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L'immigrazione non porta più voti a Trump: gli elettori ormai pensano al carovita
Marines statunitensi e agenti della Border Patrol controllano la barriera al confine con il Messico durante un pattugliamento notturno a San Ysidro, California, il 9 settembre 2026. Credito: Foto: Cpl. Mhecaela Watts / U.S. Marine Corps, via DVIDS — pubblico dominio.
Immigrazione 22 min di lettura

L'immigrazione non porta più voti a Trump: gli elettori ormai pensano al carovita

Due anni fa era tra le prime tre preoccupazioni degli americani, oggi è in fondo alla lista e il costo della vita la supera di gran lunga. Intanto la disapprovazione per come Trump gestisce l'immigrazione ha superato il 55%.

L'immigrazione, uno dei temi che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca e compattato la sua base per un decennio, è passata in secondo piano per gli elettori americani. A poco più di un mese dalle elezioni di metà mandato, è un altro segnale sfavorevole per il presidente e il Partito Repubblicano. Come racconta Axios, la questione sta perdendo sempre più importanza tra gli elettori di ogni orientamento politico, mentre i metodi duri dell'Amministrazione sono diventati un problema persino per una parte dei repubblicani.

"Nel complesso, i repubblicani sono il partito di cui gli elettori si fidano di più soltanto su due fronti: confini e immigrazione, criminalità e sicurezza", ha detto ad Axios Avery James di Echelon Insights, società di sondaggi repubblicana. "Ma per chi pianifica una campagna elettorale il problema è semplice: criminalità e immigrazione non sono più le priorità degli elettori".

Due anni fa, l'immigrazione era tra le principali preoccupazioni degli americani, soprattutto di chi si dichiarava repubblicano. Dopo il ritiro di Joe Biden dalla corsa per la rielezione, il partito aveva destinato metà della spesa pubblicitaria a spot sull'immigrazione, secondo un'analisi di AdImpact. "Se si chiede agli elettori quanto conti l'immigrazione, due anni fa era tra i primi tre temi; oggi è molto più in basso e la quota di chi la considera una priorità è a una cifra", ha spiegato Erik Iverson, sondaggista repubblicano che lavora con il comitato elettorale del partito per il Senato.

Secondo i sondaggisti, la preoccupazione aveva raggiunto il picco durante la presidenza Biden, quando erano aumentati fortemente gli attraversamenti illegali e gli arrivi di richiedenti asilo al confine meridionale. Poche settimane dopo l'insediamento di Trump, gli attraversamenti sono invece crollati, dopo che il presidente aveva schierato i militari al confine, bloccato le richieste d'asilo alla frontiera e sospeso l'ammissione dei rifugiati. "Si diventa vittime del proprio successo", ha commentato Iverson.

Immigrazione e midterm
Al confine gli attraversamenti sono crollati e l'immigrazione non è più una priorità per gli elettori
I fermi della Border Patrol al confine con il Messico sono scesi del 96% rispetto al record di dicembre 2023. Così il tema che ha riportato Trump alla Casa Bianca è scivolato dietro il costo della vita, mentre la maggioranza degli americani boccia la sua gestione dell'immigrazione.
Persone fermate ogni mese al confine con il Messico
Agosto 2026
8.870
Rispetto al record
−96%
persone fermate dalla Border Patrol fuori dai valichi di frontiera
rispetto alle 249.740 di dicembre 2023
Fermi della Border Patrol
Repubblicani del Texas che indicano immigrazione o confine come primo problema dello Stato
Dicembre 2023: 249.740 persone fermate, il record. Agosto 2026: 8.870. Tra i repubblicani del Texas, la quota che indica immigrazione o confine come primo problema è scesa dal 68% al 20%.
Tocca o passa sul grafico per leggere ogni mese.
Con il crollo degli attraversamenti è calata anche la preoccupazione: tra i repubblicani del Texas, la quota che considera immigrazione o confine il primo problema dello Stato è passata dal 68% al 20%. «Si diventa vittime del proprio successo», sintetizza il sondaggista repubblicano Erik Iverson.
Per gli elettori conta il costo della vita: l'immigrazione decide il voto di uno su otto
Il fattore più importante nella scelta del candidato alle elezioni di metà mandato, in percentuale. Seleziona un gruppo.
Il costo della vita pesa quattro volte più dell'immigrazione: 48% contro 12%. Anche tra i repubblicani conta il doppio: 47% contro 23%.
Reuters-Ipsos, 14-17 agosto 2026, adulti. Esclusi i non rispondenti.
Con più risposte possibili l'immigrazione risale, ma resta quarta
Le questioni più importanti per i probabili elettori, fino a tre risposte, in percentuale.
BGSU-YouGov, 25 agosto-1° settembre 2026, probabili elettori.
In un anno e mezzo il giudizio sulla politica migratoria di Trump si è ribaltato
Approva
36%
Disapprova
55%
degli americani a settembre 2026, contro il 50% di febbraio 2025
tredici punti in più rispetto a febbraio 2025
Giudizio sulla gestione dell'immigrazione da parte di Trump nei sondaggi Reuters-Ipsos, in percentuale. Tocca un punto per leggere i valori.
ApprovaDisapprovaIl sorpasso
Settembre 2026: approva 36%, disapprova 55%.
A febbraio 2025 il saldo era positivo di 8 punti, oggi è negativo di 19. Il consenso regge solo nel suo partito, dove il 79% dei repubblicani approva la sua linea. Secondo un ex funzionario della Casa Bianca sentito da Axios, a pesare non sono tanto le politiche quanto i metodi.
Sull'immigrazione i repubblicani non hanno più un vantaggio netto
Di quale partito si fidano di più gli elettori su ciascun tema. Probabili elettori, in percentuale.
DemocraticiRepubblicani
New York Times-Siena, 8-13 settembre 2026, probabili elettori.
Anche dove i repubblicani restano avanti, il loro margine si è ridotto
Vantaggio dei repubblicani sui democratici nella fiducia sull'immigrazione, sondaggi Economist-YouGov, in punti.
Per Economist-YouGov i repubblicani restano avanti, 43% contro 39%, ma con un margine ridotto a un quarto rispetto a novembre 2025.
Economist-YouGov; il dato di novembre 2025 si riferisce a una domanda simile.
Fonte: U.S. Customs and Border Protection (fermi della Border Patrol al confine sud-occidentale, ottobre 2023-agosto 2026); Texas Politics Project, Università del Texas (elettori repubblicani registrati); Reuters-Ipsos; BGSU-YouGov; New York Times-Siena; Economist-YouGov.
Nota: i sondaggi usano domande diverse. Quelle a risposta singola danno quote più basse di quelle che ammettono più risposte.

