Alexandria Ocasio-Cortez, deputata democratica di New York, ha trasferito venerdì un milione di dollari a un fondo politico che sostiene la campagna di Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan. Per un membro della Camera è una somma molto alta da destinare a una corsa per il Senato, tanto più in uno stato diverso dal proprio. Ocasio-Cortez è in Michigan da qualche giorno per fare campagna con El-Sayed, che come lei appartiene all'ala progressista del partito.
"Non voglio svegliarmi il 4 novembre rimpiangendo di non aver fatto di più per contrastare le calunnie contro Abdul", ha dichiarato al New York Times, riferendosi al giorno successivo al voto. "Sto dando tutto quello che posso".
La donazione è andata all'Abdul for Michigan Victory Fund, un fondo comune creato dalla campagna di El-Sayed insieme al Democratic Senatorial Campaign Committee, il comitato del Partito Democratico che finanzia e coordina le campagne per il Senato, e al comitato centrale dei democratici del Michigan. Ocasio-Cortez può permetterselo: nei documenti depositati giovedì presso le autorità federali ha dichiarato di aver raccolto 4,7 milioni di dollari nel terzo trimestre dell'anno e di aver iniziato ottobre con quasi 17,4 milioni in cassa.
Giovedì la deputata ha attraversato in pullman con El-Sayed la Upper Peninsula (la parte settentrionale del Michigan, separata dal resto dello stato dai Grandi Laghi). Venerdì ha in programma tre eventi da sola nell'area di Detroit. Secondo Ocasio-Cortez, una vittoria di El-Sayed darebbe una spinta non solo ai democratici in queste elezioni ma all'intero movimento progressista. "Se Abdul può vincere in Michigan, chiunque può vincere ovunque", ha detto durante una recente raccolta fondi per lui a New York.
In Michigan El-Sayed è alla pari con Mike Rogers, ex deputato repubblicano che nei giorni scorsi si è smarcato dal presidente sul Canada. Chi vincerà questa sfida potrebbe decidere quale partito controllerà il Senato dopo le elezioni di metà mandato.
Il rapporto tra Ocasio-Cortez ed El-Sayed risale al 2018. Quell'anno lei batté alle primarie un deputato democratico in carica, il primo passo della sua carriera politica, e appoggiò la candidatura di El-Sayed a governatore del Michigan, andando anche a fare campagna con lui. El-Sayed, ex funzionario della sanità pubblica, perse quella corsa. Quest'anno Ocasio-Cortez lo ha sostenuto anche nelle combattute primarie democratiche per il Senato.
In quelle primarie Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato, aveva appoggiato un rivale di El-Sayed. Per le elezioni generali, però, un super PAC vicino a Schumer ha già speso più di 30 milioni di dollari per sostenerlo. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate a favore di un candidato, a patto di non coordinarsi direttamente con la sua campagna.
Il legame con Schumer riguarda da vicino anche il futuro di Ocasio-Cortez. La deputata sta valutando apertamente le prossime mosse: potrebbe candidarsi alla presidenza nel 2028, chiedere la rielezione alla Camera oppure correre per il seggio al Senato di New York occupato proprio da Schumer. Il Michigan, inoltre, è stato inserito tra i primi stati a votare nelle primarie democratiche per le presidenziali del 2028, quelle che di solito orientano il resto della corsa.
Ocasio-Cortez non è l'unica tra i democratici che pensano alla Casa Bianca a distribuire soldi e sostegno ai candidati del partito. Gavin Newsom, governatore della California, ha usato la sua vasta lista di contatti email per raccogliere fondi per candidati e sezioni statali del partito in tutto il paese. JB Pritzker, governatore miliardario dell'Illinois, ha dato un milione di dollari a Gina Hinojosa, candidata democratica a governatrice del Texas, e ha finanziato anche altre campagne.
