ha poi aggiunto che un leader normale si chiederebbe perché i cittadini siano arrabbiati e cosa li renda insoddisfatti, cercando di capire come aiutarli. Il commentatore ha quindi spostato il discorso sulla guerra all'Iran, definendola la cosa più importante intrapresa dall'amministrazione e bocciandola come un fallimento. "Non hanno mai guardato dentro sé stessi una volta in dieci anni", ha proseguito, passando alla terza persona plurale. "E ora hanno raggiunto il punto di massima frustrazione, perché la cosa più grande che abbiano mai fatto, cioè cambiare il regime iraniano, non ha funzionato. Avevano puntato tutto su quello".
Secondo Carlson, di fronte al fallimento dell'operazione i fautori della guerra non rivolgeranno la rabbia verso sé stessi ma verso i cittadini che non apprezzano la scelta o che osano parlarne, accusandoli di essere ancorati ad aspettative superate su come dovrebbe essere la vita nel Paese.
Le parole di mercoledì arrivano dopo una presa di posizione già netta della scorsa settimana, quando Carlson aveva chiesto pubblicamente scusa per aver appoggiato Trump in campagna elettorale. Durante un'intervista al fratello Buckley Carlson, anche lui sostenitore del presidente, il commentatore aveva detto che quella scelta li avrebbe tormentati a lungo e si era detto dispiaciuto per aver tratto in inganno chi lo seguiva, precisando che non era stato intenzionale.
La rottura ha un peso politico rilevante perché Carlson è stato uno dei volti più influenti dell'area conservatrice vicina al presidente e perché lo scontro si concentra su due nodi sensibili: la guerra all'Iran, su cui parte della base trumpiana ha mostrato perplessità sin dall'inizio, e la percezione che l'amministrazione abbia trascurato le aree interne e rurali del Paese a favore di un'agenda di politica estera.