Trump afferma che DeSantis lo "implora" per ottenere un posto nella sua Amministrazione
Il presidente avrebbe confidato ad alcuni collaboratori che il governatore della Florida chiede di diventare Procuratore Generale. DeSantis avrebbe mostrato interesse anche per il Pentagono e la Corte Suprema. Il governatore deve lasciare l'incarico a gennaio 2027.
Il presidente Donald Trump ha detto ad alcuni suoi collaboratori che il governatore della Florida Ron DeSantis lo sta "implorando" per ottenere un posto nella sua Amministrazione, quello di Procuratore Generale. Lo riporta Axios, che cita fonti interne alla Casa Bianca a conoscenza di queste discussioni. Secondo altre fonti, però, DeSantis avrebbe mostrato interesse anche per l'incarico di Segretario alla Difesa e perfino per un posto alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La questione ha un rilievo politico evidente: DeSantis dovrà lasciare la guida della Florida al termine del suo secondo mandato, a gennaio 2027, e sta già valutando il proprio futuro. In questo contesto, una fonte ha riferito ad Axios che Trump sarebbe disposto a prendere in considerazione l'idea di aiutare quello che nel tempo è stato prima un protetto, poi un rivale e infine di nuovo un alleato. Proprio il futuro politico di DeSantis sarebbe stato al centro del pranzo che i due hanno avuto al Trump National Doral Golf Club di Miami, una settimana prima della pubblicazione dell'articolo di Axios.
"Ron mi ha implorato di farlo diventare Procuratore Generale", avrebbe detto Trump a un suo collaboratore, che ha poi riferito la frase ad Axios. Un'altra fonte ha confermato che durante quel pranzo ci sarebbe stata davvero una conversazione su un possibile incarico, pur giudicando poco realistico un suo approdo al Dipartimento di Giustizia. "Però avrà bisogno di un lavoro e a Trump lui piace", ha aggiunto la stessa fonte.
Secondo le fonti citate da Axios, DeSantis avrebbe iniziato a discutere con Trump di una possibile nomina già lo scorso anno, dopo la rielezione del presidente. In quel periodo Trump avrebbe valutato l'ipotesi di affidargli il Dipartimento della Difesa, per poi nominare invece Pete Hegseth, allora commentatore di Fox News. Le stesse fonti sostengono però che Trump prenderebbe nuovamente seriamente in considerazione DeSantis per quel ruolo se Hegseth dovesse lasciare l'incarico, anche se quest'ultimo resta in buoni rapporti con il presidente.
Una altra fonte vicina alle discussioni ha però fornito una versione diversa: DeSantis non sarebbe interessato affatto al Dipartimento di Giustizia, ma avrebbe nel mirino solo due incarichi, appunto il Pentagono, ma soprattutto la Corte Suprema, che considererebbe il suo approdo ideale. Secondo questa fonte, DeSantis e il giudice conservatore Clarence Thomas avrebbero "quasi un rapporto padre-figlio", e una sua nomina alla Corte rappresenterebbe "un'eredità straordinaria" per Trump.
Il quadro resta però complicato dal fatto che DeSantis ha sfidato Trump nelle primarie repubblicane del 2024, in una campagna breve ma aspra. Inoltre, nello staff politico e alla Casa Bianca di Trump non mancano i critici del governatore della Florida. "Quel che è fatto è fatto", ha detto un consigliere del presidente. "Ma questo non significa che la gente abbia dimenticato". Un altro consigliere ha spiegato che la ragione principale per cui Trump difficilmente sceglierebbe DeSantis come Procuratore Generale è la mancanza di fiducia totale verso di lui. "Trump ha bisogno di qualcuno al Dipartimento di Giustizia di cui si fidi completamente. Ma il Dipartimento della Difesa, la Corte Suprema o qualcos'altro? Certo è possibile", ha concluso.
Da parte sua, Alex Lanfranconi, portavoce di DeSantis, ha dichiarato che il governatore "ha un ottimo rapporto con il presidente Trump". Ha poi accusato una parte dei media di preferire "false voci" ai risultati concreti della collaborazione tra la Florida e l'Amministrazione Trump. "Il governatore non vede l'ora di continuare a lavorare con il presidente Trump sull'applicazione delle leggi sull'immigrazione, sul ripristino delle Everglades e sulla riforma dello sport universitario", ha concluso.