Ossoff attacca Trump e la corruzione della "mafia di Mar-a-Lago"

Il senatore democratico della Georgia, dato in ascesa per la corsa alla Casa Bianca nel 2028, accusa il presidente di arricchire la famiglia mentre tagli al welfare finanziano il conflitto.

Ossoff attacca Trump e la corruzione della "mafia di Mar-a-Lago"
Phil Mistry / PHIL FOTO

Il senatore democratico Jon Ossoff ha lanciato un duro attacco al presidente Donald Trump e alla sua famiglia durante un comizio ad Augusta, in Georgia, sabato, definendo "mafia di Mar-a-Lago" il circolo di potere che ruota attorno alla Casa Bianca.

Ossoff è ufficialmente in corsa per la rielezione al Senato a novembre, ma durante il comizio ha concentrato gli attacchi sul presidente e sul vicepresidente JD Vance. La scelta rafforza le voci, sempre più insistenti, di una sua candidatura alle primarie democratiche per le presidenziali del 2028.

Il senatore ha aperto il suo intervento prendendo in giro lo scarso afflusso a un evento tenuto da Vance in Georgia pochi giorni prima. Poi è passato al tema centrale: la decisione di Trump di attaccare l'Iran. Secondo Ossoff, il costo del conflitto ricadrà sui giovani americani inviati in Medio Oriente e sulle famiglie colpite dai tagli ai servizi pubblici interni.

Ossoff ha citato una dichiarazione di Trump di due settimane prima, in cui il presidente avrebbe affermato che non era possibile finanziare asili nido, Medicaid e Medicare, e che le risorse disponibili bastavano solo per la guerra. Il senatore ha definito il presidente "Donald lo scansafatiche della leva", accusandolo di amare l'idea di mandare i figli degli altri a combattere.

I 200 miliardi di dollari richiesti dalla Casa Bianca per finanziare la guerra in Iran sarebbero sufficienti, secondo il senatore, a garantire dieci anni di scuola dell'infanzia universale e gratuita su scala nazionale. Ossoff ha parlato invece di "una guerra che nessuno ha votato e che nessuno sa spiegare", denunciando quelle che ha definito bugie quotidiane del presidente sull'andamento del conflitto, oltre a "minacce genocide folli".

Per dimostrare l'incoerenza delle dichiarazioni presidenziali, Ossoff ha elencato una sequenza di affermazioni contraddittorie di Trump sull'esito della guerra. Al decimo giorno il presidente avrebbe detto che il conflitto era "molto completo", all'undicesimo che sarebbe finito "abbastanza presto", al dodicesimo "abbiamo vinto", al ventunesimo "stiamo arrivando molto vicino", al trentaduesimo "stanno andando via molto presto", al quarantesimo "vittoria totale e completa". Il giorno prima del comizio, al quarantanovesimo giorno di guerra, Trump avrebbe sostenuto che l'Iran aveva riaperto lo stretto, mentre lo stretto risultava ancora chiuso e una nave cargo sarebbe stata colpita dalle forze iraniane.

Il bilancio tracciato dal senatore è pesante. La guerra in Iran avrebbe causato la morte di 13 soldati statunitensi e di migliaia di civili, provocato un'inflazione alle stelle e inferto "danni enormi" alla reputazione degli Stati Uniti. Nonostante tutto questo, ha osservato Ossoff, il regime iraniano resta in piedi assieme al suo arsenale di uranio altamente arricchito, accumulato dopo che Trump aveva stracciato l'accordo sul nucleare firmato durante la presidenza di Barack Obama.

La seconda parte dell'intervento è stata dedicata agli affari della famiglia presidenziale. Ossoff ha accusato Trump di sfruttare la Casa Bianca per arricchirsi, citando l'immagine generata con l'intelligenza artificiale in cui il presidente si era raffigurato come Gesù Cristo, diffusa sui social e poi rimossa dalla stessa Casa Bianca dopo le reazioni negative arrivate anche da parte di alcuni sostenitori di Trump.

Il senatore ha descritto un contrasto netto: da una parte l'aumento record dei prezzi di affitti, energia, generi alimentari e sanità registrato nell'anno in corso, dall'altra la crescita miliardaria del patrimonio della famiglia presidenziale. Gli americani, secondo Ossoff, pagano di più per tutto mentre la first family accumula ricchezze perché, sono le sue parole, "sono truffatori, e tutti lo sanno".

Il bersaglio principale è stato Jared Kushner, genero del presidente e marito di Ivanka Trump. Ossoff ha sostenuto che Kushner sia sul libro paga saudita per due miliardi di dollari e che stia guidando la diplomazia americana in Medio Oriente, chiedendo contemporaneamente altri miliardi a principi e sceicchi del mondo arabo. Il senatore ha chiesto ai suoi sostenitori di immaginare un normale ambasciatore statunitense che chieda miliardi al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, sottolineando come per i Trump valgano regole diverse.

Ossoff ha aggiunto che anche i figli del presidente avrebbero cercato di trarre profitto dalla loro posizione, e ha fatto riferimento al segretario della Difesa, citando un'inchiesta pubblicata dal Financial Times. La conclusione del senatore è stata netta: mai prima di ora si sarebbe vista così poca cura nel nascondere tanta corruzione, e la "mafia di Mar-a-Lago" avrebbe portato la corruzione americana a livelli senza precedenti.

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