Cina, Russia e Corea del Nord hanno usato la guerra in Iran per studiare le armi americane

Le tre potenze rivali stanno osservando in tempo reale capacità e limiti dell’arsenale statunitense, dai missili Tomahawk ai sistemi Patriot, mentre Washington consuma in poche settimane scorte che richiederanno anni per essere ricostituite.

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Cina, Russia e Corea del Nord hanno usato la guerra in Iran per studiare le armi americane

Cina, Russia e Corea del Nord stanno sfruttando la guerra tra Stati Uniti e Iran come un’occasione rara: osservare in combattimento reale alcune delle armi americane più avanzate e individuarne i punti deboli. Lo scrive il Wall Street Journal in un’analisi sulle implicazioni del conflitto per i tre principali rivali strategici di Washington.

I tre Paesi hanno visto all’opera per la prima volta il missile di precisione PrSM, lanciato da piattaforme mobili, e il nuovo drone d’attacco a basso costo Lucas. Hanno inoltre assistito al rapido consumo di munizioni chiave dell’arsenale Usa, dai Tomahawk a lungo raggio agli intercettori Patriot. E hanno, soprattutto, osservato con piacere come i droni iraniani, economici e prodotti in serie, siano riusciti a colpire basi americane e alleati del Golfo pesantemente fortificati.

Interrogato dal Congresso su cosa stia imparando Pechino da questo conflitto, l’ammiraglio Samuel Paparo, comandante delle forze americane nel Pacifico, ha risposto: "Credo abbiano visto la potenza delle armi piccole e a basso costo". Una lezione che pesa anche in vista di un possibile scenario di guerra contro Taiwan.

Il laboratorio Iran — FocusAmerica
Operazione Epic Fury · Analisi

Il laboratorio Iran:
cosa stanno imparando Cina, Russia e Corea del Nord dal conflitto

Per la prima volta i tre rivali strategici di Washington osservano in combattimento reale alcune delle armi americane più avanzate. E vedono il loro arsenale consumarsi a velocità record davanti a droni iraniani da poche decine di migliaia di dollari.

Obiettivi colpiti
13.000
In Iran dal 28 febbraio, secondo il Central Command statunitense
vs
Tempo di ricostruzione
6 anni
Per riportare l'arsenale americano ai livelli pre-conflitto
Per 4 dei 7 sistemi chiave, il consumo ha superato il 50% delle scorte
Esplora l'analisi
Munizioni consumate in 39 giorni

Quanto si sono svuotati i depositi americani

Stime del Center for Strategic and International Studies sui 7 sistemi d'arma più impiegati nella campagna contro l'Iran, rispetto alle scorte pre-belliche del Pentagono.

THAAD Intercettori antimissile
~61%
Stock pre-guerra: 360Consumati: ~290
Patriot PAC-3 Intercettori antiaerei
~61%
Stock pre-guerra: 2.330Consumati: fino a 1.430
PrSM Missili di precisione · debutto
>45%
Lanciati da HIMARSRange oltre 500 km
SM-3 Intercettori navali AEGIS
>30%
Difesa antimissile balisticaLanciati da cacciatorpediniere
Tomahawk Missili cruise
~27%
Stock pre-guerra: 3.100Consumati: oltre 850
JASSM-ER Missili stealth lanciati dall'aria
~23%
Stock pre-guerra: 4.400Consumati: oltre 1.000
SM-6 Missili polivalenti navali
~10%
Difesa aerea + antiaereaSistema più moderno

Il Pentagono sminuisce il rischio: gli Stati Uniti non rischiano di restare senza munizioni in questo conflitto. Ma per ricostituire l'arsenale potrebbero servire fino a sei anni, e la vera finestra di vulnerabilità si apre proprio nel Pacifico occidentale.

Le tre lezioni in tempo reale

Cosa hanno imparato i tre rivali strategici di Washington

Il Wall Street Journal ricostruisce le diverse priorità con cui Pechino, Mosca e Pyongyang osservano la campagna americana. Tocca per esplorare ciascuna posizione.

Cina
L'arena come laboratorio vivente

Parte dell'arsenale militare iraniano nasce da reverse engineering su tecnologia cinese o usa componenti cinesi. Pechino punta ad ottenere il prima possibile i dati operativi del conflitto per testare le proprie armi contro la difesa americana avanzata, soprattutto in vista di un possibile scenario di guerra contro Taiwan.

