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Graham Platner si ritira definitivamente dalla corsa al Senato in Maine
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Graham Platner si ritira definitivamente dalla corsa al Senato in Maine

L’esponente democratico del Maine ha formalizzato il suo ritiro dopo le dichiarazioni di violenza da parte di una sua ex compagna, che respinge come “categoricamente false”. Il partito dovrà ora scegliere chi sfiderà la repubblicana Susan Collins.

Graham Platner ha abbandonato definitivamente la corsa al Senato nel Maine. Venerdì l’ex candidato democratico ha depositato i documenti necessari a ritirare il proprio nome dalla scheda elettorale, mettendo così fine a una campagna iniziata con grande slancio e travolta alla fine dalle polemiche.

A determinare il suo ritiro è stata l’accusa formulata da una sua ex compagna, Jenny Racicot, che ha raccontato a Politico e alla CNN di essere stata costretta da Platner, nel 2021, ad avere un rapporto sessuale contro la propria volontà. Il candidato ha definito la ricostruzione “categoricamente falsa”, ma nel giro di pochi giorni ha perso il sostegno di gran parte del partito.

Tra i primi a chiedergli di farsi da parte sono stati il senatore progressista Bernie Sanders, fino ad allora suo alleato, e il leader della minoranza democratica al Senato Chuck Schumer. Il comitato elettorale dei democratici al Senato aveva inoltre avvertito che, senza il suo ritiro, non avrebbe investito nella competizione in Maine.

Sulla campagna di Platner pesavano già altre controversie: un tatuaggio sul petto riconducibile alla simbologia nazista, che il candidato ha dichiarato di aver coperto dopo averne scoperto il significato, e alcuni vecchi post pubblicati su Reddit. Platner aveva annunciato mercoledì l’intenzione di ritirarsi con un video di 11 minuti diffuso sui social, senza però presentare subito la documentazione necessaria. Il deposito di venerdì ha fugato i timori dei democratici, che temevano un ripensamento dell’ultimo minuto.

Un seggio decisivo per il controllo del Senato

La posta in gioco è particolarmente alta. Il seggio del Maine è considerato cruciale per gli equilibri del Senato: ai democratici servono 4 seggi in più per conquistare la maggioranza e quello occupato da Susan Collins è l’unico, tra quelli in palio, detenuto da una senatrice repubblicana in uno Stato a tendenza democratica. Collins, in carica dal 1997, punta a ottenere un sesto mandato.

Nella lettera inviata al Segretario di Stato del Maine e pubblicata su X, Platner ha rivendicato il consenso ottenuto durante le primarie. “Il 9 giugno, 156.084 cittadini del Maine hanno votato per un nuovo tipo di politica: una politica che rappresenta la gente comune, non i miliardari, gli oligarchi o l’establishment”, ha scritto, ricordando la vittoria conquistata con circa il 72% dei voti. “Con questa lettera voglio portare avanti il movimento che abbiamo costruito insieme e il futuro in cui crediamo”, ha aggiunto, prima di concludere con tre slogan: “F*ck ICE. Palestina libera. Up the Hearts”.

La scelta del nuovo candidato divide il partito

Prima di uscire di scena, Platner ha cercato senza successo di influenzare il processo di selezione del suo successore. Nel video pubblicato mercoledì aveva chiesto che la decisione “non venga presa nelle stanze chiuse, ma affidata alla volontà del popolo”. Un concetto ribadito anche nella lettera: “Il mio nome era sulla scheda elettorale, ma quella casella appartiene al popolo del Maine”.

Il Partito Democratico statale ha deciso di convocare una convention per scegliere il nuovo candidato che dovrà sostituirlo. All’assemblea dovrebbero partecipare circa 600 delegati: 500 designati dalle organizzazioni di contea e 100 appartenenti al comitato statale. Diversi aspiranti hanno già manifestato il proprio interesse, ma il metodo di selezione divide il partito.

L’ala progressista teme infatti che, così facendo, la scelta venga controllata dagli apparati del partito, mentre alcuni moderati paventano il rischio opposto: un’influenza eccessiva degli attivisti più a sinistra che rappresentano la base elettorale più fedele. In base alla legge statale, i democratici del Maine avranno tempo fino al 27 luglio per indicare chi sfiderà Collins alle elezioni di novembre.

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