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In Maine gli spot per il Senato costano ormai 167 dollari per elettore
Un cartello elettorale a sostegno della senatrice repubblicana Susan Collins a Scarborough, in Maine, il 26 settembre 2026. Credito: Artaxerxes / Wikimedia Commons — CC BY 4.0, foto ritagliata.
Elezioni 25 min di lettura

In Maine gli spot per il Senato costano ormai 167 dollari per elettore

La spesa elettorale per elettore è più alta negli Stati meno popolosi, con Maine e Alaska in testa. L’Ohio ospita invece la competizione più costosa in termini di spesa totale. In Texas, i gruppi repubblicani hanno speso 131 milioni di dollari in appena 17 giorni per sostenere Paxton.

Secondo un’analisi di Axios, la spesa pubblicitaria di democratici e repubblicani per la corsa al Senato in Maine equivale ormai a 167 dollari per ogni abitante maggiorenne dello Stato: abbastanza da finanziare un buono di pari importo per acquistare gasolio da riscaldamento. Il calcolo si basa sui dati di AdImpact, società che monitora la pubblicità elettorale. Il conteggio comprende gli spot video trasmessi dalla televisione generalista e via cavo e diffusi sui social media, oltre alle stime della spesa sulle piattaforme di streaming.

Al Senato ogni membro dispone di un voto, ma il peso politico delle singole sfide e il costo delle campagne variano molto. In Maine, dove la candidata repubblicana Susan Collins cerca la rielezione in una difficile corsa contro il democratico Troy Jackson, la pubblicità elettorale assorbe somme particolarmente elevate rispetto alla popolazione.

Come nel 2024, anche nel 2026 gli Stati meno popolosi registrano la spesa pubblicitaria più alta in rapporto al numero di abitanti in età di voto. Dopo il Maine viene infatti l’Alaska, dove sono previsti 76 milioni di dollari in spot, sufficienti a occupare gran parte degli spazi pubblicitari disponibili. L’Ohio è quinto in questa classifica, ma per il secondo ciclo elettorale consecutivo si avvia a ospitare la corsa al Senato in assoluto più costosa del Paese.

La sfida per il ritorno al Senato del democratico Sherrod Brown sta infatti già assorbendo più denaro di quella del 2024, quando lo stesso Brown perse il seggio contro il repubblicano Bernie Moreno. Anche in New Hampshire entrambi i partiti stanno investendo molto in pubblicità. Il candidato democratico Chris Pappas avverte da tempo che la sua corsa è più combattuta di quanto possa sembrare.

