Trump e Iran vicini a un accordo su un memorandum di 14 punti per chiudere la guerra e congelare l'arricchimento
Witkoff e Kushner stanno trattando direttamente con Teheran un possibile accordo quadro di una pagina che prevede tra le altre cose una moratoria a tempo sull'arricchimento dell'uranio, la fine del blocco nello Stretto di Hormuz e lo sblocco dei fondi iraniani congelati.
Stati Uniti e Iran sono vicini a un'intesa preliminare per chiudere la guerra in Medio Oriente. Il documento allo studio è un memorandum di una sola pagina, articolato in 14 punti, che dovrebbe fissare la cornice per un negoziato più ampio sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce in esclusiva Axios, citando due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sul dossier. La Casa Bianca attende da Teheran risposte su alcuni nodi cruciali nelle prossime 48 ore, nulla è ancora definito, ma le fonti descrivono questa fase come il momento di maggiore vicinanza a un'intesa dall'inizio della guerra.
Una pagina per fermare la guerra:
i 14 punti del memo Trump-Teheran
Un memorandum di una sola pagina, 14 punti, una finestra di 30 giorni per chiudere il dossier nucleare. Washington e Teheran trattano la cornice di un'intesa storica. Il nodo principale resta la durata della moratoria sull'arricchimento dell'uranio.
Cinque cardini per una cornice di pace
Il memorandum non chiude l'accordo finale: definisce i contorni entro cui dovrà nascere. Questi sono gli elementi che, secondo le fonti citate da Axios, formano l'ossatura del testo.
Quanti anni dovrà durare la moratoria sull'uranio
È la variabile su cui si gioca l'accordo. Le posizioni di partenza sono distanti 15 anni: Teheran ne propone 5, Washington ne chiede 20. Le ipotesi di compromesso al vaglio si collocano nella fascia centrale.
L'architettura del do ut des
Il memorandum funziona se ogni concessione su un fronte trova contropartita sull'altro. Ecco come si distribuiscono gli impegni reciproci.
Una corsa contro il tempo in due fasi
Prima la firma del memorandum, poi 30 giorni per trasformarlo in un accordo di dettaglio. Il fallimento di una qualsiasi delle due tappe può riportare le forze americane a colpire l'Iran.
Il negoziato è condotto direttamente dagli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, che stanno trattando direttamente con funzionari iraniani e attraverso mediatori esterni. Nella sua forma attuale, il memorandum dovrebbe dichiarare la fine della guerra e aprire una finestra di 30 giorni per raggiungere un accordo dettagliato su apertura dello Stretto di Hormuz, limiti al programma nucleare iraniano e rimozione delle sanzioni statunitensi. I colloqui successivi potrebbero svolgersi a Islamabad o a Ginevra.
Il punto più delicato resta però la durata della moratoria sull'arricchimento dell'uranio. Teheran ha proposto 5 anni, Washington ne chiede 20. Alcune fonti indicano un possibile compromesso a 12 anni, mentre una quarta colloca l'asticella a 15. Gli Stati Uniti vorrebbero inoltre inserire una clausola che prolunghi automaticamente la moratoria in caso di violazioni iraniane. Alla scadenza del periodo stabilito, all'Iran potrebbe essere consentito di arricchire l'uranio fino al limite del 3,67%, una soglia compatibile con l'uso civile.
Ispezioni, sanzioni e Stretto di Hormuz
Il memorandum prevede inoltre che l’Iran si impegni a non sviluppare mai armi nucleari e a non svolgere attività finalizzate a un uso militare del programma nucleare. Si sta discutendo inoltre di una clausola che impedirebbe a Teheran di gestire impianti nucleari sotterranei e di un regime di ispezioni rafforzato, con controlli a sorpresa da parte degli ispettori delle Nazioni Unite. Due fonti riferiscono che l'Iran avrebbe accettato anche di trasferire fuori dal Paese il proprio uranio altamente arricchito, un punto chiave per Washington che Teheran aveva finora sempre respinto. Tra le ipotesi al vaglio c'è persino il trasferimento del materiale negli Stati Uniti.
In cambio di tutto questo, Washington rimuoverebbe gradualmente le sanzioni e sbloccherebbe i miliardi di dollari iraniani congelati nel mondo. Le restrizioni iraniane al traffico nello Stretto di Hormuz e il blocco navale statunitense verrebbero invece allentati progressivamente durante i 30 giorni di negoziato. Se però i colloqui dovessero andare male, ha precisato un funzionario statunitense, le forze americane potrebbero ripristinare il blocco o tornare a attaccare l'Iran. Molte clausole del memorandum restano comunque subordinate al raggiungimento dell'accordo finale.
La cautela della Casa Bianca
La Casa Bianca ritiene che la leadership iraniana sia divisa al proprio interno e che costruire un consenso tra le diverse fazioni sarà difficile. La cautela emerge anche dalle parole del Segretario di Stato Marco Rubio, che martedì ha frenato gli entusiasmi: "Non dobbiamo per forza scrivere l'accordo vero e proprio in un giorno", ha dichiarato, definendo la trattativa in corso come "altamente complessa e tecnica". Rubio ha però anche definito alcuni vertici iraniani "fuori di testa", lasciando intendere che la chiusura dell'intesa resta incerta.
Secondo le due fonti statunitensi citate da Axios, sarebbero stati proprio i progressi del negoziato a spingere Trump a sospendere l'operazione militare appena annunciata nello Stretto di Hormuz, evitando così il collasso del fragile cessate il fuoco.