Trump tra guerra e trattativa: l'Iran attacca le navi nel Golfo, ma il presidente esita a rispondere

Teheran ha colpito navi militari e commerciali nel primo giorno dell'operazione "Project Freedom", pensata per riaprire lo Stretto di Hormuz. La Casa Bianca valuta una rappresaglia, ma teme una nuova escalation.

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Trump tra guerra e trattativa: l'Iran attacca le navi nel Golfo, ma il presidente esita a rispondere

Donald Trump deve ancora decidere se ordinare nuovi raid contro l'Iran o ignorare le provocazioni di Teheran e continuare a puntare sulla trattativa, mentre funzionari statunitensi e israeliani citati da Axios ritengono che il presidente possa alla fine autorizzare la ripresa delle ostilità entro la settimana, se lo stallo dovesse proseguire.

Ieri le forze iraniane hanno lanciato missili da crociera contro due navi della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz. Hanno colpito anche obiettivi commerciali nella regione e negli Emirati Arabi Uniti, come ha riferito al Wall Street Journal il comandante del Central Command, l'ammiraglio Brad Cooper. Il Central Command ha risposto affondando con elicotteri Apache i motoscafi iraniani che disturbavano il traffico marittimo. Ma oggi il Ministero della Difesa degli Emirati ha denunciato un nuovo attacco iraniano con missili e droni, respinto dai sistemi di difesa aerea.

Gli attacchi sono arrivati poche ore dopo l'avvio di "Project Freedom", l'operazione con cui Washington intende fornire aiuto alle navi commerciali per attraversare lo Stretto di Hormuz in sicurezza. Un alto funzionario dell'amministrazione, riferisce Axios, aveva avvertito Teheran domenica del lancio imminente di questa operazione, chiedendo di non interferire. L'avvertimento è coinciso con il post pubblicato la sera stessa da Trump su Truth Social, in cui il presidente prometteva una risposta dura in caso contrario.

Secondo il Wall Street Journal, Trump aveva confidato ai collaboratori la propria frustrazione: il blocco navale imposto il 13 aprile, pur efficace contro l'economia iraniana, non ha spinto Teheran a cedere sul proprio programma nucleare. Il presidente ha quindi valutato diverse opzioni militari, dal colpire il restante 25% degli obiettivi iraniani nella lista del Pentagono all'autorizzare scorte navali per le petroliere, e alla fine ha scelto la via intermedia del lancio di "Project Freedom".

Lo stallo di Trump sull'Iran — FocusAmerica
Crisi Usa-Iran · Il dilemma di Trump

Trump tra due fuochi:
la settimana decisiva per la guerra

Cessate il fuoco sempre più fragile, attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz, "Project Freedom" che non decolla. Funzionari Usa e israeliani citati da Axios ritengono che il presidente possa autorizzare la ripresa delle ostilità entro la settimana, se lo stallo dovesse proseguire.

Stato del conflitto
Cessate il fuoco che regge a fatica, mentre Trump valuta se ordinare nuovi raid o ignorare le provocazioni di Teheran
Decisione finale attesa entro 7 giorni
Via diplomatica
Negoziato tramite il Pakistan
Teheran sostiene che ci siano stati progressi. Hegseth e Caine ridimensionano gli scontri.
Via militare
Ripresa delle ostilità
Pressione interna tra i repubblicani. Possibilità di colpire il 25% degli obiettivi restanti nella lista del Pentagono.
Esplora la crisi
Project Freedom in stallo

L'operazione lanciata per riaprire lo Stretto di Hormuz non sta producendo i risultati attesi

Washington avrebbe dovuto scortare le navi commerciali nello Stretto. Le compagnie di navigazione, però, non si fidano: i transiti sotto bandiera Usa restano bloccati.

Transiti navali sotto bandiera Usa
Prime 24h
2
sole navi attraversano lo Stretto
Giorno seguente
0
nessun transito registrato
Annunciate
100+
navi in fila secondo Hegseth
2
NAVI USA
colpite da missili cruise iraniani
25%
OBIETTIVI
non ancora colpiti nella lista del Pentagono
13 apr
BLOCCO NAVALE
imposto da Trump, efficace ma non risolutivo
7 apr
CESSATE IL FUOCO
ancora in vigore ma sotto pressione costante

Il blocco navale, pur efficace contro l'economia iraniana, non ha spinto Teheran a cedere sul programma nucleare. Trump ha quindi scelto la via intermedia di "Project Freedom" tra le altre opzioni sul tavolo.

