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L’FBI indagò su Trump come possibile agente russo dopo il licenziamento di Comey
Immagine generata dall'intelligenza artificiale.
Giustizia 11 min di lettura

L’FBI indagò su Trump come possibile agente russo dopo il licenziamento di Comey

La Casa Bianca ha declassificato il fascicolo segreto "Oxferd Comma", aperto nel 2017 e poi confluito nell’inchiesta Mueller specificando che non sono mai emerse prove a sostegno dell’ipotesi iniziale.

Mercoledì la Casa Bianca ha declassificato i documenti relativi a un'indagine aperta dall'FBI nel 2017 per accertare se il presidente Donald Trump avesse agito per conto della Russia quando licenziò il direttore dell'agenzia James Comey. Secondo un funzionario della Casa Bianca, non emerse però alcuna prova a sostegno di questa ipotesi.

L'inchiesta, denominata in codice Oxferd Comma, fu avviata il 16 maggio 2017, una settimana dopo il licenziamento di Comey: proprio la decisione di Trump di rimuovere il direttore dell'FBI ne costituì il punto di partenza. Il funzionario della Casa Bianca l'ha descritta come una diramazione di Crossfire Hurricane, l'indagine sui possibili legami tra la campagna presidenziale di Trump del 2016 e il governo russo, conosciuta in gergo giornalistico come Russiagate.

I documenti pubblicati dalla Government Transparency Task Force della Casa Bianca indicano invece che si trattava di un'indagine a pieno titolo, aperta direttamente sul presidente in carica. Il fascicolo fu classificato come sensibile, una procedura impiegata di norma per sottrarre un caso ai registri consultabili dagli altri agenti. Gli investigatori che ne disposero l'apertura sostennero che fosse il metodo meno invasivo per verificare quello che consideravano un grave rischio per la sicurezza nazionale. 

Oxferd Comma confluì poi in seguito nell'inchiesta più ampia del procuratore speciale Robert Mueller e fu chiusa il 9 aprile 2019, poche settimane dopo la consegna del rapporto finale, senza che fossero emersi elementi a sostegno dell'ipotesi iniziale.

I documenti declassificati

L’FBI indagò se Trump avesse licenziato Comey per conto della Russia. Non trovò nulla

La Casa Bianca ha reso pubblici i fascicoli di «Oxferd Comma», l’indagine aperta nel maggio 2017 sul presidente in carica e chiusa due anni dopo senza prove a sostegno dell’ipotesi iniziale.

Il fascicolo aperto dall’FBI il 16 maggio 2017
Federal Bureau of Investigation
Nome in codice
OXFERD COMMA
Oggetto: indagine a pieno titolo sul presidente in carica, aperta una settimana dopo il licenziamento di James Comey.
Classificazione: fascicolo sensibile, la procedura che lo sottrae ai registri consultabili dagli altri agenti.
DeclassificatoCasa Bianca – 5 agosto 2026
7
giorni
dal licenziamento di Comey all’apertura del fascicolo
693
giorni
la durata dell’indagine, dall’apertura alla chiusura
0
prove
trovate a sostegno dell’ipotesi iniziale
Atto 1L’indagine (2017–2019)
9 maggio 2017
Trump licenzia Comey
La Casa Bianca cita la gestione dell’indagine sulle email di Hillary Clinton. Secondo il rapporto Mueller, il presidente era irritato dal rifiuto di Comey di dichiarare in pubblico che Trump non era indagato.
16 maggio 2017
L’FBI apre Oxferd Comma
L’obiettivo è verificare se il presidente abbia agito «per conto del governo della Federazione Russa». Gli agenti che aprono il caso lo considerano il metodo meno invasivo per affrontare un grave rischio per la sicurezza nazionale.
17 maggio 2017
Rosenstein nomina Mueller
Il viceprocuratore generale affida al procuratore speciale l’indagine sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016. Oxferd Comma confluirà in questa inchiesta.
9 aprile 2019
Il fascicolo si chiude senza prove
Poche settimane dopo la consegna del rapporto finale: Mueller non trova prove che la campagna di Trump abbia cospirato o coordinato le proprie azioni con Mosca, pur documentando diversi contatti con persone legate al governo russo.
Atto 2La resa dei conti (2025–2026)
15 maggio 2025
La foto delle conchiglie
Comey pubblica su Instagram un’immagine di conchiglie disposte a formare «86 47». L’amministrazione la legge come una minaccia al 47º presidente; lui la cancella e nega ogni intento violento.
Settembre 2025
Prima incriminazione, poi archiviata
Comey è incriminato per false dichiarazioni al Congresso. A novembre un giudice federale archivia il caso: la nomina della procuratrice era illegittima. Il Dipartimento di Giustizia ha fatto appello.
28 aprile 2026
Seconda incriminazione
Un gran giurì della Carolina del Nord incrimina Comey per minacce alla vita del presidente, sulla base della foto delle conchiglie. L’ex direttore denuncia un procedimento selettivo e vendicativo.
5 agosto 2026
La declassificazione
La Government Transparency Task Force della Casa Bianca pubblica i documenti di Oxferd Comma. Un funzionario: quasi tutto ciò che l’FBI aveva raccolto fino a quel momento smentiva la collusione con la Russia.
Fonte: documenti FBI declassificati dalla Casa Bianca (Government Transparency Task Force, 5 agosto 2026); rapporto Mueller; atti giudiziari federali. La durata di 693 giorni è un calcolo redazionale sulle date di apertura (16 maggio 2017) e chiusura (9 aprile 2019) del fascicolo.

