Milo Yiannopoulos, il provocatore britannico di estrema destra ed ex dirigente di Yeezy, è stato espulso verso il Regno Unito venerdì, il giorno dopo il suo arresto. Lo ha annunciato sabato il Dipartimento della Sicurezza interna (DHS), secondo cui gli agenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, lo avevano fermato giovedì all'aeroporto Louis Armstrong di New Orleans. Il comunicato lo definisce "un clandestino proveniente dal Regno Unito" che era entrato legalmente negli Stati Uniti il 14 maggio 2019 attraverso New York e aveva poi "scelto di abusare della nostra ospitalità in violazione delle leggi del nostro Paese". Un giudice dell'immigrazione aveva emesso un ordine definitivo di espulsione il 22 luglio, dopo che Yiannopoulos non si era presentato all'udienza. L'amministrazione Trump, prosegue il comunicato, "lavora con impegno per garantire che gli stranieri presenti illegalmente nel nostro Paese non possano più volare, se non fuori dal Paese per autoespellersi". Nessun suo rappresentante ha risposto alle richieste di commento.
Dall'alt-right allo stage con Greene
Nato in Inghilterra, Yiannopoulos, 41 anni, era diventato una figura di primo piano nella politica americana durante l'ascesa di Donald Trump nel 2016, quando lavorava come editorialista per Breitbart, il sito di Stephen K. Bannon. Leader del movimento alt-right, non è mai stato accettato come conservatore mainstream a causa dei frequenti commenti misogini, dei legami con suprematisti bianchi e antisemiti e di una serie di altre dichiarazioni controverse, tra cui quella secondo cui una relazione tra un tredicenne e un adulto potrebbe essere consensuale, che gli costò contratti editoriali e inviti a parlare. Negli ultimi anni era in gran parte scomparso dal dibattito a destra, nonostante il tentativo di reinventarsi come "ex gay" e un periodo da stagista non retribuito per l'allora deputata Marjorie Taylor Greene.
L'arresto è avvenuto mentre atterrava a New Orleans, dove venerdì sera Kanye West, oggi Ye, era atteso in concerto al Caesars Superdome. Yiannopoulos ha lavorato a più riprese per il rapper, anche come capo dello staff di Yeezy, e ha rivendicato di aver fatto invitare il suprematista bianco Nick Fuentes alla cena del 2022 tra Ye e Trump, un episodio che aveva provocato un'ondata di critiche al presidente, appena candidatosi per il 2024. In seguito aveva detto a NBC News di averlo fatto "solo per rendere la vita di Trump un inferno". Nel 2024 si è dimesso da Yeezy, motivando la scelta con l'annunciato ingresso del rapper nell'industria per adulti, ed è stato poi citato in giudizio, insieme a Ye, da otto dipendenti per un ambiente di lavoro ostile: accuse che ha respinto.
Il suo sostegno a Trump si è affievolito con il tempo e di recente ha criticato il presidente. A dicembre è stato ospite dello show di Tucker Carlson, che progettava anche di pubblicare un suo libro, e l'anno scorso è apparso nel podcast di Candace Owens, un'altra sostenitrice di Trump diventata critica, che è in lite con l'influente blogger MAGA Laura Loomer.
On August 27, ICE arrested Milo Yiannopoulos, an illegal alien from the United Kingdom, at the Louis Armstrong New Orleans International Airport (MSY) in Kenner, Louisiana. Yiannopoulos legally entered the country on May 14, 2019, through New York City, New York. He chose to… https://t.co/Hk6QBUmGDI pic.twitter.com/DbIhv8Z6PI
— Homeland Security (@DHSgov) August 28, 2026
La rivendicazione di Loomer
Proprio Loomer rivendica l'arresto. Ha raccontato al Washington Post di aver contattato ripetutamente dal 2024 l'ICE, il DHS e l'FBI a proposito di Yiannopoulos e di averlo denunciato all'FBI dopo che lui aveva pubblicato post minacciosi che invocavano violenza contro di lei. La detenzione, ha detto, è avvenuta "al 100%" perché lei ha richiamato l'attenzione sul suo status migratorio: "Chi altro ha segnalato che Milo era un clandestino?". Il DHS non ha commentato. Yiannopoulos, dal canto suo, aveva pubblicato quelli che sosteneva essere dettagli sulla storia clinica psichiatrica di Loomer, nel tentativo apparente di danneggiarne il rapporto con Trump.
Resta in sospeso il destino di Tarantula, la società di gestione di talenti e consulenza strategica che Yiannopoulos ha fondato nel 2023 per rappresentare clienti scomodi: i primi due furono Azealia Banks e Ariel Pink e con la rapper il rapporto si chiuse in una lite pubblica feroce. In rete è intanto riemerso un suo vecchio post in cui scherzava cupamente su un raid dell'ICE, un'agenzia di cui aveva lodato i metodi. La carriera americana di un uomo che ha fatto della provocazione un mestiere si chiude così per mano della macchina delle espulsioni che aveva applaudito e su segnalazione di una nemica che si era fatto con la stessa tecnica.
