Il prezzo medio del gasolio negli Stati Uniti ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone. Venerdì AAA, il principale automobile club americano, lo ha rilevato a quota 6,06 dollari al gallone, pari a circa 1,40 euro al litro al controvalore attuale, contro i 3,70 dollari di un anno fa. È un nuovo massimo storico. Il precedente record di 5,82 dollari, risaliva al giugno 2022, dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, il prezzo del gasolio è aumentato di circa il 60%, più di quello della benzina, che si aggira intorno ai 4,30 dollari al gallone, ovvero circa 1 euro al litro.
A spingere i prezzi è soprattutto la chiusura dello Stretto di Hormuz, da cui prima della guerra transitava circa un quinto del petrolio mondiale e che Teheran ha bloccato dopo l'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele. Il Brent è di recente tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre le scorte statunitensi di distillati, la categoria che comprende anche il gasolio, stanno scendendo sotto i 100 milioni di barili, un livello così basso che non si registrava dal 2003.
Le previsioni dell'EIA e l'impatto sull'economia
Nel quadro previsionale di settembre, l'Energy Information Administration (EIA), l'agenzia statistica del Dipartimento dell'Energia, stima un prezzo medio del gasolio di 5,55 dollari al gallone nell'ultimo trimestre del 2026 e di 4,40 dollari nel 2027, 33 centesimi più elevato rispetto alla precedente previsione di 4,07 dollari. Prima della guerra, l'EIA si attendeva per il 2027 una media di 3,47 dollari.
La discesa dei prezzi prevista per il prossimo anno dipende, inoltre, integralmente dall'ipotesi che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz torni gradualmente alla normalità e che le raffinerie asiatiche possano riprendere a produrre distillati.
Il gasolio è essenziale per la logistica e il suo rincaro finisce quindi per riflettersi sul costo di quasi tutti gli altri beni. Alla catena di supermercati Kroger, che sta cercando di contenere i prezzi, l'amministratore delegato Greg Foran ha detto di attendersi un aumento delle pressioni sui costi. Il direttore finanziario di Smithfield Foods, Mark Hall, ha detto che gli effetti si stanno già facendo sentire nella seconda metà dell'anno. Jeffrey Ettinger, amministratore delegato ad interim di Hormel Foods, ha indicato la guerra con l'Iran e il balzo del gasolio tra le difficoltà che l'azienda deve affrontare.
Gli effetti non riguardano soltanto il settore alimentare. Mark Erceg, direttore finanziario di Newell Brands, proprietaria di marchi come Rubbermaid, Sharpie e Coleman, ha indicato due fonti di rincari molto superiori alle attese iniziali dell'azienda: le resine plastiche, il cui costo è legato a quello del petrolio, e il trasporto su gomma.
California verso gli 8 dollari in media, scorte ai minimi
In 47 Stati su 50 il prezzo medio del gasolio è aumentato di oltre 2 dollari al gallone nell'ultimo anno, secondo Patrick De Haan, analista di GasBuddy. In California AAA rilevava ieri una media di 7,98 dollari al gallone, il massimo storico per lo Stato: la California è quindi a un passo dal diventare il primo Stato americano con un prezzo medio del gasolio superiore agli 8 dollari al gallone, pari a oltre 1,82 euro al litro al controvalore attuale. Molti distributori hanno già superato i 9 dollari al gallone, secondo GasBuddy.
Secondo i calcoli riportati da Axios, il maggior costo del carburante pesa sull'economia statunitense per circa 300 milioni di dollari in più di costi ogni 24 ore. Ma con le scorte resteranno al di sotto del minimo degli ultimi cinque anni per buona parte del 2027, la fase più delicata ora è prevista tra l'autunno e l'inverno, quando la prevista manutenzione delle raffinerie ridurrà ulteriormente la produzione proprio mentre continuerà ad aumentare la domanda, sia nel settore agricolo sia per il riscaldamento invernale.
