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Trump annuncia una tregua sull'energia tra Russia e Ucraina, ma Kyiv non ne sa nulla
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Politica estera 35 min di lettura

Trump annuncia una tregua sull'energia tra Russia e Ucraina, ma Kyiv non ne sa nulla

Il presidente dice che Mosca e Kyiv hanno accettato di non colpire più gli impianti energetici, ma nessuna delle due lo conferma. Zelensky intanto offre elezioni in cambio di due mesi di cessate il fuoco completo.

Donald Trump ha annunciato oggi a sorpresa che Russia e Ucraina hanno accettato un "cessate il fuoco energetico", ovvero uno stop reciproco agli attacchi contro le infrastrutture energetiche, dalle raffinerie alla rete elettrica. "Con effetto immediato, è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco sull'energia nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti lo hanno accettato. Non violatelo!", ha scritto il presidente su Truth Social, senza fornire altri dettagli.

Ma subito dopo l'annuncio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto ad Axios di aver appreso dell'intesa solo dall'annuncio di Trump, pur ribadendo la propria disponibilità ad accettarlo: "Se i russi sono d'accordo con un cessate il fuoco energetico, l'Ucraina accetterà". Poi ha però aggiunto: "Se il presidente Trump lo ha negoziato con Putin, ci dica quando inizierà questa tregua. Noi siamo pronti e lo accetteremo".

Anche altre dichiarazioni provenienti da Kyiv confermano che le autorità ucraine attendono ancora chiarimenti su questo annuncio. Un alto funzionario vicino a Zelensky ha detto al Financial Times che l'Ucraina "non ha informazioni" sull'accordo e che "nessuno ne ha sentito parlare". "In questo momento i nostri team stanno ripristinando le forniture di elettricità e acqua a Kyiv", ha spiegato, riferendosi ai danni degli ultimi bombardamenti russi.

Da parte sua Mosca non ha confermato l'intesa. Se venisse confermata, però, una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche rappresenterebbe una svolta diplomatica importante alla vigilia dell'inverno. Trump aveva già annunciato in precedenza una tregua simile il 14 settembre, scrivendo che "l'Ucraina ha accettato di non colpire le infrastrutture energetiche russe" e che "la Russia ha accettato di fare lo stesso". Nessuna delle due parti aveva successivamente confermato di aver raggiunto un accordo e gli attacchi erano proseguiti su entrambi i fronti.

Il Financial Times aveva poi scritto che il presidente aveva annunciato prematuramente un'intesa ancora da raggiungere. Secondo le fonti del quotidiano a conoscenza della posizione del Cremlino, Vladimir Putin non intendeva fermare gli attacchi prima dell'inverno: riteneva anzi che colpire la rete energetica ucraina nei mesi più freddi potesse costringere Kyiv a fare dure concessioni.

