Donald Trump si aspetta che Stati Uniti e Iran riprendano i colloqui nei prossimi giorni, dopo che sabato ha respinto l’ultima proposta di Teheran per porre fine alla guerra. "Vogliono raggiungere un accordo, ma non quello che voglio io. È un accordo che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno giocato male le loro carte", ha detto domenica in un’intervista telefonica ad Axios. Alla domanda se stesse valutando di riprendere i bombardamenti, ha risposto: "Ci penso sempre".
Due fonti hanno riferito ad Axios che un nuovo ciclo di colloqui indiretti potrebbe iniziare già lunedì. Le posizioni, però, restano ancora distanti: l’Iran vuole concentrarsi sullo Stretto di Hormuz e sul blocco navale statunitense, mentre l’Amministrazione Trump chiede concessioni sul programma nucleare.
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La proposta iraniana e il petrolio di Hormuz
Martedì scorso, a New York, gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno partecipato a colloqui indiretti con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Funzionari del Qatar hanno fatto da tramite tra le due delegazioni. Teheran si è detta pronta a riaprire lo Stretto e a riprendere i negoziati sul nucleare entro una settimana, a condizione che gli Stati Uniti togliessero il blocco navale, revocassero le sanzioni sulle vendite di petrolio iraniano e ripristinassero un cessate il fuoco nella regione. Trump ha respinto questa proposta sabato.
Domenica l’Ambasciatore americano all’ONU Mike Waltz ha spiegato alla CNN che, secondo Washington, Teheran pretendeva la revoca delle sanzioni e l’accesso a "miliardi di beni congelati" ancora prima di negoziare: "Chiedevano tutto subito, con la promessa che poi avrebbero negoziato".
Trump sostiene intanto che le forze americane stiano aiutando le petroliere ad attraversare Hormuz. A suo dire, nel fine settimana è transitata la maggiore quantità di petrolio dall’inizio della guerra, "più di 20 milioni di barili". Un funzionario del Dipartimento della Difesa citato da Axios ha affermato che venerdì notte ne sono stati esportati 22 milioni. Secondo le stime di Tanker Trackers, i volumi in uscita dal Golfo sono raddoppiati in meno di un mese, pur restando ancora inferiori ai livelli precedenti alla guerra.
Il Qatar cerca un compromesso
Il rifiuto americano non ha interrotto la mediazione. Giovedì il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha incontrato a New York il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per discutere di un possibile accordo. Poco dopo, alti funzionari qatarini hanno aggiornato Witkoff. Secondo una fonte informata sui colloqui citata da Axios, i mediatori hanno discusso la proposta iraniana con entrambe le parti e sottoposto loro un testo di compromesso. Nel fine settimana hanno raccolto le osservazioni delle delegazioni e già lunedì potrebbero incontrare separatamente Araghchi e Witkoff.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato domenica alla NBC che Teheran cerca ancora una soluzione diplomatica e che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti non influiscono sulle sue decisioni. “Ci interessano soltanto i nostri interessi nazionali. Siamo pronti a negoziare”, ha detto. L’Iran attende una risposta ufficiale attraverso i mediatori, ha aggiunto, ma è “pienamente preparato” a un’eventuale ripresa della guerra. Nello stesso programma, Waltz ha definito la proposta iraniana “un tentativo piuttosto cinico” e ha affermato che, questa volta, Trump “non si fida molto” di Teheran.
