Trump concede la grazia a un ex deputato condannato per insider trading
L'ex deputato repubblicano dell'Indiana era stato condannato nel 2023 a 22 mesi per insider trading su due fusioni aziendali. La grazia è stata appoggiata da decine di repubblicani.
Il presidente Trump ha concesso la grazia a Stephen Buyer, l'ex deputato repubblicano dell'Indiana che nel 2023 era stato condannato a 22 mesi di carcere per aver usato informazioni riservate per guadagnare in borsa più di 330mila dollari. Il provvedimento, datato 4 giugno, è stato reso pubblico dalla Casa Bianca nella tarda serata di venerdì 6 giugno.
Buyer, 67 anni, era stato eletto per la prima volta alla Camera nel 1992 e aveva lasciato il Congresso nel 2011 per assistere la moglie, a cui era stata diagnosticata una malattia autoimmune. Dopo il ritiro aveva aperto una società di consulenza. Secondo le autorità federali, aveva ricevuto informazioni riservate da due dei suoi clienti e le aveva poi usate per operazioni illecite in borsa.
Il primo caso risale al 2018. Secondo la Securities and Exchange Commission (la Consob americana), Buyer aveva saputo da un dirigente di T-Mobile, un suo cliente, che la compagnia stava per acquisire Sprint. Aveva quindi comprato 568mila dollari di azioni Sprint, aumentate di valore di oltre 107mila dollari dopo l'annuncio della fusione da 26,5 miliardi di dollari.
Nel 2019 aveva fatto lo stesso con il titolo Navigant: aveva saputo da un altro cliente, la società di consulenza Guidehouse, che avrebbe acquisito la concorrente, e aveva comprato più di un milione di dollari di azioni Navigant. Dopo l'annuncio dell'acquisizione le aveva rivendute con un profitto di oltre 227mila dollari.
Buyer era stato condannato nel 2023 da una giuria federale di Manhattan a 22 mesi di carcere, con l'obbligo di restituire più di 350mila dollari di guadagni illeciti e una multa di 10mila dollari. Aveva scontato la pena ed era stato rilasciato nel 2025. A maggio 2026 la Corte Suprema aveva respinto il suo appello senza commenti né dissensi espliciti.
Nella proclamazione della grazia, definita "piena, completa e incondizionata", il presidente ha citato la carriera "illustre e molto produttiva" di Buyer come giudice avvocato nell'esercito e come deputato. Il testo non menziona i reati per cui era stato condannato. Buyer, che si è sempre dichiarato innocente, ha detto che la grazia "corregge un'azione penale motivata politicamente" e che è stato "orribile essere incarcerato per un crimine che non ho commesso".
La grazia è stata appoggiata da decine di parlamentari repubblicani in carica e passati. Il 31 maggio Trump aveva condiviso su Truth Social due lettere che chiedevano la clemenza per Buyer: una firmata da più di quaranta ex deputati repubblicani e una da cinque deputati repubblicani in carica, tra cui Tom Cole dell'Oklahoma, Ken Calvert della California e Pete Sessions del Texas. Nella lettera degli ex deputati, Buyer veniva descritto come "preso di mira dallo stato profondo" per il suo ruolo di procuratore della Camera nel processo di impeachment contro Bill Clinton nel 1998. La grazia è stata appoggiata anche dai senatori Lindsey Graham della South Carolina e Roger Wicker del Mississippi, e dall'ex speaker della Camera John Boehner.
La grazia a Buyer si inserisce in un'ondata più ampia di provvedimenti di clemenza firmati dal presidente dal suo ritorno alla Casa Bianca. Decine di grazie sono state concesse a persone accusate di reati finanziari, alimentando quella che il New York Times ha descritto come una vera e propria industria di operatori della destra assunti per portare le richieste di clemenza al presidente.
Al Congresso si discute da tempo di vietare ai parlamentari di comprare e vendere azioni individuali. Lo stesso Trump ha ripetutamente dichiarato di essere favorevole a un divieto, dicendosi pronto a firmare una legge, come riportato da ABC News. A gennaio 2026 i repubblicani della Camera avevano fatto avanzare un disegno di legge che impone alcune restrizioni sulle operazioni in borsa dei deputati e dei loro parenti, anche se i democratici avevano denunciato la presenza di scappatoie che ne minavano l'efficacia.