Gli Stati Uniti ritirano 5.000 soldati dalla Germania

Il Pentagono ha annunciato il ritiro entro un anno. La decisione arriva dopo le critiche del cancelliere tedesco alla strategia americana contro Teheran. A rischio anche le truppe in Italia e Spagna.

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Gli Stati Uniti ritirano 5.000 soldati dalla Germania
Official White House Photo by Daniel Torok

Il presidente Donald Trump ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati americani dalla Germania entro i prossimi sei-dodici mesi. L'annuncio è arrivato venerdì primo maggio dal Pentagono e segna un'escalation nello scontro tra Washington e Berlino sulla guerra in Iran. Il numero corrisponde a circa il 14% dei 36.000 militari statunitensi attualmente di stanza nel paese, secondo i dati ufficiali del Dipartimento della Difesa aggiornati alla fine del 2025.

La decisione segue le critiche del cancelliere tedesco Friedrich Merz alla gestione americana del conflitto con Teheran. Parlando lunedì a Marsberg, Merz ha sostenuto che gli americani non avevano alcuna strategia in Iran e che la leadership iraniana stava umiliando Washington. Trump ha risposto martedì su Truth Social accusando il cancelliere di non sapere di cosa stesse parlando e di pensare che l'Iran potesse dotarsi di un'arma nucleare. Mercoledì il presidente ha annunciato che la sua amministrazione stava studiando una possibile riduzione della presenza militare in Germania, con una decisione attesa a breve.

Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato in un comunicato che la decisione segue una revisione approfondita della postura delle forze in Europa e tiene conto delle esigenze del teatro operativo e delle condizioni sul terreno. Secondo il Wall Street Journal, il ritiro comporterà la rimozione di una brigata dell'esercito e cancellerà il dispiegamento di un battaglione dotato di missili convenzionali a lungo raggio, previsto per quest'anno e annunciato dall'amministrazione di Joe Biden al vertice NATO di Washington del 2024.

La Germania ospita la più grande presenza militare americana in Europa. Sul territorio tedesco si trovano i quartieri generali dello European Command e dell'Africa Command, la base aerea di Ramstein, il Landstuhl Regional Medical Center, il più grande ospedale militare statunitense all'estero, dove sono stati curati i feriti delle guerre in Afghanistan e Iraq e ora anche quelli del conflitto con l'Iran. Nel paese sono inoltre stazionati missili nucleari americani. Le basi tedesche hanno funzionato come snodi logistici e punti di rifornimento per l'operazione Epic Fury, nome ufficiale della campagna militare statunitense contro Teheran iniziata il 28 febbraio con attacchi congiunti americani e israeliani. Solo il Giappone supera la Germania per numero di truppe americane ospitate.

Funzionari della difesa hanno precisato che il ritiro non riguarderà il trasporto e la cura dei militari feriti al Landstuhl Regional Medical Center. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato giovedì che Berlino è preparata e sta discutendo la questione all'interno degli organismi NATO in uno spirito di fiducia, aggiungendo di aspettarsi decisioni appropriate tra alleati e partner. Funzionari tedeschi citati dal Wall Street Journal hanno specificato di non prevedere effetti significativi sulle installazioni principali di Ramstein e Stoccarda.

L'annuncio ha suscitato critiche bipartisan a Washington. Il senatore democratico del Rhode Island Jack Reed, membro di rilievo della commissione Servizi Armati del Senato, ha dichiarato che la mossa lascia intendere che gli impegni americani verso gli alleati dipendono dall'umore del presidente, chiedendo l'immediata sospensione di un'azione definita avventata. Il deputato repubblicano del Nebraska Don Bacon, ex generale dell'aviazione, ha detto che la decisione indebolisce la NATO e fa piacere alla Russia, definendola una reazione impulsiva. Bradley Bowman, studioso della Foundation for Defense of Democracies, ha sostenuto che la presenza militare americana in Germania rafforza la deterrenza contro ulteriori aggressioni del Cremlino e facilita la proiezione della potenza militare nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa.

Trump ha minacciato di ridurre le truppe anche in Italia e Spagna. Interrogato giovedì nello Studio Ovale, ha risposto che probabilmente lo farà, accusando l'Italia di non essere stata di alcun aiuto e definendo la Spagna odiosa. Alla fine del 2025 l'Italia ospitava 12.662 soldati americani in servizio attivo e la Spagna 3.814. Il presidente ha più volte accusato gli alleati europei di non contribuire abbastanza alla campagna contro l'Iran e alla sicurezza dello stretto di Hormuz, bloccato da Teheran dall'inizio del conflitto.

Complessivamente, in Europa sono di stanza circa 85.000 militari americani, inclusa la portaerei USS Gerald R. Ford nel Mediterraneo. I tagli riporterebbero la presenza statunitense ai livelli del 2022, prima dell'invasione russa dell'Ucraina. Funzionari americani citati dal Wall Street Journal hanno spiegato che l'obiettivo non è ridistribuire le forze all'interno dell'Europa ma riallocarle verso l'emisfero occidentale e la regione indo-pacifica. Già lo scorso ottobre Washington aveva confermato la riduzione di 1.500-3.000 soldati al confine NATO con l'Ucraina, in particolare in Romania.

Non è la prima volta che Trump tenta di ridurre la presenza militare in Germania. Nel 2020, durante il primo mandato, aveva annunciato il ritiro di circa 12.000 soldati, presentato dal Pentagono come un riposizionamento strategico e dal presidente come una sanzione per le insufficienti spese militari tedesche. Il piano si era scontrato con la resistenza bipartisan al Congresso e fu poi cancellato dal presidente Joe Biden poco dopo l'insediamento nel 2021. Da allora la Germania ha aumentato la spesa per la difesa, e funzionari americani hanno elogiato Berlino per questo sforzo, in contrasto con le critiche rivolte a Madrid. Una legge del 2023 impedisce al presidente di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO senza l'approvazione del Congresso.

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