Trump avrà un quarto giudice alla Corte Suprema?

Il giudice conservatore Samuel Alito, 76 anni, non ha rivelato le sue intenzioni nemmeno agli amici più stretti. Il calendario elettorale pesa sulla decisione

Trump avrà un quarto giudice alla Corte Suprema?
Immagine generata con l'intelligenza artificiale

Il futuro della Corte Suprema americana potrebbe decidersi nei prossimi mesi, e ruota attorno a una domanda a cui nessuno sa rispondere: il giudice Samuel Alito ha intenzione di ritirarsi?

Alito, che ha compiuto 76 anni questo mese, è il secondo giudice più anziano della Corte dopo Clarence Thomas, 77 anni. Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, le speculazioni su un suo possibile pensionamento si sono intensificate. Il presidente ha già nominato tre giudici nel suo primo mandato, e un'eventuale quarta nomina consoliderebbe la supermajoranza conservatrice per gli anni a venire. Le domande si sono fatte più pressanti nelle ultime settimane, man mano che i sondaggi di Trump sono peggiorati e la possibilità che i Democratici conquistino il Senato a novembre è cresciuta.

Secondo quanto riporta il New York Times, amici, ex colleghi e collaboratori del giudice sanno che Alito è consapevole del calendario politico e preferirebbe che fosse un presidente repubblicano a scegliere il suo successore. Nessuno di loro, però, è in grado di dire cosa farà. Parlando in forma anonima, le persone più vicine al giudice hanno detto al giornale che Alito non ha rivelato le sue intenzioni nemmeno agli amici, e che potrebbe non aver ancora preso una decisione definitiva.

A fine marzo, più di cento persone si sono riunite al National Constitution Center di Filadelfia per una cena formale in onore dei vent'anni di Alito alla Corte Suprema. Tra gli invitati c'erano ex collaboratori, accademici e una serie di giudici federali conservatori considerati possibili candidati a succedergli. Secondo diversi partecipanti, nessuno ha sollevato in pubblico la questione del pensionamento. La serata è però finita con un colpo di scena: Alito si è sentito male durante la cena ed è stato portato in ospedale, dove è stato curato per disidratazione. Il lunedì successivo era di nuovo al suo posto, tra i giudici più attivi nelle udienze sul tentativo dell'amministrazione Trump di limitare il diritto di cittadinanza per nascita.

Il calcolo politico dietro un'eventuale decisione è chiaro. I Repubblicani controllano 53 seggi al Senato, sufficienti per confermare un nuovo giudice. Se i Democratici dovessero vincere la maggioranza a novembre, Trump avrebbe serie difficoltà a far passare una nomina prima della fine del mandato. E se un Democratico vincesse le presidenziali, Alito sarebbe ultraottantenne prima che un altro repubblicano possa tornare alla Casa Bianca per scegliere il suo sostituto.

Molti osservatori vedono un precedente ammonitore nella scelta della giudice progressista Ruth Bader Ginsburg di non ritirarsi prima delle elezioni del 2016, quando il presidente Obama avrebbe potuto nominare il suo successore. Ginsburg morì in carica nel 2020 e Trump nominò al suo posto la conservatrice Amy Coney Barrett.

Ed Whelan, commentatore giuridico conservatore, aveva previsto il giorno dopo la rielezione di Trump nel 2024 che Alito si sarebbe ritirato nella primavera del 2025 e Thomas l'anno successivo. Ha detto al New York Times che le sue previsioni hanno suscitato forti obiezioni da parte degli alleati dei due giudici, e che ora sarebbe sorpreso se ci fosse un posto vacante quest'anno. Il motivo, secondo Whelan: ci sono molti casi importanti in corso e Alito ha "la possibilità di trovarsi in maggioranza in un modo che non poteva dare per scontato nei suoi primi dodici anni" alla Corte.

Nominato da George W. Bush, Alito è entrato alla Corte nel 2005 al posto della moderata Sandra Day O'Connor. Il suo contributo più significativo è stato la sentenza Dobbs v. Jackson Women's Health Organization del 2022, di cui ha scritto l'opinione di maggioranza: la decisione che ha ribaltato Roe v. Wade ed eliminato il diritto all'aborto a livello nazionale.

Chi cerca indizi sulle intenzioni del giudice osserva diversi segnali. Alito non ha ancora assunto il numero completo di quattro collaboratori per il prossimo anno, anche se è noto per finalizzare le assunzioni più tardi rispetto ai colleghi. Il suo primo libro, "So Ordered: An Originalist's View of the Constitution, the Court and Our Country", uscirà la prima settimana di ottobre, il giorno dopo l'inizio del nuovo anno giudiziario. Una tempistica che renderebbe complicato promuovere il volume restando in carica. Il columnist Elie Mystal ha scritto su The Nation che sembra proprio che "Alito non preveda di avere un vero lavoro il martedì in cui esce il suo libro". Le persone che lo conoscono bene, però, hanno detto al New York Times di non riuscire a immaginare il riservato giudice impegnato in un grande tour promozionale.

C'è anche il fattore familiare. La moglie Martha-Ann Alito non ha mai amato Washington, e nel 2024 disse che avrebbe avuto maggiore libertà di esprimere le proprie opinioni quando il marito si fosse "liberato di queste sciocchezze", in una registrazione fatta di nascosto da un documentarista alla cena annuale della Supreme Court Historical Society. Non è chiaro se si riferisse al possibile pensionamento del marito.

Akhil Reed Amar, professore alla Yale Law School e amico degli Alito, ha detto al New York Times di sperare che il giudice non si ritiri. "Penso che abbia ancora molto da offrire", ha dichiarato, aggiungendo però: "Potrebbe farlo".

Per quanto riguarda Clarence Thomas, la domanda è meno aperta: il giudice più anziano ha escluso nel corso degli anni l'ipotesi del pensionamento, dichiarando di voler restare in carica per decenni. Se mantenesse la parola, batterebbe il record di giudice più longevo nella storia della Corte Suprema entro la primavera del 2028.

L'amministrazione Trump non ha voluto commentare, ma Robert Luther III, professore alla Antonin Scalia Law School che contribuì alla selezione dei candidati giudiziari nel primo mandato, ha detto che l'ufficio del consigliere legale della Casa Bianca si prepara sempre a questa eventualità. "È un argomento ricorrente tra gli avvocati dell'amministrazione", ha dichiarato. Anche le organizzazioni progressiste si stanno attrezzando: Demand Justice sta pianificando una campagna multimilionaria per opporsi a eventuali nomine di Trump alla Corte Suprema.

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