Guerra in Ucraina
La tregua energetica che per ora ha confermato solo Trump
L'11 ottobre il presidente americano ha annunciato lo stop reciproco agli attacchi contro raffinerie, centrali e reti elettriche. Kyiv dice di averlo saputo dal suo annuncio. Mosca non ha confermato.
Donald Trump
Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti
Annuncia la tregua
«Con effetto immediato, c'è un cessate il fuoco energetico nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!»
Truth Social, 11 ottobre
Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky
Presidente dell'Ucraina
Sì, se accetta Mosca
«Se il presidente Trump lo ha negoziato con Putin, ci dica quando comincia. Siamo pronti e lo accetteremo»
Ad Axios, 11 ottobre. Ha saputo dell'intesa dall'annuncio di Trump
Vladimir Putin
Vladimir Putin
Presidente della Russia
Nessuna conferma
Il Cremlino non ha confermato l'intesa. Tre giorni prima il portavoce Dmitry Peskov aveva definito la proposta di Kyiv «una tregua in un settore che è il suo tallone d'Achille».
Peskov ai giornalisti, 8 ottobre
Tregua energetica
Annunciata, ma non confermata da Mosca
La guerra dell'energia
Kyiv colpisce le raffinerie russe, Mosca colpisce la rete elettrica ucraina
I siti colpiti tra settembre e ottobre di cui esistono riscontri pubblici. Scegli un fronte, poi tocca un punto sulla mappa o usa le frecce.
A settembre tre delle sei raffinerie russe che producono più gasolio erano ferme o lavoravano a un quarto della capacità, secondo Reuters. Kyiv sostiene di aver danneggiato il 51% della capacità di raffinazione russa.
Dal 30 settembre la Russia ha ripreso gli attacchi massicci alla rete elettrica ucraina. Il 6 ottobre in parte del Paese sono tornati i distacchi programmati della corrente.
RUSSIAUCRAINA
Kirishi
Regione di Leningrado
A settembre era completamente ferma. È una delle sei raffinerie russe che producono più gasolio.
Fonte: Reuters, 15 settembre
Mosca
Quartiere di Kapotnya
La lavorazione si è fermata dopo l'attacco del 20 settembre: hanno preso fuoco entrambe le unità di distillazione.
Fonte: Reuters, 21 settembre
NORSI, Kstovo
Regione di Nizhny Novgorod
A settembre la raffineria lavorava a circa un quarto della capacità.
Fonte: Reuters, 15 settembre
Taneco, Nizhnekamsk
Tatarstan
È stata colpita il 13 settembre. È una delle sei raffinerie russe che producono più gasolio.
Fonte: Reuters, 15 settembre
Syzran
Regione di Samara
Si è fermata il 15 settembre. I droni hanno danneggiato l'unità che garantisce il 71% della capacità: servirà almeno un mese per ripararla.
Fonte: Reuters, 16 settembre
Saratov
Regione di Saratov
Era ferma da settimane e stava per ripartire quando, intorno all'11 settembre, è stata colpita di nuovo.
Fonte: Reuters, 16 settembre
Volgograd
Regione di Volgograd
A settembre la raffineria lavorava a circa un quarto della capacità.
Fonte: Reuters, 15 settembre
Kyiv
Capitale dell'Ucraina
L'8 ottobre gran parte della città è rimasta senza corrente, la metropolitana si è fermata e l'acqua è arrivata a bassa pressione. L'11 ottobre è mancata la luce in parte di cinque distretti.
Fonte: Kyiv Independent, DTEK
Centrale di Trypilska
Regione di Kyiv
Gli impianti di generazione sono stati danneggiati. Mosca ha indicato la centrale tra i bersagli dell'attacco del 30 settembre.
Fonte: Kyiv Post, ministero della Difesa russo
Regione di Chernihiv
Ucraina settentrionale
Ukrenergo ha segnalato nuove interruzioni di corrente il 1° e il 9 ottobre.
Fonte: Ukrenergo
Regione di Sumy
Ucraina settentrionale
Ukrenergo ha segnalato nuove interruzioni di corrente il 1°, il 5 e il 6 ottobre.
Fonte: Ukrenergo
Regione di Kharkiv
Ucraina orientale
Ukrenergo ha segnalato nuove interruzioni di corrente il 1°, il 5, il 6 e il 9 ottobre.
Fonte: Ukrenergo
Regione di Dnipropetrovsk
Ucraina centro-orientale
Ukrenergo ha segnalato nuove interruzioni di corrente il 6 e il 9 ottobre.
Fonte: Ukrenergo
Regione di Zaporizhzhia
Ucraina sud-orientale
Ukrenergo ha segnalato nuove interruzioni di corrente il 6 e il 9 ottobre.
Fonte: Ukrenergo
Regione di Odesa
Ucraina meridionale
Ukrenergo ha segnalato nuove interruzioni di corrente il 5 e il 9 ottobre.
Fonte: Ukrenergo
L'accordo sul gasolio
Quasi due terzi del gasolio russo annunciato da Trump dipendono dalle raffinerie sotto attacco
4,8milioni di tonnellate
È il gasolio russo destinato al mercato americano e mondiale secondo l'annuncio di Trump del 9 ottobre. Arriverebbe in quattro tranche.
Oltre 300.000 tonnellate subito
500.000 tonnellate nel mese di novembre
1 milione di tonnellate subito dopo
3 milioni di tonnellate «in breve tempo», a seconda delle condizioni delle raffinerie russe
Il Tesoro americano ha sospeso le sanzioni sul gasolio russo per 180 giorni
La General License 135, firmata il 9 ottobre, autorizza fino al 7 aprile 2027 la vendita, la consegna e l'importazione di gasolio russo, anche negli Stati Uniti.
3 novembre: elezioni di metà mandato
9 ottobre 2026inizio della licenza7 aprile 2027scadenza
Lo scontro con Zelensky
In tre giorni Trump è passato dall'accordo sul gasolio con Putin all'annuncio della tregua
14 settembreIl precedente
Trump annuncia una prima tregua energetica. Né Mosca né Kyiv confermano e gli attacchi proseguono.
9 ottobre
Trump annuncia l'accordo con Putin sul gasolio. Il Tesoro sospende le sanzioni sul gasolio russo.
10 ottobre
Trump suggerisce agli ucraini di trovarsi «un nuovo leader capace di fare un accordo». Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha risponde che la scelta spetta al popolo ucraino.
11 ottobre
Zelensky dice ad ABC News di essere pronto a organizzare le elezioni se la Russia accetta 60 giorni di cessate il fuoco completo. Dopo l'intervista Trump annuncia la tregua energetica.
Due tregue diverse
La tregua annunciata da Trump copre solo una parte di quella che chiede Zelensky
Cessate il fuoco completo
Chiesto da Zelensky per organizzare le elezioni. Durata: 60 giorni
Che cosa si fermerebbe
Tregua energetica
Annunciata da Trump. Durata non indicata
Attacchi a raffinerie, centrali e reti elettriche
Altri bombardamenti
Combattimenti al fronte
FonteTruth Social, Axios, ABC News e CBS News per le dichiarazioni; Dipartimento del Tesoro americano (OFAC, General License 135) per la licenza; Reuters, Ukrenergo, DTEK, ministero della Difesa ucraino, Kyiv Independent, Kyiv Post e The Moscow Times per i siti colpiti. Lo stato di ogni impianto è quello riferito dalla fonte alla data indicata. Confini: Natural Earth, con la Crimea entro i confini riconosciuti dell'Ucraina. Dati aggiornati all'11 ottobre 2026.