Spot per il Senato
Al Senato ogni seggio vale un voto, ma conquistarlo non costa ovunque lo stesso
Democratici e repubblicani hanno già speso o prenotato centinaia di milioni di dollari in spot per le elezioni del 3 novembre. In termini assoluti domina l'Ohio, ma in rapporto alla popolazione il conto più alto tocca agli Stati meno popolosi.
167dollari
È quanto democratici e repubblicani spendono in spot per ogni adulto del Maine: la cifra più alta del Paese in rapporto alla popolazione.
Dai repubblicani 96,99 $ Dai democratici 69,52 $
Con la stessa cifra, calcola Axios, ogni adulto del Maine potrebbe ricevere un buono da 167 dollari per il gasolio da riscaldamento.
In termini assoluti la corsa più costosa è quella dell'Ohio, con 407 milioni di dollari
Se si divide la spesa per il numero degli adulti, in testa passano il Maine e l'Alaska
Spot trasmessi o prenotati fino al 3 novembre nelle undici corse al Senato che compaiono nelle classifiche di Axios. L'area di ogni cerchio è proporzionale alla spesa nello Stato, il colore indica il partito che spende di più. Tocca un cerchio o una riga per vedere i candidati.
Chi spende di più: repubblicani democratici
Spesa di: repubblicani democratici indipendenti e altri
Maine167 $ per adulto, 195 mln in totale
Alaska135 $ per adulto, 76 mln in totale
Iowa67 $ per adulto, 169 mln in totale
New Hampshire58 $ per adulto, 68 mln in totale
Ohio43 $ per adulto, 407 mln in totale
Nebraska25 $ per adulto, 39 mln in totale
Michigan22 $ per adulto, 181 mln in totale
North Carolina16 $ per adulto, 143 mln in totale
Georgia15 $ per adulto, 135 mln in totale
Kansas14 $ per adulto, 32 mln in totale
Texas12 $ per adulto, 281 mln in totale
Il Kansas non compare tra le dieci corse più costose in termini assoluti e il Texas non compare tra le dieci più costose per adulto: in questi due casi il dato è una stima.
I repubblicani spendono più dei democratici in cinque dei sette Stati più costosi
Milioni di dollari in spot già trasmessi o prenotati, per partito. La parte a tinta piena misura quanto un partito spende più dell'altro.
Texasrepubblicani 196 mln, democratici 85 mln
Ohiorepubblicani 239 mln, democratici 168 mln
Mainerepubblicani 114 mln, democratici 81 mln
Michiganrepubblicani 105 mln, democratici 76 mln
Iowarepubblicani 92 mln, democratici 75 mln
North Carolinarepubblicani 68 mln, democratici 75 mln
Georgiarepubblicani 50 mln, democratici 86 mln
Nei sette Stati i repubblicani hanno impegnato in tutto circa 860 milioni di dollari, i democratici circa 650 milioni. Il divario più ampio è in Texas e in Ohio.
In Texas la previsione dei repubblicani si è avverata, in North Carolina no
I dirigenti del partito avevano avvertito che il Texas sarebbe costato caro se Ken Paxton avesse vinto le primarie, e avevano previsto una spesa record in North Carolina.
Texas
Per sostenere Paxton sono arrivati 131 milioni in 17 giorni
Texas PAC, legato al Senate Leadership Fund131 mln
Super PAC di Donald Trumpquasi 24 mln
Texas PAC ha speso in media più di 7,7 milioni al giorno. Le cifre vengono dai rapporti alla Commissione elettorale federale e comprendono anche spese diverse dagli spot: non sono confrontabili con i grafici qui sopra.
North Carolina
La corsa che doveva costare un miliardo dovrebbe fermarsi sotto i 200 milioni
Spot già trasmessi o prenotati143 mln
200 milioni1 miliardo previsto
Il miliardo era la stima fatta nel febbraio 2025 da Tim Scott, che guida il comitato elettorale dei senatori repubblicani. Oggi i super PAC del partito lasciano la corsa per spostare i fondi verso Stati più conservatori.
Fonte AdImpact via Axios, 8 ottobre 2026; Census Bureau, popolazione con almeno 18 anni al 1° luglio 2025; Commissione elettorale federale via Axios e Texas Tribune, 1° ottobre 2026.
Nota La spesa comprende gli spot video per il voto di novembre, primarie escluse, trasmessi o prenotati dal 1° gennaio al 3 novembre 2026 su tv generalista, tv via cavo e social media, più le stime per lo streaming. Axios pubblica le cifre esatte solo per le barre più grandi dei suoi grafici: i valori arrotondati e quelli preceduti da «circa» sono ricavati da FocusAmerica dai grafici, dai totali e dalla popolazione adulta.

La situazione in Texas e North Carolina

Il controllo della Camera e del Senato dovrebbe dipendere da una manciata di sfide in tutto il Paese. Per tutto l’anno i repubblicani avevano avvertito che la corsa in Texas sarebbe diventata molto costosa se il procuratore generale Ken Paxton avesse vinto le primarie. La previsione si è avverata: Texas PAC, un super PAC legato al Senate Leadership Fund, ha speso 131 milioni di dollari in appena 17 giorni per sostenere Paxton. Secondo i dati riportati dal Texas Tribune il 1° ottobre, il super PAC di Trump ha inoltre contribuito con quasi 24 milioni di dollari. Altre decine di milioni potrebbero arrivare prima del voto.

Per la corsa al Senato in North Carolina, il senatore Tim Scott, presidente del National Republican Senatorial Committee, il Comitato che sostiene i candidati repubblicani al Senato, aveva inizialmente previsto una spesa di un miliardo di dollari. Il totale sembra invece destinato a restare sotto i 200 milioni: i super PAC repubblicani stanno infatti abbandonando la sfida per dirottare i fondi verso Stati tradizionalmente più conservatori, dove anche la vittoria repubblicana è ora incerta.

Nel complesso, i repubblicani continuano comunque a spendere molto più dei democratici. Soprattutto in Texas e in Ohio, questo vantaggio permette loro di raggiungere con gli spot un pubblico più ampio rispetto agli avversari, anche se il denaro non viene sempre utilizzato in modo efficiente.

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