Negli Stati Uniti l'America politicamente divisa si ritrova unita contro i data center
Dal Michigan al Maine cresce una rivolta bipartisan contro i mega-impianti necessari per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale generativa. Intanto l'esercito ne sta progettando uno da 3 gigawatt a Fort Bliss, in Texas.
A Lyon Township, piccolo centro del Michigan sudorientale che nel 2024 ha votato per Donald Trump, i residenti si sono riuniti mensilmente per discutere animatamente su un progetto di data center grande quanto trentadue campi da football. Chiedono risposte sul traffico, sul rumore, sulle bollette elettriche, sul valore delle case e sul consumo di acqua. Le ragioni della protesta sono diverse, ma il fronte è compatto: per una volta democratici e repubblicani si ritrovano fianco a fianco e questo sta accadendo in tutto il Paese.
Il New York Times racconta in questo modo come i data center per l’intelligenza artificiale stiano facendo qualcosa che la politica americana non riusciva più a fare da anni: unire elettori di orientamenti opposti. Dal Michigan al Maine, in un Paese diviso su quasi tutto, dalle automobili alle serie televisive, contro i mega-impianti si è formato un vero fronte trasversale bipartisan.
I dati confermano il cambio d’umore. Il mese scorso il Maine è stato vicino a diventare il primo Stato ad approvare una moratoria sui data center, ma la governatrice democratica Janet Mills ha posto il veto perché il testo non prevedeva un’esenzione per un progetto specifico nella città di Jay. Il tentativo di superare il veto è poi fallito. Misure analoghe sono state presentate in almeno altri 13 Stati e in decine di municipalità. In Wisconsin, un sondaggio della Marquette University Law School indica che circa il 70% dei cittadini ritiene ormai che i costi legati alla presenza dei data center superino i benefici. Il responsabile del sondaggio, Charles Franklin, ha sottolineato un dato sorprendente per uno Stato notoriamente polarizzato: sull'odio verso i data center la distanza tra i due elettorati è quasi scomparsa.
Il Michigan come laboratorio del nuovo fronte trasversale
Il Michigan è il laboratorio più attivo di questa saldatura inedita. Almeno 50 comuni hanno approvato misure per sospendere i progetti per la costruzione di nuovi data center. Repubblicani e democratici si coordinano su Signal e Facebook, raccolgono firme e finanziano legali per dar battaglia. A tal scopo a Kalkaska, Ryan Wagner, ex attivista MAGA alla guida del Northern Michigan Hunters club, si è alleato con il musicista di sinistra Seth Bernard. "Il Ryan di cinque anni fa probabilmente non gli avrebbe nemmeno parlato", ha dichiarato Wagner al New York Times.
A spingere la protesta non è solo la dimensione dei progetti, ma anche il modo in cui vengono imposti sui territori. I residenti scoprono l'esistenza dei progetti per la costruzione di data center attraverso richieste di riconversione urbanistica presentate da società sconosciute, con nomi in codice come Project Cannoli, Project Cherry Blossom o Project Flex.
A Saline Township, due contratti tra Oracle e la principale utility elettrica dello Stato sono stati pubblicati con omissis tanto estesi da spingere il procuratore generale del Michigan a contestarli in tribunale. Oracle ha replicato di aver protetto informazioni sensibili dai concorrenti e di aver rispettato tutte le richieste dell'ente regolatore.
La tensione produce anche episodi inquietanti. Il mese scorso, a Indianapolis, un consigliere comunale ha denunciato di aver subito 13 colpi d’arma da fuoco contro la propria abitazione dopo aver votato a favore della costruzione di un nuovo impianto. Nessuno è rimasto ferito, ma un biglietto lasciato sul posto recitava: "No data centers".
Anche al Congresso si muovono proposte di regolamentazione firmate da senatori con posizioni politiche molto distanti come il democratico Bernie Sanders e il repubblicano Josh Hawley. In Michigan, tuttavia, il malcontento rischia di pesare in un anno elettorale con 3 seggi alla Camera in bilico, una corsa al Senato che si annuncia combattuta e la poltrona di governatore aperta. La governatrice uscente democratica Gretchen Whitmer ha sostenuto una legge che offre incentivi fiscali per la costruzione dei data center, e il contraccolpo potrebbe colpire per primo il suo partito.
Il governo accelera i suoi piani in Texas
Mentre la protesta cresce, il governo federale accelera i propri piani sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Il Texas Tribune riporta infatti che l’esercito americano vuole costruire a Fort Bliss, in Texas, un complesso di data center da 3 gigawatt. Il progetto sarà finanziato e gestito dal fondo di investimento Carlyle Group e rientra nel piano dell’Amministrazione Trump per dotare il Dipartimento della Difesa di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
L’impianto sorgerà su terra federale e dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2027. Se dovesse diventare realtà, entro pochi anni finirebbe per consumare più elettricità di tutti i 460 mila clienti di El Paso Electric messi insieme. Il vice Sottosegretario dell’esercito, David Fitzgerald, ha già indicato come fonte di alimentazione più probabile le turbine a gas naturale, che però producono grandi quantità di anidride carbonica e particolato.
Il progetto si aggiunge ai 10 miliardi di dollari investiti da Meta e ai 165 miliardi del Project Jupiter di Oracle e OpenAI nella vicina Santa Teresa, in New Mexico, per trasformare l’area di confine in uno dei principali poli statunitensi per le infrastrutture dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, restano molti interrogativi. Non si sa se l’impianto si collegherà alla rete idrica ed elettrica di El Paso, né come potrà essere "idricamente neutrale", come promesso dall’esercito, dato che attingerà all’acquifero Hueco Bolson, principale fonte d’acqua della città. Lo stesso documento di gara dell’esercito classifica il rischio idrico per El Paso come "estremamente alto".