I democratici non vincono un’elezione a livello statale in Texas da 32 anni. Quest’anno, però, diversi sondaggi li danno in vantaggio nelle due sfide più importanti. Nell’ultima rilevazione del New York Times e del Siena College, condotta tra il 21 e il 30 settembre, il candidato democratico James Talarico, deputato statale di 37 anni, è avanti di 6 punti su Ken Paxton, candidato repubblicano e attuale procuratore generale del Texas, nella corsa al Senato federale. Lo stesso sondaggio attribuisce alla candidata democratica Gina Hinojosa un vantaggio di 3 punti, 49% contro 46%, su Greg Abbott, governatore repubblicano al terzo mandato e figura dominante della politica texana. Abbott ha speso dieci volte più della sua avversaria senza riuscire ad assicurarsi un vantaggio rassicurante.
Non tutte le rilevazioni, però, sono così favorevoli ai democratici: un sondaggio di Fox News, condotto tra il 24 e il 28 settembre, dà Talarico avanti di appena due punti, 51% contro 49%, e Abbott in vantaggio più chiaro su Hinojosa, 52% contro 47%. L’ottimismo democratico deve fare i conti con una lunga serie di sconfitte. Nel 2002 il petroliere Tony Sanchez Jr. perse di 18 punti contro il governatore Rick Perry, mentre nel 2014 la senatrice statale Wendy Davis è stata battuta da Abbott con un distacco di 20 punti. Nel 2018 Beto O’Rourke ha perso per 2,6 punti la conquista del seggio al Senato occupato da Ted Cruz, ma 4 anni dopo ha perso di quasi 11 punti contro Abbott. "A un certo punto, tutto quello che è successo in passato finisce per condizionarti", ha detto al Times James Henson, direttore del Texas Politics Project dell’Università del Texas ad Austin.
"Guardi le tendenze e devi ammettere che sta succedendo qualcosa. Ma non vuoi credere ai tuoi occhi, perché sei rimasto scottato troppe volte." Questa volta i democratici puntano tutto sull’impopolarità di Donald Trump, che nel 2024 aveva vinto in Texas con quasi 14 punti di margine. Secondo un sondaggio della Texas Southern University di settembre, i giudizi negativi sul presidente superano ora quelli positivi di 7 punti.
Per Henson, le sconfitte democratiche non dipendono dalla sfortuna. Abbott ha costruito "un’impressionante macchina elettorale", che da quindici anni favorisce i repubblicani, mentre "quella democratica qui è quasi inesistente". Negli ultimi cicli elettorali, fino a un terzo delle competizioni per incarichi statali non ha avuto un candidato democratico. Sono inoltre rimasti vacanti un quinto degli incarichi di presidente delle sezioni di contea del partito e due terzi di quelli di responsabile delle sezioni locali corrispondenti alle circoscrizioni elettorali. Fino all’anno scorso, il partito statale aveva anche un bilancio operativo in rosso.
"Trent’anni senza vittorie hanno tenuto lontani i donatori: molti potenziali buoni candidati rinunciano a presentarsi perché nessuno crede che possano vincere", ha detto Luke Warford, presidente del Partito Democratico della contea di Travis, dove si trova Austin. "E molti collaboratori di talento se ne vanno a lavorare negli Stati davvero in bilico, dove vengono pagati meglio."
Le dimensioni del Texas aggravano il problema. I suoi 32 milioni di abitanti sono distribuiti in 20 mercati televisivi, tanto che i grandi donatori nazionali finiscono sempre per mettere lo Stato in fondo alla lista delle priorità. "Vedono che in Iowa bastano 5 milioni di dollari per finanziare un’intera campagna elettorale", ha spiegato Katherine Fischer, direttrice del Texas Majority PAC, il comitato elettorale finanziato dalla famiglia Soros. "Il Texas è semplicemente troppo grande." Hinojosa, deputata statale di Austin cresciuta a Brownsville, ha raccolto finora circa 20 milioni di dollari. A metà settembre ammetteva che un quinto degli elettori ancora non la conosceva.
All’inizio dell’anno Talarico ha speso circa 30 milioni di dollari per farsi conoscere in tutto lo Stato come cristiano praticante e deputato capace di trovare intese con i repubblicani. Da allora Paxton e i suoi alleati hanno investito oltre 100 milioni in spot che lo descrivono come "radicale" e "strano", riproponendo vecchie dichiarazioni da cui Talarico ha successivamente preso, almeno in parte, le distanze, tra cui quella secondo cui "Dio è non binario". Entro la fine di settembre, la spesa pubblicitaria per la corsa al Senato aveva già raggiunto quasi 260 milioni di dollari, contro i 202 milioni dell’intera sfida del 2024 tra Cruz e Colin Allred: un record per il Texas. Il consigliere Nick Maddux ha definito "fuorvianti" i sondaggi pubblici, mentre la campagna di Paxton ha diffuso una rilevazione interna della società di sondaggi conservatrice Pulse Decision Science che dà il candidato repubblicano avanti di 3 punti.
