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Stati Uniti e Russia svuotano di significato i negoziati ONU sulle armi autonome
Due militari statunitensi usano Maven per aggiornare una mappa durante un’esercitazione in Texas, il 23 agosto 2026. Credito: Sgt. 1st Class Adam Hinman / U.S. Army First Army, via DVIDS — opera del governo degli Stati Uniti, pubblico dominio.
Sicurezza e Difesa 30 min di lettura

Stati Uniti e Russia svuotano di significato i negoziati ONU sulle armi autonome

Secondo il Washington Post, a Ginevra le delegazioni americana e russa hanno trovato un accordo per togliere dalla bozza ONU l'obbligo di far verificare a un essere umano i bersagli scelti dall'IA. A novembre si decide se i negoziati diventeranno la base di un nuovo Trattato.

Stati Uniti e Russia hanno fatto eliminare dalla bozza negoziata alle Nazioni Unite alcune garanzie sull’impiego dell’intelligenza artificiale nelle armi autonome. Tra queste, l’obbligo di sottoporre a una verifica umana i bersagli individuati dall’IA prima di un attacco. Lo riferisce il Washington Post, sulla base dei documenti esaminati e delle testimonianze di tre persone informate sui negoziati, svolti a Ginevra all’inizio di settembre. La bozza non è vincolante, ma rappresenta il passo più avanzato compiuto finora in sede ONU verso un possibile Trattato sulle armi autonome letali.

Le modifiche sono arrivate nell’ultima giornata di lavori. In circa 15 ore, le delegazioni americana e russa hanno fatto togliere anche i requisiti secondo cui i sistemi avrebbero dovuto funzionare in modo "prevedibile" e "affidabile", oltre a una clausola che imponeva di considerare gli aspetti etici del loro impiego. La sessione si è svolta a porte chiuse, con le telecamere dell’ONU spente e senza gli osservatori della società civile.

Secondo le fonti del Washington Post, Washington e Mosca disponevano ciascuna di circa 10 giuristi, e le modifiche si sono susseguite a un ritmo difficile da seguire per le delegazioni più piccole. Il Dipartimento di Stato americano, il Ministero degli Esteri russo e l’ONU non hanno risposto alle richieste di commento del giornale. Verity Coyle, vicedirettrice della divisione armi di Human Rights Watch, avverte però che regole deboli potrebbero consentire alle macchine di prendere decisioni di vita o di morte senza controllo umano, aumentando i rischi per i civili e rendendo più difficile accertare le responsabilità.

Armi autonome all’ONU
Stati Uniti e Russia hanno tolto dalla bozza ONU la verifica umana dei bersagli
Nell’ultima giornata dei negoziati di Ginevra sulle armi autonome, le due delegazioni hanno fatto eliminare in circa 15 ore le garanzie principali del testo. La bozza non è vincolante: a novembre gli Stati decideranno se usarla per negoziare un Trattato.
Ginevra, notte tra il 4 e il 5 settembre 2026
In circa
15ore
di modifiche a porte chiuse, con le telecamere dell’ONU spente e senza osservatori della società civile
Bozza del Gruppo di esperti governativiSintesi delle clausole
1
Verifica umana dei bersagli individuati dall’IA prima dell’attacco
Eliminata
2
Funzionamento prevedibile e affidabile dei sistemi
Eliminata
3
Considerazione degli aspetti etici nel loro impiego
Eliminata
4
Regole sulla progettazione e sullo sviluppo delle armi
Eliminata
5
Ambito di applicazione: tutto il diritto internazionale solo il diritto internazionale umanitario
Ristretto
6
Riferimenti al controllo e al giudizio umano sull’uso della forza
Resta
4garanzie eliminate
1ambito ristretto
1principio che resta
Le clausole sono sintetizzate. L’ordine delle cancellazioni nell’animazione è illustrativo.
Il voto all’Assemblea Generale
All’ONU gli Stati Uniti sono passati dal sì al no
Il 1° dicembre 2025 la risoluzione 80/57 sulle armi autonome è passata con 164 voti. Washington ha votato contro, insieme a Russia, Bielorussia, Corea del Nord, Israele e Burundi.
164 a favore 16 non hanno votato 7 astenuti 6 contrari
Ogni quadrato è uno dei 193 Stati membri dell’ONU
Contrari Astenuti A favore o assenti al voto Non membri
Contrari
Astenuti
Stati Uniti Contrari Nel 2023 e nel 2024 avevano votato a favore.
Come hanno votato Stati Uniti e Russia in tre anni
2023ris. 78/241
2024ris. 79/62
2025ris. 80/57
Stati Uniti
Sì
Sì
No
Russia
No
No
No
Stati a favore
152
166
164
Stati contrari
4
3
6
La direttiva del Pentagono
Il Pentagono non ha ancora riscritto le sue regole sulle armi autonome
Il memorandum firmato da Trump il 5 giugno dava 90 giorni per aggiornare la direttiva 3000.09. La scadenza è passata il 3 settembre.
24giorni
di ritardo sulla scadenza, al 27 settembre
90 giorni concessiRitardo
21 nov 2012
Il Pentagono adotta la direttiva 3000.09 sulle armi autonome.
25 gen 2023
L’aggiornamento chiede che comandanti e operatori possano esercitare un adeguato giudizio umano sull’uso della forza.
1 dic 2025
All’ONU gli Stati Uniti votano contro la risoluzione sulle armi autonome.
5 giu 2026
Trump firma il memorandum che chiede di aggiornare la direttiva entro 90 giorni.
3 set 2026
Scade il termine. Il nuovo testo non risulta ancora pubblicato.
5 set 2026
A Ginevra si chiude la bozza senza la verifica umana dei bersagli.
22 set 2026
All’Assemblea Generale Trump respinge un sistema internazionale di controllo dell’IA.
23 set 2026
Altman e Amodei invitano i governi, al Consiglio di Sicurezza, a collaborare sulle regole per l’IA.
16-20 nov 2026
Settima conferenza di riesame della Convenzione su certe armi convenzionali, a Ginevra.
L’IA sul campo di battaglia
L’intelligenza artificiale aiuta già a scegliere i bersagli
Nelle prime 24 ore della guerra con l’Iran le forze americane hanno colpito circa mille obiettivi, con il supporto del Maven Smart System del Pentagono, in cui è integrato Claude di Anthropic. Ecco come funziona la catena, e quale passaggio la bozza ONU non richiede più.
Fonti
Immagini satellitari, droni, radar e intercettazioni
Maven Smart System
con Claude
Incrocia i dati e ordina i possibili bersagli per priorità
Bersagli proposti
Centinaia, con le coordinate
Decisione umana
Comandanti e operatori valutano e autorizzano
Non più obbligatoria nella bozza ONU
Attacco
1.000
obiettivi colpiti nelle prime 24 ore, in media uno ogni 86 secondi
Schema semplificato. Usare l’IA per individuare i bersagli non significa che la decisione di colpirli sia stata automatica. La bozza ONU non è vincolante.
La prossima tappa
Dal 16 al 20 novembre gli Stati della Convenzione decideranno a Ginevra se aprire i negoziati per un Trattato. Serve il consenso di tutti: l’opposizione di Washington o di Mosca può bastare a bloccarli.
Fonte
Washington Post; Human Rights Watch; ONU (risoluzioni 78/241, 79/62 e 80/57); Casa Bianca (NSPM-11); Dipartimento della Difesa; Military Times. Dati aggiornati a settembre 2026.
Note
Sulla mappa i 164 Stati favorevoli e i 16 che non hanno votato hanno lo stesso colore. Mappa: Natural Earth.

