Marina statunitense sequestra una nave cargo iraniana

Il cacciatorpediniere USS Spruance ha colpito la Touska dopo sei ore di avvertimenti ignorati, mentre il presidente Trump annuncia nuovi colloqui in Pakistan e Teheran minaccia ritorsioni per quella che definisce "pirateria marittima".

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Marina statunitense sequestra una nave cargo iraniana
Petty Officer 2nd Class Jordan Steis / USS Spruance (DDG 111)

Un cacciatorpediniere della marina statunitense ha attaccato e sequestrato domenica una nave cargo iraniana nel Golfo dell'Oman. È la prima volta che Washington ha usato la forza per imporre il blocco navale contro l'Iran. L'azione militare è avvenuta a pochi giorni dalla scadenza del cessate il fuoco di due settimane, prevista per mercoledì, e mentre le due parti si scambiano accuse reciproche di violazioni della tregua.

Il presidente Donald Trump ha annunciato l'operazione sulla piattaforma Truth Social, spiegando che il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance ha intercettato la Touska, una nave battente bandiera iraniana di quasi 900 piedi, dopo che l'equipaggio aveva ignorato gli avvertimenti a fermarsi. Il presidente ha scritto che la nave americana ha bloccato l'imbarcazione "aprendo un buco nella sala macchine" e che i marines statunitensi ne hanno ora il controllo. Secondo Trump la Touska era sottoposta a sanzioni del dipartimento del Tesoro per precedenti attività illegali.

U.S. Central Command, il comando che supervisiona le operazioni militari americane in Medio Oriente, ha precisato che gli avvertimenti sono stati ripetuti nell'arco di sei ore mentre la nave si dirigeva verso il porto iraniano di Bandar Abbas. Il cacciatorpediniere ha poi ordinato all'equipaggio di evacuare la sala macchine prima di sparare diversi colpi con il cannone Mk 45 contro il sistema di propulsione. Un reparto del 31st Marine Expeditionary Unit, arrivato in Medio Oriente nell'ultimo mese, si è poi calato da un elicottero per abbordare l'imbarcazione e condurre perquisizioni. Secondo il New York Times si tratta del primo tentativo di forzare il blocco americano da quando è entrato in vigore la settimana scorsa; in precedenza altre 25 navi intercettate avevano invertito la rotta dopo essere state contattate via radio.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il portavoce del Khatam al-Anbiya Central Headquarters, l'organismo militare iraniano, ha definito l'attacco un atto di "pirateria marittima" e ha annunciato che le forze armate della Repubblica Islamica risponderanno presto. L'agenzia di stampa iraniana Mehr, citata dal New York Times, ha sostenuto una versione diversa, affermando che unità navali delle Guardie della Rivoluzione avrebbero costretto gli americani a ritirarsi.

L'attacco si inserisce in un contesto di tensione crescente attorno allo Stretto di Hormuz, la via d'acqua attraverso cui transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale. Venerdì il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva dichiarato lo stretto "completamente aperto" dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco in Libano, ma già sabato le autorità militari iraniane hanno ripristinato un "controllo rigoroso" sul passaggio, citando il persistere del blocco americano sui porti iraniani. Nello stesso fine settimana due navi battenti bandiera indiana sono state colpite. La U.K. Maritime Trade Operations, organizzazione amministrata dalla Royal Navy britannica, ha segnalato che motovedette delle Guardie della Rivoluzione hanno sparato senza preavviso contro una petroliera, mentre una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile non identificato. Il ministero degli Esteri indiano ha convocato l'ambasciatore iraniano esprimendo "profonda preoccupazione". Secondo l'agenzia iraniana Tasnim, domenica altre due petroliere battenti bandiera di Botswana e Angola sono state costrette a invertire la rotta.

Sul fronte diplomatico la situazione resta confusa. Trump ha dichiarato a Fox News che gli Stati Uniti invieranno lunedì a Islamabad una delegazione composta dall'inviato speciale Steve Witkoff e dal genero Jared Kushner. Un funzionario della Casa Bianca ha indicato che anche il vicepresidente JD Vance, che aveva guidato il precedente round di colloqui, avrebbe partecipato, mentre a ABC Trump ha detto che Vance non sarebbe andato per ragioni di sicurezza. L'ufficio del vicepresidente non ha risposto alle richieste di commento del Financial Times. Teheran ha smentito qualsiasi accordo sui nuovi colloqui. L'agenzia Tasnim, legata agli apparati militari e di sicurezza iraniani, ha riferito che la squadra negoziale non ha alcuna intenzione di partire finché resterà in vigore il blocco marittimo. L'agenzia di stato IRNA ha aggiunto che non esiste "alcuna prospettiva chiara" per nuovi negoziati, citando le richieste eccessive e le posizioni mutevoli di Washington. Le autorità pachistane non hanno ancora confermato di ospitare l'incontro, ma Islamabad è stata posta in stato di massima sicurezza con il dispiegamento di 10.000 agenti aggiuntivi.

Trump ha rilanciato le minacce contro le infrastrutture civili iraniane, scrivendo che se Teheran non accetterà l'accordo gli Stati Uniti distruggeranno "ogni centrale elettrica e ogni ponte" in Iran. Sulla rete ABC, l'ambasciatore americano alle Nazioni Unite Mike Waltz ha dichiarato che il presidente è pronto a portare il blocco navale "a un nuovo livello", con l'ordine alle forze statunitensi di "abbordare e far invertire la rotta alle navi iraniane fino all'Oceano Pacifico". A NBC, Waltz ha aggiunto che "tutto è sul tavolo" e ha descritto le dichiarazioni contraddittorie di Teheran come un segno di "vera confusione" e di "discordia interna". Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che alcuni punti dei colloqui sono stati conclusi, ma ha parlato di "completa sfiducia" nei confronti dei negoziatori americani, avvertendo che senza un'applicazione piena del cessate il fuoco i negoziati si interromperanno e la guerra riprenderà.

I mercati hanno reagito con forti oscillazioni. Il Brent, principale riferimento internazionale per il petrolio, è salito fino al 7,9 per cento a 97,50 dollari al barile nelle contrattazioni asiatiche, mentre il West Texas Intermediate è cresciuto del 6,1 per cento a 88,99 dollari. I future sullo S&P 500 e sullo Stoxx Europe 600 sono scesi rispettivamente dello 0,5 e dello 0,8 per cento. Un sondaggio NBC pubblicato domenica mostra che due terzi degli americani disapprovano la gestione della guerra da parte di Trump, che deve affrontare crescenti pressioni interne in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Il segretario all'Energia Chris Wright ha ammesso alla CNN che i prezzi della benzina potrebbero restare elevati per mesi, ipotizzando un ritorno sotto i tre dollari al gallone solo "più avanti nel corso dell'anno" o "forse il prossimo anno". Prima della guerra la media nazionale era di 2,98 dollari al gallone; domenica ha raggiunto 4,05 dollari.

Sul piano legale la questione resta controversa. Jennifer Kavanagh, direttrice dell'analisi militare del think tank Defense Priorities, ha dichiarato al New York Times che un blocco globale potrebbe non essere "ammissibile in concezione" perché troppo ampio, mentre James Kraska, professore di diritto marittimo internazionale a Harvard, ha interpretato il blocco come un'estensione in chiave bellica delle sanzioni economiche già in vigore. James R. Holmes, titolare della cattedra di strategia marittima al Naval War College, ha ricordato sempre al New York Times che "le guerre non dichiarate sono più la regola che l'eccezione nella storia degli Stati Uniti".

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