Quasi metà degli elettori che vivono nelle aree rurali degli Stati Uniti pensa che l'economia sia peggiorata da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. Lo dice un nuovo sondaggio condotto dall'Associated Press insieme a KFF, un'organizzazione indipendente che si occupa di politiche sanitarie, su più di 2.000 elettori registrati delle zone rurali. È un segnale di malcontento in un gruppo che negli ultimi anni ha votato in massa per il presidente e per i repubblicani.
Il giudizio negativo riguarda sia l'economia nazionale sia quella locale e coinvolge anche molti elettori repubblicani. I costi della spesa alimentare, della benzina e della sanità sono le principali preoccupazioni. Rispetto all'insieme degli elettori americani, tra quelli rurali è più alta la quota di chi teme di non riuscire a permettersi il cibo o il carburante.
Allo stesso tempo circa metà degli elettori rurali, il 48 per cento, approva l'operato del presidente. È una quota molto più alta di quella registrata tra tutti gli adulti americani in un sondaggio AP-NORC di luglio, in cui l'approvazione era ferma a un terzo. Ma è anche in leggero calo rispetto al 56 per cento misurato tra gli elettori rurali da una domanda simile in un sondaggio di KFF e del Washington Post del 2017. Il quadro che ne esce è quello di un elettorato che non ha voltato le spalle a Trump, ma che in gran parte non crede che abbia portato la rinascita economica promessa in campagna elettorale.
Solo 4 elettori rurali su 10 approvano il modo in cui il presidente gestisce l'economia. Il giudizio è simile sulla guerra con l'Iran, che è costata molto agli Stati Uniti e ha fatto salire i prezzi del petrolio e della benzina. Tra i temi di cui vorrebbero sentir parlare i candidati alle elezioni di metà mandato del 3 novembre, gli elettori rurali mettono il costo della vita e le frodi nei programmi pubblici davanti a questioni storicamente centrali come le armi e l'aborto. Il 94 per cento considera estremamente o molto importante che i candidati parlino di costo della vita, il 90 per cento dei costi della sanità.
Circa tre quarti degli elettori rurali giudicano "solo discreto" o "scarso" il costo della vita nella propria zona: 25 punti in più rispetto a una domanda simile posta nel 2017. I redditi nelle aree rurali sono da tempo più bassi che nelle città e nelle periferie. Tim Slack, professore di sociologia alla Louisiana State University e coautore del libro "Rural and Small-Town America", ha detto all'Associated Press che molti collegano il caro vita alle scelte dell'amministrazione Trump: "la guerra in Iran, i dazi, le guerre commerciali". Secondo Slack il presidente aveva promesso di abbassare i prezzi dal primo giorno, mentre il costo della vita ha continuato a salire. Per questo Slack si aspetta che molti repubblicani della classe lavoratrice a novembre restino a casa.
I repubblicani delle aree rurali hanno una visione più ottimista rispetto ai democratici e agli indipendenti, soprattutto sull'economia nazionale. Circa 6 su 10 pensano che Trump l'abbia migliorata, contro circa 2 indipendenti su 10 e meno di un democratico su 10. Quando però si parla dell'economia della propria zona, solo il 45 per cento dei repubblicani rurali vede un miglioramento. Circa uno su quattro dice che dove vive ci sono meno posti di lavoro ben pagati rispetto a cinque anni fa.
Quasi metà degli elettori rurali dice che l’economia locale è peggiorata
Com’è l’economia della zona in cui vivono rispetto a quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca nel 2025. Anche tra i repubblicani, meno della metà vede un miglioramento.
Sulla sanità le politiche dell'amministrazione sembrano essere passate quasi inosservate. I leader repubblicani ne hanno fatto una priorità, con le iniziative per abbassare il prezzo dei farmaci e un programma da 50 miliardi di dollari per la sanità rurale. Eppure solo il 17 per cento degli elettori rurali dice che le politiche sanitarie del governo hanno avuto un effetto positivo sulle proprie spese mediche. Il 41 per cento dice che non hanno avuto alcun effetto e un altro 41 per cento che l'effetto è stato negativo.
Il programma per la sanità rurale, il Rural Health Transformation Program, è stato creato dalla grande legge su tagli fiscali e riduzioni di spesa voluta da Trump e approvata l'anno scorso, la stessa che divide gli elettori tra sgravi e tagli. La legge riduce di circa 900 miliardi di dollari in dieci anni la spesa federale per Medicaid, il programma pubblico di assistenza sanitaria per le persone a basso reddito, ma stanzia anche diversi miliardi per il nuovo fondo. A un anno dall'approvazione, più di 8 elettori rurali su 10 dicono di averne sentito parlare "poco" o "per niente". Circa il 60 per cento non ne ha mai sentito parlare.
Quando si chiede a quale partito affiderebbero temi come il costo della sanità o il costo della vita, gli elettori rurali tendono a scegliere il proprio. Per questo, secondo l'analisi dell'Associated Press, i candidati democratici hanno più da guadagnare da un'astensione dei repubblicani rurali che da un loro passaggio in massa dall'altra parte. I repubblicani sono però meno convinti del proprio partito sulla sanità: circa 8 elettori democratici su 10 si fidano dei democratici sul costo delle cure, mentre tra i repubblicani la quota che si fida del proprio partito scende a circa 6 su 10.
Molti elettori rurali non si sentono rispettati né dai partiti né dal presidente. Il 48 per cento dice che il Partito Repubblicano rispetta "molto" o "abbastanza" le persone come loro, il 45 per cento lo dice di Trump e il 37 per cento del Partito Democratico.
Il voto rurale conta in diverse sfide per il Senato di quest'anno, in particolare in Ohio, Michigan e Maine, tre Stati con un'ampia popolazione che vive fuori dalle città. In Ohio il democratico Sherrod Brown sfida il repubblicano Jon Husted, in Maine la senatrice repubblicana Susan Collins cerca la rielezione e in Michigan la corsa è considerata decisiva per la possibilità dei democratici di riconquistare la maggioranza. Nicholas Jacobs, politologo del Colby College e coautore del libro "The Rural Voter", ha detto all'Associated Press che nelle corse più combattute i democratici potrebbero avere l'occasione di proporre un messaggio che gli elettori rurali trovino convincente. Ma, ha aggiunto, "non è niente di più e niente di meno" di un'opportunità. Più volte in passato i democratici non l'hanno saputa cogliere.
Il sondaggio è stato condotto dal 12 al 24 agosto su 2.241 elettori registrati che vivono in aree rurali, selezionati dal panel probabilistico di SSRS, un istituto di ricerca americano. Il margine di errore è di 3 punti percentuali in più o in meno. Il malcontento per i prezzi è in linea con quello registrato nel resto del paese, dove la benzina e i mutui restano il principale problema dell'amministrazione a poche settimane dal voto.