Il passaggio di novembre

I negoziati non stanno producendo, per ora, obblighi giuridici. Ma dal 16 al 20 novembre, a Ginevra, la settima conferenza di riesame della Convenzione su certe armi convenzionali esaminerà il lavoro svolto e i possibili passi successivi. Un’eventuale intesa vincolante richiederà il consenso degli Stati partecipanti. Nicole van Rooijen, direttrice esecutiva della coalizione Stop Killer Robots, sostiene che Stati Uniti e Russia si oppongano a regole vincolanti sulle armi autonome e possano usare il loro peso diplomatico per ostacolare un Trattato che invece è sostenuto da molti altri Paesi.

Nel frattempo, il Pentagono sta rivedendo la propria direttiva sulle armi autonome, adottata nel 2012 e aggiornata nel 2023. Un memorandum presidenziale di giugno ha chiesto un nuovo aggiornamento entro 90 giorni, ma alla fine di settembre il nuovo testo non risulta ancora pubblicato. La direttiva del 2023 richiede che comandanti e operatori possano esercitare un adeguato giudizio umano sull’uso della forza e impiegare i sistemi nel rispetto del diritto di guerra e dei trattati applicabili. A giugno il senatore democratico Ruben Gallego aveva chiesto al Segretario alla Difesa Pete Hegseth se una revisione affrettata tenesse conto dei rischi di fuoco amico, vittime civili e manipolazioni da parte di avversari stranieri.

L’IA nelle operazioni militari

L’intelligenza artificiale è già impiegata nelle operazioni militari, anche per individuare possibili bersagli. Secondo il Washington Post, nelle prime 24 ore della guerra con l’Iran le forze americane hanno usato Claude, il sistema di Anthropic integrato nel Maven Smart System del Pentagono, per identificare quasi mille obiettivi. Il giornale riferisce inoltre che Israele ha fatto ampio ricorso all’IA nelle proprie operazioni a Gaza. L’impiego di un sistema per individuare bersagli, però, non implica di per sé che la decisione di colpirli sia stata automatica.

Questa settimana, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Sam Altman di OpenAI e Dario Amodei di Anthropic hanno invitato i governi a collaborare sulle regole per l’IA. Altman ha sostenuto che debbano essere definite attraverso processi democratici e che, sul piano internazionale, serva cooperazione. Amodei ha proposto invece accordi mirati, tra cui un divieto dell’uso dell’IA per produrre armi biologiche e un sistema comune per segnalare gli incidenti di sicurezza. Martedì, all’Assemblea Generale, Trump ha invece respinto l’idea di un sistema internazionale di controllo dell’intelligenza artificiale.

Richard Lennane, consigliere per il disarmo del Comitato internazionale della Croce Rossa, osserva che i Trattati su altre categorie di armi hanno contribuito a limitarne l’uso. A suo giudizio, un accordo sulle armi autonome potrebbe incidere sui comportamenti degli Stati anche semplicemente fissando norme condivise.

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