«Credo vedano la potenza delle munizioni piccole e a basso costo».

Amm. Samuel Paparo, comandante forze USA nel Pacifico
10.000
Droni Shahed prodotti al mese da Teheran
Scenario in cui Pechino vede l'arsenale USA
Russia
Lezioni utili dall'Ucraina alla NATO

Mosca osserva come si comportano le armi USA contro i droni iraniani che condividono molta tecnologia con quelli russi. Dopo l'invasione dell'Ucraina, Mosca ha comprato migliaia di Shahed e avviato una propria produzione, già usata in sciami con missili ipersonici per saturare i Patriot forniti all'Ucraina.

«Molto di ciò che i russi stanno preparando per una guerra in Europa possono impararlo adesso in Medio Oriente».

Nicole Grajewski, Sciences Po
2
Radar THAAD distrutti tra Giordania ed Emirati
2022
Anno di avvio import droni iraniani da parte russa
Corea del Nord
La conferma del deterrente nucleare

Per Pyongyang la lezione è la più diretta: il conflitto rafforza l'idea che le armi nucleari siano l'unico vero deterrente contro un attacco esterno. Lo stesso parallelo arriva, capovolto, da Washington — dove il Segretario alla Difesa Hegseth indica la Corea del Nord come giustificazione dell'azione contro Teheran.

«La Corea del Nord è la lezione. Tutti pensavano che non dovesse avere un'arma nucleare».

Pete Hegseth, Segretario alla Difesa USA
2019
Ultimo anno di colloqui USA sul disarmo
Mar '26
Discorso di Kim sulla scelta «giusta»
Il calcolo dei costi

Quando un drone iraniano da poche migliaia di dollari abbatte un sistema da centinaia di milioni

È la lezione che Pechino, Mosca e Pyongyang stanno mettendo nero su bianco. Confronto tra il valore degli asset americani colpiti e quello dei sistemi iraniani impiegati.

Sistema USA distrutto
Radar AN/TPY-2 THAAD
~$500-1.000 mln
Per unità · Muwaffaq Salti, Giordania
Arma iraniana
Drone Shahed-136
$20-60.000
Per unità monouso
Rapporto: fino a 50.000 a 1 in favore dell'attaccante
Difesa USA
Intercettore PAC-3 Patriot
~$4 mln
Per missile
Arma iraniana
Drone Shahed-136
$35.000
Costo medio
Rapporto: 114 a 1 in favore dell'attaccante
Difesa USA
Intercettore THAAD
~$15,5 mln
Per lancio · 150+ usati nel 2025
Arma iraniana
Missile balistico
~$100.000
Stima media costo missile classe Shahab
Rapporto: oltre 150 a 1 in favore dell'attaccante
La conclusione del Wall Street Journal

Cina, Russia e Corea del Nord ora sanno con maggiore precisione cosa accumulare, sviluppare e proteggere per sopravvivere ai primi giorni di un eventuale conflitto con Washington. La lezione non è solo teorica: vale per Taiwan, per la NATO orientale, per la penisola coreana.

Le novità testate sul campo di battaglia

Tre debutti sotto gli occhi dei rivali

Il conflitto ha portato in combattimento per la prima volta sistemi pensati per scenari ben diversi da quello iraniano, in particolare il Pacifico occidentale e la guerra a basso costo.

Esordio PrSM Increment 1 4 marzo 2026

Missile balistico di precisione lanciato da sistemi lanciamissile HIMARS. Sviluppato per contrastare le capacità A2/AD cinesi nel Pacifico, è stato impiegato per la prima volta contro obiettivi iraniani — un test che la Cina ha potuto osservare in tempo reale.

500+ kmRange operativo
$1,6-3,5 mlnCosto unitario
45Prodotti nel 2026
Esordio Drone LUCAS 28 febbraio 2026

Drone d'attacco monouso ricavato dal reverse engineering dello Shahed-136 iraniano. La risposta americana — economica e scalabile — alla logica della guerra a basso costo che gli avversari stanno perfezionando.

