La nuova strategia antiterrorismo di Trump prende di mira antifa, sinistra e Europa
Il documento di 16 pagine presentato dall'Amministrazione Trump ribalta l’approccio dell’era Biden, che era invece concentrato sui suprematisti bianchi, e inserisce per la prima volta gli antifa nei piani federali contro il terrorismo.
L'amministrazione Trump ha presentato mercoledì una nuova strategia nazionale antiterrorismo che mette al centro il contrasto alla violenza di sinistra, ad antifa e a quella che il documento definisce "ideologia di genere radicale". È la prima volta che un piano antiterrorismo della Casa Bianca cita esplicitamente il movimento antifa, segnando una netta discontinuità rispetto all'amministrazione Biden, che aveva invece concentrato gli sforzi federali sul suprematismo bianco e sui gruppi di estrema destra, come i Proud Boys.
Il nuovo documento, lungo 16 pagine, affronta anche la minaccia dei cartelli della droga, i rischi alla sicurezza nell'emisfero occidentale e la prevenzione dell'ingresso di armi di distruzione di massa nel territorio statunitense. Ma è il capitolo sulla violenza interna a segnare la svolta politica più evidente. "Le nostre attività di antiterrorismo daranno priorità anche alla rapida identificazione di gruppi politici secolari violenti la cui ideologia è anti-americana, radicalmente pro-transgender e anarchica", ha scritto Trump nel testo. Il presidente ha aggiunto che il governo userà "tutti gli strumenti costituzionalmente disponibili" per mappare questi gruppi, identificarne i membri e ricostruirne i legami con organizzazioni internazionali come antifa.
Sebastian Gorka, direttore per l'antiterrorismo dell'amministrazione Trump, ha parlato ai giornalisti di una "rinascita inquietante dell'ideologia violenta di sinistra" e ha collegato questa violenza all'ideologia di genere. Gorka ha citato tre casi recenti che le autorità attribuiscono alla disforia di genere: Aiden Hale, uomo transgender che nel 2023 uccise tre bambini di nove anni e tre adulti in una scuola cristiana di Nashville; Robin Westman, donna transgender che lo scorso anno uccise due bambini e ne ferì 28 in una chiesa cattolica di Minneapolis; Tyler Robinson, accusato dell'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk per la sua opposizione alle posizioni di Kirk sull'identità di genere.
I numeri sulla violenza di sinistra citati dall'amministrazione arrivano invece da uno studio del Center for Strategic and International Studies pubblicato lo scorso anno, secondo cui tale tipo di violenza è aumentata nell'ultimo decennio, soprattutto dopo la prima elezione di Trump nel 2016. Nel 2015 gli attentati e i piani terroristici di matrice di sinistra rappresentavano circa il 2% nel 2025 la quota è salita al 42%, il livello più alto mai registrato. Il 2025 è stato anche il primo anno dal 1994 in cui gli episodi di violenza politica di sinistra, 5, hanno superato quelli di destra, 1, e quelli di ispirazione jihadista, 2. Lo stesso studio, però, restituisce un quadro diverso sul lungo periodo: negli ultimi dieci anni gli estremisti di destra hanno compiuto 152 episodi di violenza negli Stati Uniti, uccidendo 112 persone, contro i 35 episodi e i 13 morti attribuiti alla sinistra. Gli attacchi jihadisti hanno causato 82 morti nello stesso arco di tempo.
È su questo squilibrio che si concentrano le critiche al piano. Matthew Levitt, esperto di terrorismo del Washington Institute, ha scritto su X che la strategia "non riconosce il terrorismo di destra come un problema" e ha definito la scelta "strampalata". Gorka ha replicato che anche i gruppi di destra non saranno immuni dall'azione federale in caso di violenza.
