Tra sondaggi e Congresso: così Netanyahu sta logorando il rapporto tra Israele e Usa
Il crollo nei sondaggi coinvolge tutte le fasce d'età e gruppi religiosi. Cresce il numero di deputati democratici che votano contro la vendita di armi a Israele, mentre alcuni esponenti della sinistra si oppongono ora anche ai finanziamenti per il sistema difensivo Iron Dome.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta sempre più compromettendo l’immagine di Israele negli Stati Uniti, proprio mentre la guerra con l’Iran accelera il deterioramento dei rapporti con Washington. Il calo della popolarità di Israele nei sondaggi, particolarmente marcato tra i più giovani, si riflette ormai anche al Congresso, dove deputati un tempo schierati con decisione a fianco di Israele stanno assumendo posizioni sempre più critiche.
"Dobbiamo aprire una discussione su come normalizzare quella relazione e su quali cambiamenti siano necessari, non c’è dubbio", ha dichiarato ad esempio ad Axios il deputato democratico del Colorado Jason Crow. Ma il mutamento emerge con chiarezza anche dai numeri. Nelle votazioni più recenti in aula, tutti i senatori democratici che stanno valutando una candidatura presidenziale per il 2028 si sono espressi contro la vendita di armi a Israele. Nel complesso, 40 senatori democratici hanno sostenuto una risoluzione per bloccare le forniture militari a Israele, contro i 15 che avevano assunto la stessa posizione in una votazione simile dello scorso aprile.
Secondo il senatore democratico dell’Arizona Ruben Gallego, l'atteggiamento di Netanyahu sta "distruggendo la natura bipartisan del sostegno a Israele". Alla Camera il cambio di clima appare ancora più evidente. Alcuni democratici hanno iniziato a contestare anche il sostegno militare americano, compresi i finanziamenti all’Iron Dome, il sistema di difesa missilistica israeliano. Il deputato democratico della Florida Maxwell Frost ha spiegato ad Axios che una simile posizione "era considerata assolutamente marginale quattro anni fa". Eppure ora diversi deputati democratici che nel 2021 avevano votato a favore del finanziamento per l’Iron Dome hanno confermato ad Axios di non essere più disposti a sostenere nuovi aiuti.
Anche i dati di un sondaggio condotto di recente dal Pew Research Center delineano un quadro fortemente negativo per l'immagine di Israele negli Stati Uniti. Gli elettori repubblicani più anziani e gli evangelici bianchi sono ormai gli unici gruppi demografici in cui la maggioranza continua ad avere un’opinione favorevole del Paese. In quasi tutti gli altri segmenti della società americana, il gradimento è crollato rispetto al 2022.
Tra i democratici con più di 50 anni il calo è stato di ben 31 punti percentuali. Sia tra i repubblicani più giovani sia tra i democratici più giovani la flessione è stata di 22 punti. Ma il declino dell'immagine di Israele attraversa anche tutte le appartenenze religiose. Tra i protestanti il consenso è sceso di 14 punti percentuali, tra i cattolici di 23 punti e tra le persone senza affiliazione religiosa di 20 punti. Anche tra gli evangelici bianchi, tradizionalmente il gruppo più vicino a Israele assieme agli ebrei americani, il sostegno è diminuito: dall’80% del 2022 è ora sceso di 15 punti.
Nel complesso, i dati del sondaggio indicano che la perdita di consenso verso Israele non riguarda più soltanto una parte dell’elettorato o un singolo schieramento politico. Sta piuttosto diventando una tendenza trasversale, che attraversa generazioni, partiti e comunità religiose, e che rischia di cambiare in profondità il rapporto, finora solidissimo, tra Israele e Stati Uniti.
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