L'accordo sul diesel russo inasprisce lo scontro con Zelensky

L'annuncio arriva dopo giorni di tensione tra Trump e Zelensky sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Venerdì il presidente americano ha annunciato un accordo con Putin per immettere sul mercato statunitense e su quello mondiale fino a 4,8 milioni di tonnellate di gasolio russo. Il Dipartimento del Tesoro ha poi concesso una licenza temporanea che autorizza fino al 7 aprile 2027 operazioni commerciali sul diesel russo altrimenti vietate dalle sanzioni americane.

Secondo Axios, la Casa Bianca ha preso questa decisione dopo che Kyiv aveva più volte respinto la richiesta di Trump di fermare gli attacchi alle raffinerie. Il presidente statunitense sostiene, infatti, che quei bombardamenti facciano salire il prezzo del gasolio, danneggiando gli agricoltori americani. Lo stesso giorno un alto funzionario ucraino ha però detto al Financial Times che, nonostante l'accordo sulle forniture di diesel, l'Ucraina avrebbe continuato a colpire gli impianti energetici russi con attacchi a lungo raggio.

Sabato Trump è andato oltre e ha chiesto agli ucraini di cambiare presidente. "Suggerisco che si trovino un nuovo leader capace di fare un accordo, perché lui avrebbe potuto farne molti, ma non ha voluto per qualche motivo", ha detto ai giornalisti, accusando direttamente Zelensky di aver sprecato diverse occasioni per porre fine alla guerra. Il Ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha risposto che spetta al popolo ucraino, non al presidente statunitense, scegliere chi lo deve guidare.

L'accordo sul diesel ha suscitato critiche anche tra alcuni esponenti repubblicani al Congresso. Il deputato Brian Fitzpatrick intende ìcostringere la Camera a votare un provvedimento per vietare gli acquisti di petrolio russo. Il senatore della Louisiana John Kennedy ha invece detto di condividere l'obiettivo di ridurre il prezzo del gasolio, ma non la decisione di "importarlo da Putin". "Sapete cosa farà scendere i prezzi del diesel? La fine della guerra in Iran", ha aggiunto.

Zelensky: elezioni con un cessate il fuoco di 60 giorni

Da parte sua, oggi Zelensky ha risposto a Trump anche in un'intervista ad ABC News, dichiarandosi pronto a organizzare le elezioni se la Russia dovesse accettare un cessate il fuoco completo di 60 giorni. Ha riferito di aver già presentato la proposta al team negoziale del presidente americano: "Dite a Putin: concedeteci 2 mesi, 60 giorni di cessate il fuoco completo, e organizzeremo le elezioni". Lui, ha aggiunto durante il programma This Week, è pronto ad accettare "qualsiasi scelta" del popolo ucraino.

Nella stessa intervista Zelensky ha però sottolineato quanto sia difficile garantire la sicurezza delle elezioni mentre la guerra è in corso e si è detto disposto a sospendere gli attacchi alle raffinerie russe solo se Mosca smetterà di colpire le infrastrutture energetiche ucraine, ribadendo una proposta già avanzata più volte da Kyiv. Per organizzare il voto servirebbe però un cessate il fuoco più ampio della tregua annunciata da Trump, limitata agli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

Il presidente ucraino ha risposto anche a Elon Musk, che su X aveva scritto che Zelensky "si è spinto troppo oltre". A suo giudizio, Trump e Musk fanno pressione su Kyiv solo perché non riescono a trovare il modo di fermare Putin: "È più difficile fermare Putin che fare pressione sugli altri". Zelensky ha inoltre respinto l'accusa di essere responsabile del rincaro dei carburanti, attribuendolo alla guerra in Medio Oriente e al blocco dello Stretto di Hormuz. Il conflitto con l'Iran ha fatto salire i prezzi a livello mondiale, afferma, aumentando la pressione su Trump perché riduca i costi per i consumatori americani a poche settimane dalle elezioni di metà mandato.

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