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In Maine Susan Collins cerca di non farsi trascinare giù da Trump
AFGE, 2020, Flickr, CC BY 2.0
Elezioni 50 min di lettura

In Maine Susan Collins cerca di non farsi trascinare giù da Trump

La senatrice repubblicana, in cerca del sesto mandato, è in leggero vantaggio su Troy Jackson, ma solo il 32 per cento degli elettori del Maine approva il lavoro del presidente.

Per anni Susan Collins ha vinto in Maine prendendo molti più voti di Donald Trump, anche in uno Stato sempre più democratico. Quest'anno la senatrice repubblicana, che cerca il sesto mandato, rischia di non riuscirci più: la sua campagna contro il democratico Troy Jackson è appesantita dall'impopolarità del presidente, che secondo un sondaggio del New York Times e del Portland Press Herald pubblicato a settembre ha l'approvazione di appena il 32 per cento degli elettori del Maine. Lo stesso sondaggio vedeva Collins in leggero vantaggio. Martedì sera i due candidati si sono affrontati nel loro primo dibattito televisivo.

Collins è riuscita a lungo a staccarsi dal resto del suo partito grazie a due cose: qualche scelta di rottura con la linea repubblicana e l'uso della sua anzianità al Senato per portare in Maine milioni di dollari destinati a opere pubbliche locali. Oggi però, secondo un reportage del Washington Post, Trump è ovunque nella corsa e gli elettori ne parlano più di quanto parlino dei due candidati. Gli spot democratici accusano Collins di fare "whatever Donald Trump wants" (qualunque cosa voglia il presidente) e Jackson ha detto che Trump "possiede" la senatrice.

Collins ha respinto questi attacchi e ha dichiarato al Washington Post di aver "fatto più di qualsiasi altro membro della delegazione del Maine" per fermare le azioni "dannose" del presidente, i cui numeri nello Stato ha definito "terribili". Secondo lei un approccio più misurato funziona meglio: "Non serve assolutamente a nulla, ed è inefficace, fare un discorso infuocato per aumentare i propri follower sui social e farsi invitare in un podcast popolare. Magari ti fa sentire meglio, ma non cambia il risultato".

Collins ha 73 anni e sostiene che mandarla a casa per colpa di Trump sarebbe una scelta miope. Il suo ragionamento è che il suo peso da senatrice repubblicana di lungo corso le permette di fare più di chiunque altro in Maine per contrastare un'amministrazione che resterà al potere solo altri due anni. "Non sono certo la repubblicana o la senatrice preferita del presidente, ma riesco a lavorare con i membri della sua squadra in un modo che il resto della delegazione non può", ha detto. Collins presiede la commissione Bilanci del Senato, quella che decide come distribuire la spesa federale.

