Iran, il petrolio sfonda i 120 dollari al barile mentre Trump valuta di prolungare il blocco navale

Il Brent è salito ai massimi dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 dopo il fallimento dei negoziati. Al distributore il prezzo della benzina negli Stati Uniti ha raggiunto i 4,23 dollari di media, con picchi oltre gli 8 dollari al gallone in California.

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Iran, il petrolio sfonda i 120 dollari al barile mentre Trump valuta di prolungare il blocco navale

Il prezzo del petrolio ha toccato questa mattina i 123 dollari al barile, toccando il livello più alto dal 2022, mentre Donald Trump sta valutando se prolungare ancora il blocco navale dei porti iraniani. Il Brent, riferimento globale del mercato del petrolio, è salito di oltre il 12% nelle prime ore della giornata. Il WTI americano ha guadagnato più del 3% e ha oltrepassato i 110 dollari al barile.

A spingere i prezzi verso l'alto è il fallimento dei negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran, che ha di fatto paralizzato lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di petrolio e gas. L’Agenzia internazionale dell’energia ha definito la crisi come la più grande interruzione di approvvigionamento mai registrata: dall’inizio della guerra, a fine febbraio, i transiti giornalieri si sono ridotti quasi a zero.

L’effetto si vede già alla pompa di benzina. Negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina ha raggiunto i 4,23 dollari al gallone, il massimo degli ultimi quattro anni secondo i dati di AAA. In California, alla stazione Chevron di Los Angeles, i listini superano gli 8 dollari al gallone. Dall’inizio del conflitto, i prezzi dell’energia sono aumentati di oltre il 27%.

Brent e benzina dall'inizio della guerra
Mercati dell'energia · Live
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Brent e benzina dall'inizio della guerra
L'andamento dei prezzi dal 27 febbraio 2026, con gli eventi che li hanno mossi.
Brent · ultimo prezzo
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Da inizio guerra
27 feb 2026
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Andamento giornaliero
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Numeri chiave
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Aumento massimo del Brent dall'inizio del conflitto
+51%
Salto a marzo: tra i maggiori mensili mai registrati
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Barili al giorno persi dalla produzione globale (Goldman Sachs)
172 mln
Barili rilasciati dalle riserve strategiche statunitensi
Benzina USA · media nazionale
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USD per gallone (AAA)
Da inizio guerra
27 feb 2026
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Prezzo medio alla pompa
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Picchi statali · 22 apr 2026
Fonti dati: Focus America, CNBC, Al Jazeera, CBS News, AAA, Center for American Progress · Aggiornato al 30 aprile 2026

La scommessa di Trump sul collasso del regime

In una riunione con i suoi consiglieri, Trump ha lasciato intendere di voler prolungare il blocco navale. Il suo staff ha già iniziato a preparare il terreno per un’estensione che includa una chiusura più lunga dello Stretto di Hormuz, riferiscono alla CNN fonti vicine ai colloqui. "Il blocco è geniale, ok? La loro economia è un vero disastro. È un’economia moribonda", ha detto il presidente ieri.

La strategia di Trump poggia su una premessa semplice: soffocare le esportazioni di petrolio iraniane e le importazioni essenziali fino a provocare un collasso sociale nel Paese, costringendo così il regime a rinunciare in modo permanente al programma nucleare. Funzionari statunitensi citati dalla CNN parlano di rapporti d’intelligence secondo cui l’economia iraniana potrebbe reggere solo poche settimane, se non pochi giorni.

Ed in effetti, a Teheran le condizioni si stanno effettivamente deteriorando. Il Wall Street Journal ha riferito mercoledì che il conflitto ha già prodotto un milione di disoccupati, fatto impennare i prezzi alimentari e spento Internet, paralizzando l’economia online. L’inflazione è sempre più diffusa e beni di prima necessità come la carne rossa in molte parti del Paese sono diventati inaccessibili. In questo contesto, il Ministro del Petrolio Mohsen Paknejad ha chiesto pubblicamente ai cittadini di ridurre i consumi energetici, mentre gli uffici governativi devono tagliare l’uso di elettricità del 70% dopo le 13.

I limiti della pressione americana

Sull’efficacia della strategia gli analisti, però, restano cauti. Alex Vatanka, senior fellow del Middle East Institute, ha detto alla CNN che il blocco potrebbe generare nuove e più forti proteste di piazza contro il regime, ma che servirebbero mesi: "E' uno scenario mai visto sinora. È un blocco che l’Iran non ha mai sperimentato, nemmeno durante la guerra Iran-Iraq". Trita Parsi, vicepresidente esecutivo del Quincy Institute for Responsible Statecraft, ha invece criticato l’approccio dell’Amministrazione: "Quasi ogni volta che gli Stati Uniti percorrono questa strada, finiscono per restare delusi".

A pesare sulla scommessa di Trump c’è anche il calendario politico interno. I suoi indici di gradimento sono ai minimi storici e i repubblicani temono di perdere la Camera dei Rappresentanti e di affrontare una battaglia in salita per mantenere la maggioranza al Senato a novembre, con gli elettori sempre più irritati per via dell'alto costo della vita. I sondaggi mostrano che più la guerra si trascina, più benzina sopra i 4 dollari al gallone e inflazione rischiano di erodere il consenso del presidente e dei repubblicani.

C’è infine anche un precedente che pesa sulla strategia. Il bombardamento americano-israeliano e l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei nel primo giorno di guerra, il 28 febbraio 2026, non hanno piegato la resistenza iraniana, anzi hanno ottenuto l'effetto opposto. Il fatto è che il regime iraniano ha già resistito a decenni di sanzioni occidentali e a 8 anni di guerra contro l’Iraq, con circa un milione di vittime stimate e non è mai davvero vacillato. La sua intera identità, nei 47 anni dalla Rivoluzione islamica, si è costruita sulla resistenza al Grande Satana americano. Per questo potrebbe scegliere di affrontare il probabile collasso sociale venturo, piuttosto che cedere sul nucleare, e scommettere di restare comunque al potere.

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