Negli Stati Uniti la politica fa perdere gli amici

Uno studio pubblicato su PNAS Nexus rileva che il 37% degli adulti ha interrotto almeno una relazione di amicizia a causa di divergenze politiche. I democratici sono i più propensi a tagliare i ponti.

Share
Negli Stati Uniti la politica fa perdere gli amici

Negli Stati Uniti la polarizzazione politica non rende solo più tese le conversazioni: può anche costare relazioni personali. Il 37% degli americani dichiara di aver perso almeno un amico, un familiare, un collega o un partner romantico per divergenze politiche. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS Nexus e firmato dagli psicologi Mertcan Güngör e Peter H. Ditto, dell'Università della California, Irvine.

I ricercatori hanno analizzato 4 set di dati, per un totale di 3.791 partecipanti, integrandoli con quelli dell'American National Election Studies. Il campione più recente arriva da un sondaggio rappresentativo a livello nazionale condotto da YouGov nell'aprile 2025 su mille cittadini adulti adulti. Tra chi ha vissuto una rottura di una relazione a causa della politica, il 62% ha perso un amico, il 40% un familiare, il 29% un collega e il 10% un partner romantico. Più della metà ha interrotto più di un tipo di relazione.

Le amicizie risultano le più esposte a questo rischio: sono abbastanza strette perché la politica emerga nelle conversazioni, ma non hanno il cemento di figli, finanze condivise o legami di sangue che spesso tengono insieme coppie e familiari anche dopo un litigio per motivi politici.

Democratici più propensi a chiudere i rapporti

I dati mostrano una netta asimmetria tra i due schieramenti. Nel sondaggio YouGov, il 46% dei democratici dichiara di aver posto fine ad una relazione per motivi politici, contro il 29% dei repubblicani e il 39% degli indipendenti. La differenza resta significativa anche tenendo conto dell'intensità delle convinzioni politiche e delle variabili demografiche. I democratici risultano anche più inclini a prendere l'iniziativa della rottura.

In un secondo sondaggio, condotto su circa 950 cittadini adulti tramite la piattaforma Prolific il giorno prima delle elezioni presidenziali del 2024, il 66% dei democratici che avevano vissuto una rottura di una relazione a causa di moitivi politici affermava di aver chiuso personalmente il rapporto, contro il 27% dei repubblicani. Entrambi gli schieramenti tendono comunque a descrivere la persona da cui si sono separati come collocata all'estremo dello spettro politico.

Il fenomeno è esploso a partire dal 2016: il 96% di chi ha vissuto una rottura di una relazione colloca la più dolorosa nel 2016 o negli anni successivi, con picchi negli anni delle elezioni presidenziali. Dopo il voto del 2016, il 14% degli americani aveva dichiarato di aver posto fine ad una relazione a causa di quella campagna; un sondaggio condotto appena 5 mesi e mezzo dopo le elezioni del 2024 ha visto quella quota salire al 18%. I ricercatori parlano di una possibile accelerazione, pur invitando alla cautela perché i dati disponibili sono ancora limitati.

Meno contatti, più ostilità

Le rotture di relazioni per motivi politici sembrano modificare anche il modo in cui chi le vive percepisce l'altra parte. Su una scala di simpatia da 0 a 100, chi ha interrotto una relazione valuta gli elettori avversari quasi 8 punti più freddamente rispetto a chi non lo ha mai fatto. L'ostilità è ancora più marcata tra chi ha preso l'iniziativa della rottura e colpisce più i semplici elettori dell'altro schieramento che i leader politici.

Chi rompe una relazione tende anche ad avere una percezione più distorta delle idee altrui: in un sondaggio del 2017, i democratici reduci da una rottura sovrastimavano di 12,6 punti percentuali la quota di repubblicani d'accordo con i suprematisti bianchi rispetto agli altri. I repubblicani che avevano chiuso un rapporto, a loro volta, sovrastimavano di 14,6 punti percentuali la quota di democratici convinti che la maggior parte dei bianchi americani fosse razzista.

I due autori sospettano che il rapporto sia circolare: l'ostilità genera rotture, le rotture alimentano nuova ostilità. I ricercatori ipotizzano che tagliare i ponti con chi la pensa diversamente elimini anche una delle poche finestre sul ragionamento degli elettori dell’altra parte. Dopo la rottura, ciò può spingere ad affidarsi a rappresentazioni mediatiche più estremizzate per giustificare la propria scelta.

"Dato il ruolo dell'esposizione a opinioni opposte nel costruire la tolleranza politica, queste 'rotture per motivi politici' sono un segnale preoccupante per la salute di una democrazia", scrivono i ricercatori. "E data l'importanza delle relazioni per il benessere personale, rischiano di avere serie conseguenze anche sulla salute dei cittadini".

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.