L'amministrazione Trump sta cancellando più di trenta regole federali sulle armi da fuoco, rinunciando alla stretta sulle vendite illegali, restituendo il diritto di possedere un'arma ad alcune persone con disturbi mentali e allentando i controlli sulle transazioni tra privati.
Il dietrofront riguarda l'ATF, il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives, l'agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi sulle armi. Non è una sorpresa: il presidente si era presentato in campagna elettorale come un difensore del diritto a possedere armi.
Per i critici e anche per alcuni veterani dell'agenzia, l'ATF ricalca le richieste di proprietari e produttori di armi che vogliono alleggerire i propri obblighi, a scapito della sicurezza pubblica. Il timore è che le modifiche arrivino su un'agenzia già indebolita, con centinaia di suoi funzionari dirottati sull'applicazione delle norme contro l'immigrazione.
Chi sostiene le modifiche ricorda che alcune di queste riportano le regole a com'erano solo pochi anni fa, prima dell'arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca. Dopo una serie di stragi, Biden aveva firmato misure di controllo sulle armi, ponendo fine a quasi trent'anni di stallo su come regolare il settore.
L'amministrazione ha già eliminato politiche importanti, tra cui l'approccio a tolleranza zero verso i rivenditori che violavano ripetutamente la legge. Le oltre trenta regole in via di cancellazione alzerebbero la soglia legale per revocare la licenza a un rivenditore, estenderebbero il diritto a comprare armi a chi era limitato per malattia mentale o per incapacità di gestire le proprie finanze e porrebbero fine ai controlli extra sugli "stabilizing braces", accessori che rendono le armi più facili da nascondere e più letali, usati in alcune stragi.
L'amministrazione punta ora alle regole approvate dai democratici a livello statale e locale. Ha impugnato i divieti sui fucili semiautomatici in Colorado, nel Distretto di Columbia e in Virginia. Mercoledì ha fatto causa alla California per le restrizioni sulla vendita delle pistole Glock e di modelli simili e alla Virginia per i limiti ai fucili semiautomatici, poche ore dopo l'entrata in vigore delle due leggi.
Pochi giorni dopo l'insediamento, il presidente aveva firmato un ordine esecutivo che ordinava al ministro della Giustizia di esaminare quelle che definiva "continue violazioni" del secondo emendamento, quello che negli Stati Uniti garantisce il diritto a portare armi.
A maggio del 2025 l'ATF aveva già cancellato la politica della tolleranza zero, che permetteva ai suoi ispettori di revocare la licenza ai rivenditori sorpresi a violare la legge. Pam Bondi, allora ministra della Giustizia, aveva detto che quella politica aveva "colpito ingiustamente i possessori di armi rispettosi della legge". Con quello strumento l'agenzia aveva revocato più di 600 licenze, mentre secondo i critici i nuovi standard riducono seriamente la sua capacità di farlo.
Il cambio di rotta si inserisce in una spinta più ampia di tutto il governo. A febbraio il Dipartimento per gli Affari dei Veterani ha rimosso il divieto di comprare armi per i veterani che hanno bisogno di un tutore per gestire i propri sussidi. Il Dipartimento della Salute ha tagliato i fondi per la ricerca sulla prevenzione della violenza armata. Il servizio postale ha proposto di consentire la spedizione di pistole per posta, ribaltando una legge vecchia di quasi un secolo.
Quando ad aprile l'ATF ha annunciato quasi trenta modifiche, le stesse analisi dell'amministrazione hanno riconosciuto i rischi per la sicurezza pubblica. Il direttore dell'agenzia, Rob Cekada, ha difeso l'operato dicendo che riflette uno sforzo di essere il più espliciti possibile su "tutta la gamma di costi e benefici, comprese anche le ipotesi più remote". Venerdì ha annunciato altre modifiche, tra cui l'eliminazione dell'obbligo delle impronte digitali per certe richieste. Ha poi rivendicato il sequestro di quasi 50.000 armi e la gestione di quasi 950.000 richieste di tracciamento. I dati però sono parziali, perché non tengono conto di tutte le regole già smantellate e perché molte proposte devono ancora entrare in vigore.
Todd Blanche, ministro della Giustizia facente funzione, ha detto ad aprile che le proposte trovano un equilibrio tra gli interessi dell'industria e dei proprietari di armi e la sicurezza pubblica. "Per troppo tempo le regole sono state scritte senza alcuna reale comprensione di come operano le aziende del settore, di come i possessori maneggiano davvero le loro armi o di cosa migliora davvero la sicurezza pubblica", ha detto.
Una delle modifiche proposte, che allargherebbe la platea di persone con una storia di malattia mentale autorizzate a possedere un'arma, comporta un rischio che secondo l'analisi dei costi dell'agenzia può andare da minimo a molto più grave, "fino a includere potenziali eventi con vittime di massa". Chi è stato ricoverato in modo forzato in una struttura psichiatrica resterebbe escluso, mentre chi vi è entrato volontariamente no. La regola vuole anche estendere a tutti gli americani incapaci di gestire le proprie finanze, non solo ai veterani, il diritto di comprare un'arma.
Sulla proposta che cancella la regola dell'era Biden sui dispositivi di stabilizzazione, l'agenzia ha ammesso che l'accessorio, capace di creare "armi pericolose e facili da nascondere, rappresenterebbe un problema maggiore per la sicurezza pubblica".
L'agenzia propone anche una soglia più alta per togliere la licenza a un rivenditore, chiedendo la prova che il commerciante sapesse di stare violando la legge. Secondo la sua stessa analisi, il numero di licenze revocate calerà "in modo considerevole".
Un'altra regola ripristinerebbe la cosiddetta "scappatoia delle fiere delle armi", eliminando i controlli sui precedenti richiesti alle fiere e in alcune vendite tra privati. Quei controlli erano stati introdotti per contrastare gli straw purchasers, le persone che comprano armi in modo legale per conto di chi non potrebbe possederle.
Marianna Mitchem, ex funzionaria dell'ATF che oggi collabora con Everytown for Gun Safety, un'organizzazione contro la violenza armata fondata dall'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, ha avvertito delle conseguenze. "Queste armi cominceranno a tornare in circolazione nelle comunità nei prossimi due anni", ha detto, aggiungendo di temere un aumento della criminalità violenta.
Alcuni sostenitori del diritto alle armi spingono perché le regole vengano allentate ancora di più. Erich Pratt, vicepresidente di Gun Owners of America, una delle maggiori associazioni del settore, ha detto che non basta tornare agli standard precedenti a Biden. Il suo gruppo chiede di eliminare del tutto l'obbligo, introdotto nel 2022, che impone ai rivenditori di conservare a tempo indeterminato i registri delle vendite. "Le proposte dell'ATF sono un misto di cose", ha detto, "i possessori di armi si aspetterebbero di meglio da un ministero della Giustizia repubblicano".
Per Kris Brown, presidente della Brady Campaign to Prevent Gun Violence, una delle principali organizzazioni per il controllo delle armi, l'approccio dell'amministrazione "ci riporta indietro di 100 anni" e sta "distruggendo la capacità dell'ATF di regolare questo settore".
