L’azienda suinicola della famiglia del governatore del Nebraska Jim Pillen ha impiegato per oltre un decennio lavoratori migranti, compresi molti privi di documenti, anche mentre il governatore costruiva la propria campagna per la rielezione sull’adesione alla stretta anti immigrazione del presidente Donald Trump. Lo rivela un’inchiesta congiunta del New York Times e della Flatwater Free Press, basata sull’esame di atti giudiziari statali e federali e su interviste a più di 40 tra dipendenti ed ex dipendenti, procuratori, avvocati e attivisti.
Pochi giorni dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, Pillen aveva ordinato alla Nebraska State Patrol di collaborare con l’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, e successivamente aveva messo a disposizione dell’agenzia un ex carcere statale per ospitare centinaia di migranti detenuti. Il governatore ha inoltre ripreso la retorica di Trump sui “criminali stranieri illegali” che avrebbero “invaso il nostro Paese”.
Secondo l’inchiesta, almeno 20 allevamenti di Pillen Family Farms hanno impiegato immigrati irregolari. Gli atti giudiziari mostrano inoltre che tra il 2015 e il 2024 12 dipendenti dell’azienda sono stati incriminati per aver utilizzato identità false o rubate per ottenere un lavoro: 9 sono stati condannati e 3 non si sono presentati in tribunale. Pillen Family Farms non è stata accusata di alcun illecito in quei procedimenti. La famiglia detiene inoltre una quota di minoranza in Wholestone Prestage, cooperativa di lavorazione della carne suina di Fremont, dove dal 2019 almeno 56 lavoratori sono stati incriminati per l’uso di documenti falsi.
“Jim Pillen non ha mai assunto consapevolmente un immigrato illegale e ha fatto più di quanto la legge richieda per verificare lo status dei suoi dipendenti”, ha dichiarato la portavoce del governatore Laura Strimple. Sarah Pillen, che insieme al fratello dirige il gruppo da quando il padre è entrato in politica, ha affermato che l’azienda rispetta tutte le norme sul lavoro, verifica i documenti richiesti e aderisce volontariamente al sistema federale E-Verify. I registri mostrano che l’adesione a E-Verify risale allo stesso giorno del 2022 in cui Pillen annunciò la propria candidatura a governatore. Negli anni precedenti l’azienda aveva inoltre aumentato il ricorso a lavoratori messicani con visti per personale qualificato.
I grandi allevamenti suinicoli del Nebraska si affidano da decenni alla manodopera immigrata, regolare e irregolare, anche per la difficoltà a coprire i turni, ha spiegato John Hansen, presidente della Nebraska Farmers Union. Nathan Dallon, avvocato di Omaha che ha difeso centinaia di lavoratori irregolari accusati di reati come il furto d’identità, sostiene che una parte dell’agricoltura dello Stato funzioni sul presupposto della disponibilità di manodopera non autorizzata e che in alcune aziende gli uffici del personale abbiano incentivi ad assumere persone che utilizzano documenti falsi.
Carl Hart, procuratore della contea di Platte fino al 2022, ha perseguito numerosi casi di frode d’identità, 5 dei quali riguardavano proprio dipendenti dell’azienda di Pillen. Gli imprenditori, tuttavia, diventano raramente il bersaglio di queste indagini, rendendo difficile stabilire se fossero a conoscenza dell’irregolarità dei lavoratori.
L’ICE non ha trovato alcuna registrazione di audit o ispezioni negli allevamenti Pillen negli ultimi 15 anni. Dall’inizio del secondo mandato di Trump l’agenzia ha arrestato più di 3.000 migranti in Nebraska, a un ritmo oltre tre volte superiore a quello registrato durante l’Amministrazione Biden. I raid nei luoghi di lavoro, però, sono rimasti relativamente pochi. Al Juhnke, già direttore esecutivo dell’associazione dei produttori suinicoli dello Stato, osserva che raid quotidiani nelle aziende agricole del Midwest creerebbero inevitabilmente problemi politici, perché molte di queste imprese si trovano nel cuore delle aree repubblicane.
Pillen ha visitato la Casa Bianca 11 volte dall’anno scorso e ha ottenuto l’appoggio di Trump, ma ora affronta una corsa per la rielezione competitiva. L’immigrazione resta un tema divisivo anche in uno Stato fortemente repubblicano: meno di un terzo degli abitanti del Nebraska sostiene la stretta del governo federale, secondo una rilevazione nazionale citata dall’inchiesta. Il tema era rimasto finora ai margini della campagna, ma dopo la pubblicazione del reportage gli sfidanti di Pillen hanno attaccato il governatore proprio sulla distanza tra la sua linea politica e le pratiche emerse nell’azienda di famiglia.