— Ricostruzione del Wall Street Journal
3 settimane di crisi

Dal blocco navale al primo scontro post-tregua

Tocca un evento per leggere il dettaglio. Il pallino rosso indica la giornata in corso.

13 Aprile
Trump impone il blocco navale all'Iran
Misura efficace contro l'economia iraniana ma incapace, secondo il Wall Street Journal, di spingere Teheran a cedere sul nucleare.
7 Aprile
Entra in vigore il cessate il fuoco
Il cessate il fuoco entra in vigore e regge per qualche settimana. Trump, davanti agli scontri successivi, eviterà di dichiarare violazioni iraniane: segnale che intende sorvolare sulle provocazioni iraniane.
Domenica
Avvertimento Usa a Teheran via Truth Social
Un alto funzionario informa l'Iran del lancio imminente di "Project Freedom" e chiede di non interferire. La sera Trump pubblica su Truth Social un post che promette una risposta dura in caso di violazioni.
Ieri
Missili iraniani contro due navi Usa nello Stretto
Forze iraniane lanciano missili cruise contro due unità della Marina statunitense. Colpiti anche obiettivi commerciali e gli Emirati Arabi Uniti. Il Central Command risponde affondando con elicotteri Apache i motoscafi iraniani.
Oggi
Nuovo attacco iraniano respinto dagli Emirati
Il Ministero della Difesa di Abu Dhabi denuncia un attacco con missili e droni, respinto dai sistemi di difesa aerea. Trump definisce gli scontri una "mini guerra" e una "piccola deviazione".
Prossima settimana
Vertice Trump–Xi rischia di essere oscurato dalla crisi con l'Iran
Bessent ha chiesto a Pechino di convincere Teheran ad allentare la presa su Hormuz. Ma il Ministero del Commercio cinese ha appena ordinato a 5 raffinerie di non rispettare le sanzioni Usa sul petrolio iraniano.
Le posizioni a Washington

Una sola crisi, 4 letture diverse

All'interno dell'Amministrazione e del fronte repubblicano, lo stallo viene giudicato in modo molto differente. Tocca per espandere ogni posizione.

Attesa
Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti
«Una mini guerra, una piccola deviazione che sta funzionando molto bene.»
Davanti a un gruppo di piccoli imprenditori alla Casa Bianca, Trump minimizza gli scontri. Non dichiara che Teheran ha violato il cessate il fuoco: segnale di disponibilità a sorvolare sulle provocazioni iraniane. Ai suoi collaboratori, secondo il Wall Street Journal, ha confidato la propria frustrazione per uno stallo che non sblocca il dossier nucleare.
De-escal.
Pete Hegseth · Dan Caine
Segretario alla Difesa · Capo di Stato Maggiore
«Le mosse di Teheran restano sotto la soglia che giustificherebbe la ripresa di operazioni di combattimento su larga scala.»
Il Pentagono ridimensiona gli scontri. Hegseth attribuisce gli attacchi a iniziative autonome del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche, non sempre allineate con i negoziatori iraniani. Conferma che Washington comunica con Teheran sia apertamente sia attraverso canali riservati. Le Forze Armate, precisa, sono comunque pronte a riprendere la guerra se Trump lo ordinerà.
Escalation
Lindsey Graham
Senatore repubblicano (South Carolina)
«Un attacco breve, forte e doloroso. Il comportamento iraniano non è quello di un regime che cerca soluzioni diplomatiche.»
Sostenitore convinto dell'intervento militare in Iran, Graham accusa Teheran di aver violato il cessate il fuoco e chiede una risposta dura. La sua posizione rappresenta la pressione del fronte repubblicano interno sul presidente.
Negoziato
Abbas Araghchi
Ministro degli Esteri iraniano
«I negoziati con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan, stanno facendo progressi.»
Il capo della diplomazia iraniana sostiene la pista del dialogo e invita l'Amministrazione Trump a non lasciarsi trascinare di nuovo nel "pantano". Nel frattempo, però, le forze iraniane continuano a colpire navi e infrastrutture nello Stretto e negli Emirati.
Cosa c'era sul tavolo

Le tre opzioni militari valutate da Trump

Frustrato dallo stallo, il presidente ha esaminato un ventaglio di mosse prima di optare per la via intermedia. Una sola, finora, è stata effettivamente lanciata.

