I democratici spenderanno 11 milioni di dollari in spot elettorali in 35 collegi della Camera, compresi alcuni vinti con largo margine dal presidente Donald Trump nel 2024. Lo ha annunciato il Democratic Congressional Campaign Committee (DCCC), il comitato del partito che si occupa delle campagne per la Camera dei rappresentanti, in un comunicato anticipato a Semafor.
Tra i collegi interessati ci sono anche quelli ridisegnati dai repubblicani in Florida, North Carolina, Ohio e Texas. Negli Stati Uniti i confini dei collegi della Camera vengono tracciati in gran parte dai parlamenti statali: il partito che controlla lo Stato può disegnarli in modo da favorire i propri candidati. Portare gli spot in questi territori significa che i democratici pensano di poter competere anche dove le nuove mappe dovevano metterli in difficoltà.
Gli spot andranno in onda anche in collegi tradizionalmente repubblicani come il sesto del Kentucky, l'undicesimo del North Carolina e il primo della Virginia. Il caso del North Carolina è particolare. Il deputato repubblicano uscente Chuck Edwards, coinvolto in uno scandalo, ha deciso di non ricandidarsi e alcuni strateghi hanno pensato che senza di lui il seggio fosse diventato più difficile da conquistare. I democratici considerano però forte il loro candidato, Jamie Ager.
"I democratici sono pronti a riprendersi la maggioranza alla Camera questo novembre", ha detto Brooke Butler, direttrice politica nazionale del DCCC, spiegando che la campagna serve a far arrivare agli elettori il messaggio dei candidati. I repubblicani contano sul vantaggio economico per resistere a un'elezione che si presenta difficile. Il partito ha più soldi in cassa, anche se i singoli candidati democratici stanno raccogliendo più fondi dei loro avversari. "I repubblicani hanno la superiorità aerea. I democratici alla Camera stanno cercando di rincorrere con le risorse molto limitate che hanno", ha detto Mike Marinella, portavoce del National Republican Congressional Committee, l'omologo repubblicano del DCCC.
L'investimento in collegi considerati sicuri per i repubblicani conferma la fiducia dei democratici in vista del voto del 3 novembre. Negli ultimi giorni anche tra i repubblicani è cresciuto il timore di perdere seggi che fino a pochi mesi fa sembravano al riparo.
