Il Dipartimento di Giustizia indaga su E. Jean Carroll, l'accusatrice di Trump
Sotto inchiesta per falsa testimonianza la scrittrice che ha vinto due cause civili contro il presidente per abusi sessuali e diffamazione, per un totale di oltre 88 milioni di dollari.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un'indagine penale su E. Jean Carroll, la scrittrice di 82 anni che ha accusato Donald Trump di violenza sessuale ottenendo decine di milioni di dollari di risarcimenti. Lo hanno riferito al New York Times due persone con conoscenza diretta della vicenda, che hanno parlato in forma anonima perché l'inchiesta è ancora in corso.
Gli investigatori vogliono stabilire se Carroll abbia mentito durante le cause civili contro Trump. Il punto contestato riguarda, in particolare, una deposizione del 2022, nella quale la scrittrice avrebbe affermato che nessuno stava pagando le sue spese legali. In seguito però è emerso che parte di quei costi era stata coperta dal miliardario Reid Hoffman. Carroll ha già ottenuto due risarcimenti: 5 milioni di dollari dopo che una giuria ha riconosciuto Trump responsabile di aggressione sessuale e diffamazione, e altri 83,3 milioni in un secondo processo per diffamazione. A novembre il presidente ha chiesto alla Corte Suprema di ribaltare la prima sentenza.
Da accusatrice a indagata: il caso di E. Jean Carroll
La scrittrice che ha vinto due cause contro Donald Trump, ottenendo decine di milioni di risarcimento, è ora oggetto di un'indagine penale del Dipartimento di Giustizia dell'Amministrazione Trump.
Due sentenze, entrambe confermate in appello
Prima dell'indagine penale, due processi civili a New York avevano dato ragione a Carroll, riconoscendo Trump responsabile di aggressione sessuale e diffamazione.
Per ora Trump non ha versato alcun risarcimento: a novembre ha chiesto alla Corte Suprema di ribaltare la prima sentenza e intende appellarsi anche per la seconda.
Una sola frase, detta sotto giuramento nel 2022
Chi guida e chi si è tirato indietro
L'indagine è stata disposta da un procuratore federale nominato dallo stesso Trump. Tocca per i dettagli su ciascun protagonista.
Ha disposto la nuova inchiesta. Nominato dallo stesso Trump. Ha sede a Chicago: forse perché nella stessa città opera una non profit legata a Reid Hoffman, il finanziatore della causa di Carroll.
Si è ricusato: in passato ha difeso Trump come avvocato. La supervisione dell'indagine resta affidata ad altri procuratori del dipartimento.
Ha accusato Trump di violenza sessuale e ha vinto due cause civili. Ora gli investigatori verificano se abbia mentito durante quei procedimenti.
L'ultimo nome di una lista più lunga
Per il New York Times, l'indagine su Carroll è l'ultimo capitolo di una campagna di ritorsioni condotta tramite il DOJ contro avversari e critici di Trump.
La pressione si è intensificata a settembre, quando Trump ha chiesto pubblicamente di incriminare diversi rivali. Comey e James furono incriminati in poche settimane, ma entrambi i casi sono stati archiviati da un giudice.
A disporre la nuova inchiesta è stato Andrew Boutros, procuratore federale per il distretto settentrionale dell'Illinois, nominato dallo stesso Trump. Todd Blanche, attuale Procuratore Generale facente funzione, si sarebbe ricusato perché in passato ha difeso Trump come avvocato, ma la supervisione dell'indagine resta affidata ad altri procuratori del dipartimento.
L'accusa parte di una campagna di ritorsioni
Secondo il New York Times, l'indagine su Carroll è l'ultimo capitolo di una campagna di ritorsioni che Trump sta conducendo attraverso il Dipartimento di Giustizia contro suoi avversari politici, critici e figure coinvolte nei procedimenti giudiziari a suo carico. Tra le persone finite sotto inchiesta ci sono anche l'ex direttore dell'FBI James Comey e la Procuratrice Generale di New York Letitia James.
La pressione si è intensificata a settembre, quando Trump ha chiesto pubblicamente all'allora Procuratrice Generale Pam Bondi di incriminare diversi suoi rivali. Nel giro di poche settimane, un procuratore appena nominato in Virginia aveva incriminato Comey e James. Entrambi i casi sono però stati archiviati da un giudice.
Resta al momento poco chiaro perché l'inchiesta su Carroll sia stata affidata a Boutros, che ha sede a Chicago, forse perché nella stessa città opera un'organizzazione non profit legata a Reid Hoffman, il cofondatore di LinkedIn e critico di Trump che aveva finanziato in parte la causa. All'epoca i legali del presidente avevano sostenuto che Carroll avesse nascosto quel sostegno economico, mettendone in dubbio la credibilità. I legali della scrittrice avevano replicato che il finanziamento non aveva alcuna rilevanza rispetto alle sue richieste.
I due verdetti contro Trump
Nel maggio 2023 una giuria federale di New York ha ritenuto Trump responsabile di aver aggredito sessualmente Carroll in un camerino del grande magazzino Bergdorf Goodman, a metà degli anni Novanta. La stessa giuria ha stabilito che il presidente l'aveva poi diffamata definendo il suo racconto una bufala e una menzogna. Il risarcimento da 5 milioni di dollari è stato confermato in appello nel dicembre 2024, quando un collegio di tre giudici del secondo circuito ha respinto all'unanimità la richiesta di un nuovo processo.
Il secondo risarcimento, da 83,3 milioni di dollari, è arrivato nel gennaio 2024 dopo un secondo processo a Manhattan. La somma comprendeva 65 milioni di dollari di danni punitivi, dopo che la giuria aveva accertato che Trump aveva agito con malizia. Anche questa sentenza è stata confermata all'unanimità in appello. I giudici hanno osservato che il presidente non aveva mai smesso di attaccare pubblicamente Carroll, esponendola a molestie e minacce di morte. Per ora Trump non ha versato alcun risarcimento, perché intende fare appello alla Corte Suprema.