1
Colpire il restante 25% degli obiettivi
Completare la lista di siti iraniani predisposta dal Pentagono. Opzione più aggressiva, sostenuta dal fronte repubblicano interno guidato da Graham.
2
"Project Freedom"Scelta
Operazione di assistenza alle navi commerciali per attraversare lo Stretto in sicurezza. Via intermedia, lanciata dopo l'avvertimento iraniano via Truth Social.
3
Scorte navali per le petroliere
Coinvolgimento diretto della Marina statunitense nella protezione del traffico petrolifero. Opzione scartata in favore di una formula più contenuta.
L'incognita Pechino
La Cina sabota la richiesta americana
5
raffinerie cinesi a cui Pechino ha ordinato di non rispettare le sanzioni Usa sul petrolio iraniano

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha esortato la Cina a convincere Teheran ad allentare la presa su Hormuz. La mossa del Ministero del Commercio cinese rende improbabile un'accoglienza favorevole — proprio mentre si avvicina il vertice Trump-Xi.

Fonti Axios, Wall Street Journal, conferenza stampa Pentagono. Dichiarazioni di Trump, Hegseth, Caine, Graham e Araghchi. Aggiornamento al 5 maggio 2026.

La Casa Bianca prende tempo

Alla Casa Bianca, davanti a un gruppo di piccoli imprenditori, Trump ha minimizzato gli scontri di ieri definendoli una "mini guerra" e una "piccola deviazione" che, a suo dire, sta funzionando "molto bene". In particolare, il presidente non ha dichiarato che Teheran ha violato il cessate il fuoco entrato in vigore il 7 aprile, segnale che è disposto a sorvolare sugli scontri.

Nella conferenza stampa tenutasi oggi, anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo di Stato Maggiore, il generale Dan Caine, hanno ridimensionato le azioni iraniane e ribadito che il cessate il fuoco regge. Caine ha detto che le mosse di Teheran restano sotto la soglia che giustificherebbe la ripresa di operazioni di combattimento su larga scala. Hegseth le ha attribuite a iniziative autonome del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche, non sempre allineate con i negoziatori iraniani, e ha aggiunto che gli Stati Uniti comunicano con Teheran sia apertamente sia attraverso canali riservati. Entrambi hanno precisato che le forze armate sono pronte a riprendere la guerra, se Trump lo ordinerà.

Sul fronte interno, però, la pressione cresce. Il senatore repubblicano Lindsey Graham, sostenitore dell'intervento militare in Iran, ha detto che, secondo lui, Teheran ha violato il cessate il fuoco e ha invitato Trump a rispondere con un attacco "breve, forte e doloroso", perché il comportamento iraniano, a suo giudizio, non è quello di un regime che vuole cercare una soluzione diplomatica.

Le navi restano ferme, Pechino osserva

Per ora l'operazione americana non sta comunque producendo i risultati attesi. Nelle prime 24 ore solo due navi battenti bandiera statunitense hanno attraversato lo Stretto, mentre il giorno successivo non ne è passata nessuna. Hegseth ha parlato di centinaia di navi in fila, pronte a transitare, ma le compagnie di navigazione sembrano non fidarsi delle rassicurazioni di Washington.

Allo stesso tempo, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sostenuto che i negoziati con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan, stanno facendo progressi, e ha invitato l'Amministrazione Trump a non lasciarsi trascinare di nuovo nel "pantano".

La nuova crisi rischia anche di oscurare il vertice della prossima settimana tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Il sSegretario al Tesoro Scott Bessent ha infatti esortato Pechino a convincere Teheran ad allentare la presa sullo Stretto. La scorsa settimana, però, il Ministero del Commercio cinese ha ordinato a 5 raffinerie cinesi di non rispettare le sanzioni statunitensi legate ai loro rapporti con il settore petrolifero iraniano: un segnale che rende improbabile un'accoglienza favorevole della richiesta americana.

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