Il costo della vita domina le preoccupazioni

Oggi il costo della vita è diventato la prima preoccupazione degli elettori e precede nettamente l'immigrazione. Per i repubblicani, che devono mobilitare i propri sostenitori nelle competizioni statali più combattute, questa è una pessima notizia.

In Texas, il Texas Politics Project dell'Università del Texas rileva un calo dell'importanza attribuita all'immigrazione e alla sicurezza dei confini in tutti i gruppi politici, soprattutto tra i repubblicani. Nel sondaggio di agosto, il 29% degli elettori dello Stato indica l'economia o l'inflazione come il principale problema del Texas. In Michigan, soltanto il 14% degli elettori ha indicato l'immigrazione come priorità in un sondaggio commissionato dall'AARP, l'associazione che rappresenta gli americani dai 50 anni in su, e realizzato anche da Fabrizio Ward, la società del sondaggista preferito di Trump.

Anche in Ohio prevalgono le preoccupazioni economiche. Nella rilevazione di settembre della Bowling Green State University, condotta tra il 1° e il 10 settembre su mille probabili elettori dello Stato, il 40% indica l'economia e il 34% l'inflazione tra i tre temi più importanti. Le due percentuali non vanno sommate, perché gli intervistati potevano scegliere più risposte. Il dato del 25% sull'immigrazione riguarda invece un distinto sondaggio nazionale dello stesso ateneo, condotto tra il 25 agosto e il 1° settembre.

"Tra i repubblicani, l'importanza del tema è crollata perché non lo vedevano più ogni giorno e non si sentivano più minacciati ogni giorno", ha detto Brent Buchanan di Cygnal, un'altra società di sondaggi repubblicana. Secondo le rilevazioni che Iverson ha presentato di recente ai senatori repubblicani, collegare l'immigrazione all'economia e al costo della vita continua a convincere gli elettori di Trump meno propensi a recarsi alle urne. Buchanan ritiene che la sicurezza dei confini possa ancora servire a distinguere i candidati in alcune competizioni, ma difficilmente mobiliterà quelli che definisce "repubblicani tiepidi".

Peggiora il giudizio sulla gestione di Trump

Le rilevazioni Reuters-Ipsos di agosto confermano che la maggioranza degli americani disapprova la gestione dell'immigrazione da parte di Trump. Nel sondaggio condotto dal 14 al 17 agosto, la quota era al 55%, mentre in quello realizzato dal 21 al 24 agosto era al 56%. A settembre, una rilevazione New York Times-Siena ha registrato maggiore fiducia nei democratici rispetto ai repubblicani sull'immigrazione: 52% contro 45%.

Il risultato non è però uniforme tra gli istituti: nel sondaggio Economist-YouGov dell'11-14 settembre, i repubblicani restavano avanti per 43% a 39% tra gli elettori registrati. "Tutti apprezzano i controlli finché non colpiscono qualcuno vicino a loro o coinvolgono la persona sbagliata. Non sono necessariamente le politiche ad allontanare le persone, ma i metodi. Deve esserci una via di mezzo", ha detto ad Axios un ex funzionario della Casa Bianca.

La Casa Bianca offre una lettura opposta. "Gli americani sono meno preoccupati per l'immigrazione perché il presidente Trump ha fermato l'invasione del nostro Paese e reso il confine il più sicuro della storia americana", ha dichiarato la portavoce Lauren Bis, sostenendo che, grazie alle politiche dell'Amministrazione, circa tre milioni di immigrati irregolari abbiano lasciato gli Stati Uniti. Il conteggio delle partenze richiede tuttavia cautela.

In uno studio pubblicato a gennaio, la Brookings Institution ha contestato la metodologia alla base di una precedente dichiarazione del dipartimento della Sicurezza interna, secondo cui 2,5 milioni di immigrati irregolari avrebbero lasciato il Paese nel 2025. Gli autori hanno evidenziato problemi nelle stime ricavate dalla Current Population Survey, osservando inoltre che quei dati riguardano l'intera popolazione nata all'estero, compresi gli immigrati regolari.

I democratici intravedono, invece, un'opportunità, soprattutto nelle zone con una forte presenza di elettori ispanici. I repubblicani "cercano in tutti i modi di prendere le distanze da Trump sull'immigrazione perché sanno che, in questo momento, il tema è tossico per gli elettori ispanici", ha detto Stephanie Valencia, cofondatrice e presidente di Equis, società di sondaggi specializzata su questo elettorato. "I democratici dovrebbero riconoscere a Trump il merito di aver assunto e mantenuto il controllo del confine con il Messico", ha aggiunto Valencia. "Ma, alla fine, le persone chiedono molto di più di questo".

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