Le crepe nel fronte repubblicano
Il Partito Repubblicano texano si è spostato sempre più a destra. Questa evoluzione ha raggiunto il culmine a maggio, quando Paxton ha battuto al ballottaggio delle primarie il senatore uscente John Cornyn, considerato come molto più moderato. Trump ha sostenuto Paxton nonostante l’impeachment subito nel 2023 per accuse che includevano la corruzione, dalle quali il Senato statale lo aveva poi assolto. Ma in una registrazione di un incontro riservato, lo stesso Paxton ha ammesso che dopo la convention di Trump a Dallas "i numeri sono peggiorati". Anche uno stratega repubblicano vicino a George W. Bush ha avvertito che il partito rischia la sconfitta.
A Laredo, città texana al confine con il Messico, si intravedono già segnali di ripensamento, in linea con quanto accade tra gli elettori ispanici nel resto del Paese. La città si trova nella Contea di Webb, dove nel 2024 Trump è stato il primo candidato repubblicano alla presidenza a vincere da oltre un secolo. A luglio Laredo ha registrato il tasso di arresti da parte dell’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, più alto tra le città americane con oltre 100.000 abitanti. Le imprevedibili politiche commerciali del presidente hanno inoltre destabilizzato il traffico attraverso il valico di frontiera.
Nell’estremo ovest del Texas, Thaddeus Cleveland, sceriffo repubblicano della contea di Terrell, ha votato per Trump nel 2024, ma oggi dice di vedere "l’opposto di tutto ciò che aveva promesso in campagna elettorale, come andare in guerra". Secondo lo sceriffo, i suoi vicini voteranno pensando soprattutto al prezzo della spesa e della benzina, ancora più gravoso in una zona così isolata, e meno agli spot contro i candidati avversari.
Nella contea di Tarrant, dove si trova Fort Worth, una delle più contese dello Stato, la svolta conservatrice ha portato a tagli dei finanziamenti alle associazioni che aiutano i minori a rischio, controlli ideologici sui libri delle biblioteche scolastiche e alla soppressione delle corse gratuite in autobus verso i seggi nei quartieri poveri. A gennaio, in un’elezione suppletiva per il Senato statale in un collegio dove Trump aveva vinto di 17 punti, il sindacalista democratico Taylor Rehmet ha battuto di 14 punti l’attivista cristiana repubblicana Leigh Wambsganss, nonostante la sua avversaria disponesse di ingenti risorse.
I seggi chiusi e il fattore affluenza
Il Texas è uno Stato in cui si vota notoriamente poco: nel 2024 era penultimo per affluenza, davanti soltanto all’Arkansas. Alle primarie di marzo, però, ha votato quasi un elettore su quattro, un record nella storia recente delle elezioni di metà mandato, con una partecipazione leggermente più alta tra i democratici che tra i repubblicani.
Alcune regole approvate di recente potrebbero però frenare un’eventuale avanzata democratica. Dal 2020 non è più possibile scegliere con un solo segno sulla scheda tutti i candidati di un partito, una modalità molto usata nelle contee urbane a maggioranza democratica. Il Texas è inoltre uno degli 8 Stati in cui non tutti gli elettori possono completare online l’iscrizione alle liste elettorali, mentre il voto per posta è soggetto a forti restrizioni. Circa 1,2 milioni di elettori sono stati inseriti in una lista di elettori sospesi perché la posta inviata al loro indirizzo è stata restituita al mittente, anche se possono comunque votare confermando il proprio indirizzo. A gennaio, intanto, Abbott ha consegnato all’Amministrazione Trump le liste dei circa 18,7 milioni di elettori registrati dello Stato.
A Tarrant, la Commissione di contea a guida repubblicana ha ridotto di quasi un terzo i seggi previsti per il giorno delle elezioni, passati da 316 a 224. Il 2 ottobre quattro elettrici afroamericane e ispaniche hanno citato in giudizio la contea, sostenendo che i tagli colpiscano in modo sproporzionato le minoranze. Il tribunale non si è ancora pronunciato. "Perdiamo le elezioni per gli incarichi statali perché a Tarrant non abbiamo mai raccolto abbastanza voti da compensare i margini del Texas rurale", ha detto Wendy Davis, oggi consulente politica. "Se quest’anno non portiamo l’affluenza al 53 o 54%, è finita."
Per la prima volta in mezzo secolo, però, i democratici hanno un candidato in tutti i 150 collegi della Camera statale. Il risultato si deve anche al lavoro del Texas Majority PAC e di Blueprint Texas, l’organizzazione che sostiene i candidati alle elezioni locali cofondata quest’anno da Davis. Molti di questi hanno poche possibilità di vincere, ma la loro stessa presenza sulla scheda può spingere a votare gli elettori democratici anche delle zone più conservatrici che finora restavano a casa ed aiutare i democratici a vincere nelle cariche statali.
Henson resta però scettico sull’idea che l’entusiasmo basti a far vincere Talarico, ma dubita anche che la valanga di spot contro di lui possa risultare decisiva per Paxton. Più che indicare un vincitore, preferisce una lettura "gradualista": il Texas non diventerà democratico all’improvviso, ma potrebbe diventare uno Stato in cui entrambi i partiti hanno sempre maggiore possibilità di vittoria. "Anche se Talarico perdesse con un margine simile a quello di O’Rourke, il prossimo ciclo sarà quello delle presidenziali, quando Trump sarà ancora più impopolare e l’affluenza democratica sarà più alta", ha detto.