~$35.000Costo unitario
800 kmRange
~18 kgCarico esplosivo
Stress test F-5 iraniano contro Patriot 25 aprile 2026

Un caccia iraniano F-5, vecchio di decenni, ha eluso a bassa quota il sistema antimissile Patriot e bombardato una base USA in Kuwait. La dimostrazione che improvvisazione e tempismo possono ancora battere sistemi integrati di alto livello.

10+Siti radar colpiti
7Paesi del Golfo coinvolti
$5+ mldStime danni totali
Fonti Wall Street Journal · Center for Strategic and International Studies (rapporto del 21 aprile 2026, autori Mark F. Cancian e Chris H. Park) · CENTCOM · CNN · ABC News. Stime sulle scorte ricavate da documenti di bilancio del Pentagono. Analisi del 2 maggio 2026.

Parte dell'armamento militare iraniano nasce da reverse engineering su tecnologia cinese o utilizza componenti cinesi. Per questo Pechino punta ad accedere il prima possibile ai dati operativi del conflitto, ha spiegato al Wall Street Journal Nadia Helmy, esperta di Cina all’Università egiziana di Beni Suef. "L’arena iraniana funziona come un laboratorio vivente per testare l’efficacia della tecnologia cinese contro armi occidentali avanzate", ha detto.

Anche Mosca sta ricavando dal conflitto insegnamenti preziosi. La Russia osserva come le armi americane si comportano contro i droni iraniani che condividono molta tecnologia con quelli russi: informazioni utili sia per la guerra in Ucraina sia per un eventuale futuro scontro militare con i Paesi NATO. Dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, Mosca ha comprato migliaia di droni Shahed iraniani e ha poi avviato una propria produzione di questi droni. In Ucraina ha già usato sciami di droni combinati con missili ipersonici per saturare e distruggere unità Patriot.

Nel conflitto in corso, i droni iraniani sarebbero riusciti a colpire anche il sistema di difesa Thaad, un altro intercettore statunitense di fascia alta. Secondo due fonti citate dal Wall Street Journal, avrebbero già distrutto radar Thaad in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. “Molto di ciò su cui i russi si stanno preparando per una guerra in Europa possono impararlo adesso in Medio Oriente”, ha dichiarato al quotidiano americano Nicole Grajewski, esperta di relazioni tra Russia e Iran a Sciences Po.

Per Pyongyang la lezione è ancora più diretta: il conflitto rafforza l’idea che le armi nucleari siano l’unico vero deterrente contro un attacco esterno. In un discorso pronunciato a marzo, Kim Jong Un ha ribadito che la scelta di non rinunciare all’arsenale atomico si è dimostrata “giusta”. La Corea del Nord non tiene colloqui formali sul disarmo nucleare con Washington dal 2019. Lo stesso parallelo, ma in senso opposto, è stato tracciato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha indicato Pyongyang come argomento a sostegno dell’azione militare contro Teheran: “La Corea del Nord è la lezione. Tutti pensavano che non dovesse avere un’arma nucleare”.

Dall’inizio dell’operazione Epic Fury, il 28 febbraio, gli Stati Uniti hanno colpito oltre 13.000 obiettivi in Iran, eliminando i vertici di Teheran, infrastrutture militari chiave e più di 150 mezzi navali, secondo il Central Command. Ma il costo per le scorte americane è stato molto alto. Secondo un rapporto del Center for Strategic and International Studies, per quattro delle sette munizioni chiave, il consumo ha già superato il 50% delle scorte prebelliche.. Tra queste ci sarebbero più di 1.000 missili Tomahawk e tra 190 e 370 intercettori Patriot. Ricostituire del tutto l’arsenale offensivo e difensivo americano potrebbe richiedere fino a sei anni.

Il Pentagono nega però che ci siano problemi. Il portavoce Sean Parnell ha dichiarato che le Forze Armate americane "hanno tutto ciò che serve per agire nel momento e nel luogo scelti dal presidente". Anche il rapporto del CSIS conferma che gli Stati Uniti non rischiano di restare senza munizioni se il cessate il fuoco dell’8 aprile dovesse finire improvvisamente. Il problema riguarda piuttosto le guerre future: grazie all'Iran, ora Cina, Russia e Corea del Nord ora sanno con maggiore precisione cosa accumulare, sviluppare e proteggere per sopravvivere ai primi giorni di un eventuale conflitto con Washington.

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