L'inserimento degli antifa nel piano anti terrorismo arriva dopo mesi di iniziative esecutive sullo stesso fronte. A settembre, dopo la morte di Kirk, Trump aveva firmato un ordine che designava il movimento antifa come organizzazione terroristica nazionale e incaricava il Dipartimento di Giustizia di "indagare, smantellare e disarticolare" le sue operazioni illegali. A marzo una giuria federale ha condannato per terrorismo 8 persone che l'accusa ha collegato al movimento antifa per una sparatoria avvenuta davanti a un centro per l'immigrazione in Texas: è la prima volta che l'accusa di sostegno materiale al terrorismo è stata contestata a presunti membri di antifa. La sentenza è attesa per il mese prossimo. L'azione si è estesa anche oltreconfine. Il Dipartimento di Stato ha designato come organizzazioni terroristiche quattro gruppi di sinistra europei: due in Grecia, uno in Germania e uno in Italia. Tale decisione blocca le risorse finanziarie di questi gruppi negli Stati Uniti e consente all'amministrazione di sorvegliare, indagare e perseguire i loro membri presenti sul suolo statunitense.
Il documento riserva alcune delle espressioni più dure all'Europa, definita un "incubatore di minacce terroristiche" alimentato dall'immigrazione di massa. "È chiaro a tutti che gruppi ostili ben organizzati sfruttano le frontiere aperte e gli ideali globalisti a esse associati. Più queste culture estranee crescono e più persistono le attuali politiche europee, più il terrorismo è garantito", si legge nel testo, che prosegue sostenendo che "in quanto culla della cultura e dei valori occidentali, l'Europa deve agire ora e fermare il suo declino voluto". Pur definendo le nazioni europee i partner antiterrorismo di lungo periodo più importanti per gli Stati Uniti, il rapporto afferma che il continente è insieme bersaglio del terrorismo e incubatore di minacce. La presa di posizione si colloca sulla scia della strategia di sicurezza nazionale pubblicata a dicembre 2025, che parlava di "cancellazione della civiltà" europea a causa dell'immigrazione.
Il secondo pilastro della strategia riguarda l'emisfero occidentale, espressione che nei documenti ufficiali americani comprende Nord e Sud America. La nuova dottrina prevede la neutralizzazione delle minacce emisferiche attraverso l'incapacitazione delle operazioni dei cartelli della droga. Da inizio settembre 2025 l'amministrazione conduce una campagna di attacchi militari contro imbarcazioni accusate di trasportare stupefacenti nelle acque latinoamericane, che ha causato almeno 191 morti. Il documento celebra anche la cattura, avvenuta a gennaio, dell'ex leader venezuelano Nicolas Maduro.
Il terzo asse della strategia è il contrasto al jihadismo internazionale. Sono indicati come obiettivi Al Qaeda, responsabile degli attacchi dell'11 settembre 2001, Al Qaeda nella Penisola Arabica, lo Stato Islamico dell'Iraq e della Siria, ISIS-Khorasan e i Fratelli Musulmani, descritti da Gorka come l'antenato dei moderni gruppi jihadisti. Il consigliere ha spiegato che i successi sul campo di battaglia hanno reso la minaccia più diffusa e meno centralizzata, come dimostra l'attacco con un camion a New Orleans il primo gennaio 2025. La strategia punta ora a tagliare i finanziamenti per il reclutamento. "Dobbiamo demoralizzare, degradare e delegittimare", ha detto Gorka. "Stiamo prendendo l'ideologia molto sul serio".
Un cambiamento di impostazione rispetto al passato riguarda il ruolo internazionale degli Stati Uniti. Gorka ha respinto l'idea che Washington debba difendere tutti i Paesi del mondo da ogni minaccia. "Rifiutiamo il concetto di poliziotto globale", ha dichiarato ai giornalisti. "America First non significa America da sola". Il consigliere ha annunciato che funzionari americani incontreranno gli alleati venerdì per discutere come rafforzare le rispettive strategie antiterrorismo. Tra le richieste c'è un maggiore coinvolgimento nella riapertura dello Stretto di Hormuz, dove l'Iran attacca il traffico commerciale. "Misureremo la vostra serietà come partner e alleati da quanto portate al tavolo", ha detto Gorka, aggiungendo che gli Stati Uniti si aspettano "di più" dai loro partner.
In una dichiarazione, Trump ha collegato la nuova strategia agli impegni assunti nei primi giorni del suo secondo mandato. "Come parte del mio impegno a difendere l'America da tutti i nemici, stranieri e interni, stiamo lavorando di nuovo per schiacciare la minaccia del terrorismo", ha affermato il presidente, ricordando il monito già pronunciato dopo la prima missione antiterrorismo della nuova amministrazione: "Se ferite gli americani o state pianificando di ferirli, vi troveremo e vi uccideremo".