Senato · Maine
Collins prende 17 punti più di Trump. Stavolta potrebbero non bastare
Nel 2020 la senatrice repubblicana del Maine fu rieletta con il 51% dei voti, sette punti più di Donald Trump nello stesso Stato. Oggi solo il 32% degli elettori approva il presidente: per arrivare al 50% a Susan Collins servono 18 punti in più, e il sondaggio New York Times/Siena la ferma al 49%.
Il vantaggio di Collins sul consenso di Trump in Maine
2020 · voti reali
+7
2026 · sondaggio
+17
punti rispetto ai voti di Trump: bastarono per la rielezione
punti rispetto al gradimento di Trump: ne servono 18
Nel 2020, in Maine, Trump ottenne il 44% dei voti e Collins il 51%. Nel 2026 il 32% degli elettori approva Trump e il 49% voterebbe Collins: le manca un punto per arrivare al 50%.
2020: voti in Maine per Trump (presidenziali) e Collins (Senato). 2026: elettori che approvano Trump e intenzioni di voto per Collins nello stesso sondaggio.
Sedici sondaggi, da agosto a oggi
Jackson è avanti in 10 sondaggi su 16, ma nessun vantaggio è abbastanza largo da essere certo
Intenzioni di voto per il democratico Troy Jackson e la repubblicana Susan Collins nei sondaggi pubblici condotti dopo la candidatura di Jackson, dal più recente. Tocca una riga per leggere date e campione.
Jackson è avanti in 10 sondaggi, Collins in 3, mentre in altri 3 i candidati sono alla pari. Il modello di FocusAmerica stima Jackson al 49,7% e Collins al 48,3%: Jackson vince in 62 simulazioni su 100.
Il punto
Il sondaggio New York Times/Siena è uno dei tre che danno avanti Collins; in altri tre i candidati sono alla pari. In tutti e sedici, però, i margini d’errore dei due candidati si sovrappongono: nessuno dei due ha un vantaggio statisticamente certo.
Dentro il sondaggio New York Times/Siena
Il 55% degli elettori vuole un Senato democratico, ma Jackson si ferma al 46%
Sondaggio su 619 probabili elettori del Maine, condotto dal 15 al 22 settembre 2026.
Il 55% vuole che il Senato sia controllato dai democratici e il 43% dai repubblicani, ma nel voto Collins è al 49% e Jackson al 46%. Il 12% di chi votò Harris nel 2024 sceglie Collins; il 3% di chi votò Trump sceglie Jackson.
Chi cambia campo rispetto alle presidenziali del 2024
In proporzione, il passaggio verso Collins è quattro volte più grande di quello verso Jackson. Secondo un altro sondaggio, CBS News/YouGov, la senatrice conquista circa un elettore su cinque tra quelli che disapprovano Trump.
Chi farebbe meglio, secondo gli elettori
Quota di intervistati che indica Jackson o Collins per ciascun tema. La barra misura il distacco in punti.
Il punto
Collins è nettamente avanti quando si parla del suo lavoro da senatrice: portare fondi in Maine e ottenere risultati al Senato. Su costo della vita e sanità, invece, i due candidati sono alla pari o prevale Jackson.
Il voto disgiunto del 2020
Nel 2020 Trump vinse in 8 contee su 16. Collins in 14
Margine di vittoria nelle 16 contee del Maine il 3 novembre 2020. Scegli la mappa e tocca una contea per confrontare i due risultati.
Il 3 novembre 2020 Trump perse il Maine di 9,1 punti contro Biden e vinse in 8 contee su 16. Lo stesso giorno Collins vinse di 8,6 punti contro Sara Gideon, prevalendo in 14 contee. Nella contea di Hancock Collins vinse di 5,6 punti mentre Trump perse di 12,4.
Margine di vittoria in punti percentuali. Caribou è la città natale di Collins, Allagash il paese di Jackson: entrambi si trovano nella contea di Aroostook.
Il punto
In tutte le 16 contee Collins fece meglio di Trump, con un margine più alto di 13–20 punti. Nella contea di Hancock, sulla costa, lei vinse di 6 punti mentre lui perse di 12: è lo stesso voto disgiunto che le serve quest’anno.
Fonte Sondaggio New York Times/Portland Press Herald/Siena (15–22 settembre 2026); sondaggi pubblici censiti da RealClearPolling e 270toWin, aggiornati all’8 ottobre; CBS News/YouGov; risultati ufficiali del 2020 (Segretario di Stato del Maine); modello previsionale di FocusAmerica (8 ottobre 2026). Confini delle contee: US Census Bureau.

I sondaggi indicano che in Maine saranno decisivi gli elettori che disapprovano Trump ma sono disposti a votare per Collins, un gruppo consistente. È lo stesso tipo di elettorato che l'ha già salvata in passato: nel 2020 Collins ha battuto la democratica Sara Gideon di nove punti, mentre Trump perdeva lo Stato con lo stesso margine. Nella contea di Hancock, sulla costa, Collins vinse di sei punti mentre il presidente perse di 12. Quest'anno però diversi elettori hanno detto al Washington Post che, pur stimando la senatrice, voteranno contro di lei per mandare un segnale contro Trump.

Jackson, che viene dalla stessa contea di Aroostook dove Collins è nata e cresciuta, nell'estremo nord dello Stato, ha rifiutato di essere intervistato. Il mese scorso però ha attaccato la senatrice proprio sul tema della sua influenza: "Non puoi dire da un lato 'sono la persona più potente, sono la presidente della commissione Bilanci, non sostituitemi, non saremo mai più così potenti', e poi su tutte queste cose avresti potuto fare qualcosa di significativo per fermarle e non l'hai fatto". Secondo Jackson, Collins pensa che "siamo tutti stupidi in questo Stato e in questo Paese".

