Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato in Texas, ha detto in privato che la Convention di metà mandato voluta da Donald Trump a Dallas lo ha danneggiato. Lo ha rivelato il New York Times, che ha ottenuto la registrazione di una raccolta fondi a porte chiuse organizzata la settimana scorsa a Washington, alla presenza di una decina di donatori e lobbisti conservatori. Durante l’incontro qualcuno gli chiede: "Ti sembra che sia stato un po’ un peso?". L’audio, disturbato in alcuni passaggi, non permette di capire a chi si riferisca la domanda. Paxton risponde: "A essere sincero, quando abbiamo fatto quella Convention, i nostri numeri sono calati. I numeri di tutti sono calati. In questo momento, sì, non sta andando bene".
La registrazione è stata consegnata al quotidiano newyorkese da una persona presente all’incontro che si oppone alla candidatura di Paxton. Altre tre persone a conoscenza dell’evento hanno confermato che il candidato vi aveva partecipato: due di loro ricordano la domanda e una anche la risposta sugli effetti negativi della Convention. La raccolta fondi si era tenuta giovedì scorso in una sala riunioni vicino a Capitol Hill, su iniziativa dei lobbisti repubblicani Susan Hirschmann e Chris Brinson.
Lo staff di Paxton ha respinto la ricostruzione. Il consigliere Nick Maddux ha definito il servizio "altre sciocchezze manipolate del New York Times per creare una notizia che non esiste", sostenendo che l’ultimo sondaggio interno dà il candidato avanti di 3 punti e che i suoi consensi sono cresciuti dall’inizio di settembre. "Ken Paxton vincerà questa corsa e non vede l’ora di affrontare la fase finale della campagna al fianco del presidente Trump, anche quando verrà in Texas questa settimana", ha aggiunto.
vinte da Paxton al ballottaggio
Il legame con Trump
Le parole di Paxton hanno un peso particolare perché pochi candidati hanno legato le proprie sorti a Trump quanto lui. Procuratore generale del Texas e fedelissimo del presidente da anni, a maggio ha sconfitto il senatore uscente John Cornyn nel ballottaggio delle primarie repubblicane, al termine di una campagna costosa e molto aspra. Ha ottenuto il 63,8% dei voti, grazie anche all’appoggio di Trump arrivato una settimana prima del voto.
La Convention del 9 e 10 settembre, la prima organizzata dal Partito repubblicano in un anno di elezioni di metà mandato, è stata fortemente voluta dal presidente, che l’ha trasformata in larga parte in una celebrazione della propria presidenza. A Dallas Paxton giocava in casa. Sedeva in prima fila nell’arena e ha approfittato dell’evento per incontrare i donatori e raccogliere fondi per i gruppi che lo sostengono.
Dal palco Trump lo ha elogiato, concedendosi anche una battuta sul suo aspetto: "Forse non è l’uomo più bello che abbia mai visto, ma sapete una cosa, è il miglior procuratore generale d’America". Pochi giorni dopo, il presidente ha espresso una valutazione opposta a quella emersa dalla registrazione: "Il fatto che abbiamo avuto una Convention di così grande successo ha aiutato molto Ken Paxton. Ne è stato una parte importante".
Talarico avanti, i repubblicani puntano sugli spot elettorali
Non è chiaro se la Convention abbia davvero danneggiato i candidati repubblicani: secondo il New York Times, l’evento non sembra aver inciso in modo significativo sui sondaggi della corsa al Senato in Texas. Le parole di Paxton riflettono però i timori che altri repubblicani avevano già espresso in privato prima dell’appuntamento di Dallas, preoccupati dal calo di popolarità del presidente. Da allora, le prospettive elettorali del partito sono ulteriormente peggiorate.
A 5 settimane dal voto del 3 novembre, Paxton è leggermente indietro rispetto al democratico James Talarico in molti sondaggi recenti. Nella rilevazione di NBC 5 Dallas-Fort Worth e Telemundo, per esempio, Talarico raccoglie il 46% dei consensi contro il 43% di Paxton.
I repubblicani sperano che la forte spesa dei gruppi esterni alla campagna nelle ultime settimane di campagna elettorale e la tradizione conservatrice del Texas bastino a portare Paxton al Senato. Secondo i dati di AdImpact riportati il 30 settembre dal Texas Tribune, Texas PAC, il gruppo legato ai vertici repubblicani del Senato, ha portato a 125 milioni di dollari l’investimento in spazi pubblicitari. MAGA Inc., il super PAC di Trump, ha invece destinato 22,2 milioni, dall’inizio di settembre, a pubblicità a favore di Paxton e contro Talarico. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate, purché la loro spesa sia indipendente dalle campagne dei candidati.