Dal licenziamento di Comey all'inchiesta Mueller

"Non sapevo che l'ipotesi di ostruzione comprendesse anche la possibilità che Donald Trump stesse in qualche modo agendo per conto di Vladimir Putin", ha dichiarato il funzionario. "In sostanza, quasi tutto ciò che l'FBI aveva raccolto fino a quel momento aveva smentito o escluso l'esistenza di una collusione tra Trump, o la sua campagna, e la Russia".

Trump licenziò Comey nel maggio del 2017, pochi mesi dopo l'inizio del suo primo mandato. La Casa Bianca giustificò inizialmente la rimozione con la gestione, da parte del direttore dell'FBI, dell'indagine sulle email dell'ex segretaria di Stato Hillary Clinton. Il rapporto Mueller affermò invece che il presidente era irritato perché Comey si era rifiutato di dichiarare pubblicamente che Trump non fosse oggetto di un'indagine personale sui rapporti con la Russia.

Il 17 maggio, il giorno successivo all'apertura di Oxferd Comma, l'allora viceprocuratore generale Rod Rosenstein nominò Mueller procuratore speciale, affidandogli il compito di indagare sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016 e sugli eventuali legami con la campagna di Trump. Mueller non trovò prove che i suoi membri avessero "cospirato o coordinato" le proprie azioni con Mosca, pur documentando diversi contatti tra lo staff e persone legate al governo russo.

Lo scontro tra Trump e Comey continua nelle corti

Da anni Trump accusa l'FBI e le altre agenzie di intelligence di avere condotto indagini improprie sulle sue campagne elettorali e sulla sua presidenza, promettendo a sua volta nuove inchieste. Ha definito Comey un "poliziotto corrotto", mentre l'ex direttore dell'FBI ha descritto Trump come "moralmente inadatto" alla presidenza.

Nell'aprile di quest'anno Comey è stato incriminato con l'accusa di avere minacciato la vita del presidente, in seguito alla pubblicazione, nel maggio del 2025, di una fotografia che mostrava alcune conchiglie disposte in modo da formare i numeri "86 47". L'ex direttore FBI sostiene invece di essere vittima di un procedimento selettivo e dettato da intenti vendicativi, ricostruzione respinta dal Dipartimento di Giustizia dell'Amministrazione Trump.

L'anno scorso era già stato incriminato per false dichiarazioni al Congresso, ma nel novembre del 2025 un giudice federale aveva archiviato il caso senza pregiudizio, giudicando illegittima la nomina della procuratrice che aveva ottenuto l'incriminazione. Il Dipartimento di Giustizia ha presentato appello contro questa decisione.

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