Diverse scelte dell'amministrazione hanno colpito direttamente il Maine. L'economia dello Stato dipende dagli affari e dal turismo con il vicino Canada, messi a rischio dalla guerra commerciale del presidente. L'amministrazione ha intensificato in Maine le operazioni dell'ICE, l'agenzia federale che si occupa dell'immigrazione, e così i voti di Collins a favore dei finanziamenti all'agenzia sono diventati un tema centrale della campagna. Trump ha anche scavalcato il potere di spesa del Congresso, riprendendosi miliardi di dollari di fondi federali che la senatrice aveva approvato. Quando le si chiede di queste questioni, Collins cita spesso le conversazioni avute con i funzionari dell'amministrazione, come la telefonata di luglio al segretario della Sicurezza interna Markwayne Mullin dopo che un agente dell'ICE aveva ucciso un colombiano di 25 anni a Biddeford, in Maine.

I repubblicani sono convinti che, se qualcuno può sopravvivere a una reazione degli elettori contro un presidente impopolare alle midterm, quella è Collins. "Per quanto abbia avuto rapporti diversi con presidenti diversi nel corso degli anni, si può sempre contare sul fatto che la senatrice Collins pensi con la sua testa", ha detto al Washington Post Jason Savage, ex direttore del Partito Repubblicano del Maine. La senatrice punta molto sul lavoro svolto per i singoli cittadini, le associazioni e le aziende locali. Uno dei suoi spot la mostra seduta su un mucchio di patate, la coltura più famosa della contea di Aroostook. "Ci sono i cavalli da tiro e i cavalli da esibizione, e io sono un cavallo da tiro che porta a casa i risultati", ha detto sabato ad Augusta, durante una commemorazione dei vigili del fuoco caduti in servizio.

Collins ha ammesso che questa campagna è "di gran lunga più feroce" delle precedenti. La sua casa è stata bersagliata con le uova e le porte di uno dei suoi uffici sono state imbrattate con un insulto che la associa a Trump. Gli spot sostenuti dai democratici hanno cercato di intaccare la sua immagine di politica interessata solo al bene del Maine, rilanciando un'inchiesta di ProPublica su un'indagine dell'FBI, la polizia federale, ormai chiusa. L'indagine, rimasta in fase preliminare, riguardava l'accusa secondo cui un'azienda della difesa avrebbe fatto contributi politici nascosti a favore di Collins in cambio di aiuto per ottenere appalti federali. Al centro c'è l'ex capo di Navatek, un'azienda della difesa con sede alle Hawaii, che ha raccontato agli investigatori di aver parlato di un grosso contributo con il responsabile di un super PAC, cioè uno dei comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate per sostenere un candidato, schierato con Collins nella campagna del 2020. La senatrice respinge le accuse.

I democratici ricordano spesso che Collins ha votato con il presidente nel 95 per cento dei casi, secondo il conteggio di CQ Roll Call, una testata specializzata sul Congresso. Nel secondo mandato di Trump però la senatrice si è smarcata più volte. Dopo aver sostenuto inizialmente la guerra in Iran, si è unita ai democratici per limitare i poteri militari del presidente nel conflitto. Ha votato contro la nomina di Pete Hegseth a segretario della Difesa e contro quella di Todd Blanche a procuratore generale. Nel 2025 aveva votato a favore della mozione procedurale per portare in aula la controversa legge di Trump su tasse e spesa, ma al voto finale si è schierata contro.

Queste prese di distanza non sono passate inosservate né a Trump né alla base repubblicana e mostrano il dilemma di Collins: tenere insieme gli elettori del presidente e allo stesso tempo continuare a conquistare indipendenti e democratici. Ad agosto la senatrice non ha partecipato all'evento organizzato dal vicepresidente JD Vance a Brewer, in Maine. Al Washington Post ha detto di dubitare che Trump la chiamerà per organizzare un comizio nello Stato, un'ipotesi che il presidente aveva lasciato aperta lunedì. Il nostro modello considera il Maine una delle sfide da cui può dipendere il controllo del Senato.

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