Il bizzarro podcast di Robert Kennedy Jr.

Il segretario alla Salute ha lanciato un podcast che nelle prime due puntate ospita uno chef televisivo e il pugile Mike Tyson, mentre il movimento MAHA mostra segnali di crisi.

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Il bizzarro podcast di Robert Kennedy Jr.
HHS / Twitter

Robert Kennedy Jr., segretario alla Salute e ai Servizi Umani degli Stati Uniti, ha lanciato il mese scorso un podcast presentato come parte di una "nuova era di radicale trasparenza nel governo". Nel video di lancio aveva promesso di affrontare le cause profonde dell'epidemia di malattie croniche, sostenendo che gli americani sono stati spinti per decenni a fidarsi del sistema sanitario mentre i loro figli si ammalavano sempre di più. Il programma, secondo le sue intenzioni, avrebbe ospitato medici indipendenti, scienziati e protagonisti dell'innovazione medica. Le prime due puntate hanno preso una direzione diversa.

L'avvio del Secretary Kennedy Podcast, da non confondere con il precedente RFK Jr. Podcast su temi simili, arriva in una fase difficile per il movimento MAHA, l'acronimo che riunisce i sostenitori della linea di Kennedy sulla salute pubblica. Secondo quanto riportato, la Casa Bianca ha chiesto a Kennedy di moderare i toni contro i vaccini in vista delle elezioni di metà mandato e il comitato politico MAHA PAC sarebbe a corto di fondi. Il presidente Trump ha ritirato la candidatura di Casey Means, influencer della salute e alleata stretta di Kennedy, alla carica di Surgeon General, l'ufficiale sanitario più alto in grado del paese. Un giudice federale ha inoltre sciolto il gruppo di consulenti sui vaccini scelto da Kennedy, ritenendo i suoi membri non qualificati.

Forse non a caso, nelle prime due puntate Kennedy evita il tema dei vaccini e si concentra sull'alimentazione, privilegiando ospiti famosi rispetto a contenuti di politica sanitaria. Il dipartimento della Salute non ha risposto alle richieste di commento di Wired, che ha pubblicato l'analisi a firma di Emily Mullin.

Il primo episodio è dedicato a un'intervista con Robert Irvine, chef noto per i suoi programmi su Food Network. Irvine racconta il suo lavoro a Fort Hood, base militare in Texas, dove ha contribuito a riformare la mensa con un'iniziativa privata chiamata 42 Bistro, basata su cibi freschi e poco lavorati. Sostiene di aver abbattuto i costi negoziando con i fornitori e che la qualità del servizio attira "file fuori dalla porta". Non spiega quale fosse il menù precedente né dettaglia i nuovi piatti, oltre a citare pollo a basso contenuto di sodio e melone a fette. Irvine aveva già collaborato con le forze armate durante l'amministrazione Biden per introdurre pasti pronti più sani, un dettaglio che nel podcast non viene menzionato. Negli anni passati il conduttore era stato al centro di un'inchiesta giornalistica che aveva rivelato esagerazioni nel suo curriculum, tra cui la presunta preparazione della torta nuziale di Carlo e Diana. Irvine produce inoltre una linea di barrette proteiche, FitCrunch, contenenti ingredienti del tipo che molti nutrizionisti sconsigliano.

Nell'intervista Irvine sostiene che mangiare bene è soprattutto questione di scelte intelligenti nella spesa. L'affermazione ignora però l'andamento dei prezzi. Secondo il dipartimento dell'Agricoltura statunitense, a marzo i prezzi di manzo e vitello erano superiori di oltre il 12 per cento rispetto a marzo 2025, il pollame era cresciuto dell'1,5 per cento e le verdure fresche del 7,5 per cento. I costi alimentari sono attesi in aumento di quasi il 3 per cento nel corso dell'anno e proprio le proteine animali, centrali nella nuova piramide alimentare proposta dall'amministrazione, sono tra i prodotti più colpiti dai rincari. Irvine attribuisce le cattive abitudini alimentari soprattutto alla mancanza di educazione, ma né lui né Kennedy citano altri fattori chiave come il costo, l'accessibilità e il tempo necessario per preparare i pasti. I cibi confezionati e ultra-processati restano popolari perché convenienti, a lunga conservazione e a basso costo per caloria, e le ricerche mostrano che molti adulti continuano a consumarli pur sapendo che non dovrebbero.

Il secondo episodio dura appena quindici minuti e ospita il pugile Mike Tyson, presentato da Kennedy come uno dei suoi "eroi", senza riferimenti alla condanna per stupro ai danni di una minorenne che Tyson scontò nei primi anni Novanta. Tyson era già apparso in uno spot trasmesso durante il Super Bowl, in linea con il movimento MAHA, dedicato al "cibo vero". Nell'intervista racconta di essere cresciuto in un quartiere dove i cibi ultra-processati erano una "prelibatezza", perché la sua famiglia non aveva soldi per altro, e ricorda la sorella morta poco oltre i vent'anni per un infarto legato all'obesità. Descrive inoltre comportamenti alimentari che ricordano i disturbi tipici degli sport con limiti di peso, dicendo di smettere di mangiare quando non si trova in forma. Non viene menzionata la dieta vegana che il pugile ha seguito per anni per migliorare la propria salute.

Quando Kennedy chiede come aiutare le persone che vivono nei quartieri urbani senza accesso a cibo fresco, riconoscendo l'esistenza dei cosiddetti deserti alimentari, Tyson risponde che servono più mentori che insegnino a mangiare in modo corretto. La conoscenza nutrizionale e il sostegno di familiari e amici sono effettivamente importanti per cambiare abitudini, ma il podcast non si spinge oltre questo livello generico. Mancano consigli pratici sulla preparazione dei pasti o suggerimenti su proteine a basso costo. Kennedy, soprattutto, non fornisce mai una definizione di cibo "processato" o "ultra-processato", pur indicandoli come il principale nemico, e non indica quali ingredienti evitare. Le barrette FitCrunch dello stesso Irvine rientrerebbero con ogni probabilità nella categoria.

Medici e autorità sanitarie raccomandano da decenni una dieta più sana e gli americani sanno in larga maggioranza che dovrebbero alimentarsi meglio. Resta da capire in che modo il podcast del segretario alla Salute possa contribuire concretamente a questo obiettivo, considerato anche che Kennedy ha dichiarato di nutrirsi soltanto di carne e cibi fermentati.

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