Nei sondaggi Trump è ormai come George W. Bush
L'analisi di Ed Kilgore su Intelligencer mostra un calo costante del consenso al presidente su tutti i temi, con gli indipendenti vicini ai democratici e i repubblicani in difficoltà verso le elezioni di metà mandato.
Donald Trump sta vivendo il momento più difficile del suo secondo mandato sul fronte del consenso. I sondaggi più recenti lo collocano in una zona di impopolarità paragonabile a quella di George W. Bush nella fase finale del suo secondo mandato o di Joe Biden nell'ultimo anno alla Casa Bianca. È quanto emerge da un'analisi di Ed Kilgore pubblicata su Intelligencer, che passa in rassegna i dati di numerosi istituti demoscopici.
Tra i rilevamenti più sfavorevoli al presidente c'è quello del Pew Research Center del 26 aprile, che assegna a Trump un gradimento del 34 per cento contro un 64 per cento di giudizi negativi. Il saldo negativo di trenta punti rappresenta un peggioramento netto rispetto ai meno 24 di gennaio e ai meno 18 dello scorso settembre. Il sondaggio ABC-Washington Post del 28 aprile conferma la tendenza, con un rapporto approvazione-disapprovazione di 37 a 62 per cento. Anche TIPP, istituto sponsorizzato dal sito conservatore Issues & Insights, registra al primo maggio un gradimento del 38 per cento contro il 54 di disapprovazione, in peggioramento rispetto ai mesi precedenti.
Trump in caduta libera:
allo stesso livello di Bush 2006, Biden 2024
A meno di un anno e mezzo dall'insediamento, il presidente registra il livello di consenso più basso del suo secondo mandato. Pew lo dà al 34%, le medie nazionali oscillano tra -16 e -19 punti di popolarità netta.
Tutti gli istituti, anche quelli filo-Trump, lo danno in territorio negativo
Il calo emerge anche nei sondaggi che in passato erano stati più favorevoli a Trump. Rasmussen, Harvard-Harris e InsiderAdvantage, tradizionalmente più generosi, lo collocano ora tutti in territorio decisamente negativo.
Nello stesso momento del primo mandato, Trump era al 42% di gradimento: lo stesso livello registrato da Biden nella fase corrispondente della sua presidenza.
Trump è in negativo su tutti i temi: l’inflazione resta il punto più critico
Saldo netto medio, cioè approvazione al netto della disapprovazione, per ciascun tema: dalle aggregazioni di Silver Bulletin ai sondaggi più recenti su Iran ed economia.
L'inflazione resta il punto più dolente. Secondo Fox News, in aprile l'unico dossier dove Trump mantiene un saldo positivo è la sicurezza dei confini (55% di approvazione).
Gli indipendenti si sono allineati ai democratici
È l'elemento più pericoloso per la Casa Bianca. In ogni rilevazione disponibile, tra gli elettori senza affiliazione di partito Trump perde con margini di due cifre.
Anche la base elettorale del presidente inizia a cedere: secondo Economist/YouGov, oggi il 17% di chi ha votato Trump nel 2024 disapprova il suo operato. Pew rileva che tra i suoi elettori under 35 l'approvazione è al 57%, contro l'87% degli over 50.
Il vantaggio democratico per la Camera cresce, lento ma costante
media RealClearPolitics
media Silver Bulletin
Se il calo dovesse intaccare ulteriormente la base elettorale repubblicana, Trump si troverebbe nella condizione di George W. Bush nel 2006, quando i repubblicani persero nettamente il controllo del Congresso alle elezioni di metà mandato.
Il calo riguarda anche i sondaggisti che in passato avevano dato a Trump valutazioni più favorevoli. Rasmussen Reports, definito da Kilgore come il sondaggista preferito del presidente, lo colloca a meno 15 punti di saldo netto. Harvard-Harris segna per la prima volta in questo mandato un saldo negativo a doppia cifra. InsiderAdvantage, che per mesi era stato l'unico istituto pubblico a registrare valori positivi per Trump, al 27 aprile lo dà sotto la linea di galleggiamento, a meno 5 punti.
Le medie dei sondaggi confermano la tendenza. Su RealClearPolitics il saldo è di meno 16 punti, con il 40,5 per cento di approvazione contro il 56,5 di disapprovazione, appena sotto il minimo del secondo mandato. Silver Bulletin lo colloca a meno 18,6 punti, in netto peggioramento rispetto ai meno 12,5 di due mesi prima. Allo stesso punto del primo mandato Trump era al 42 per cento di gradimento, esattamente come Biden nel corrispondente momento della sua presidenza.
Le valutazioni sul presidente sono negative su quasi tutti i temi. Le medie di Silver Bulletin per singolo argomento mostrano un saldo di meno 10,4 punti sull'immigrazione, meno 19,7 sul commercio, meno 24,9 sull'economia e un risultato particolarmente pesante sull'inflazione, con meno 42,2 punti. La guerra contro l'Iran, impopolare nell'opinione pubblica, sta peggiorando ulteriormente il quadro. Il sondaggio ABC-Washington Post indica che il 33 per cento degli intervistati approva la gestione della situazione iraniana da parte del presidente, mentre il 66 per cento la disapprova. Una domanda analoga posta da Economist-YouGov il 27 aprile produce un risultato di 30 per cento di giudizi positivi contro il 59 di negativi.
Un elemento strutturale del problema è il comportamento degli elettori indipendenti, che si stanno allineando alle posizioni dei democratici molto più che a quelle dei repubblicani. Tra gli indipendenti il presidente raccoglie il 25 per cento di consensi e il 73 di disapprovazione secondo ABC-Washington Post, il 26 contro il 67 secondo Economist-YouGov, il 24 contro il 74 secondo Reuters-Ipsos e il 30 contro il 60 secondo TIPP.
Con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato la bassa popolarità del presidente sta influenzando anche le prospettive del Partito Repubblicano. Le rilevazioni sulla cosiddetta intenzione di voto generica per la Camera dei Rappresentanti mostrano un vantaggio democratico in crescita lenta ma costante. Le medie di RealClearPolitics danno ai democratici un vantaggio del 5,7 per cento, Silver Bulletin del 5,8. Nel 2024 i repubblicani avevano vinto il voto popolare nazionale per la Camera con un margine del 2,6 per cento.
La preoccupazione maggiore per i repubblicani riguarda la possibilità che il calo di consensi inizi a intaccare anche la base elettorale del presidente. Al momento Economist-YouGov rileva che il 17 per cento di chi ha votato Trump nel 2024 disapprova oggi il suo operato. Se questa percentuale dovesse crescere ulteriormente, il presidente si troverebbe in una situazione paragonabile a quella di George W. Bush nel 2006, anno in cui i repubblicani persero il controllo del Congresso nelle elezioni di metà mandato.