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Gaza, le nuove immagini di Google Earth mostrano la distruzione della Striscia
Foto di Mohammed Ibrahim / Unsplash
Politica estera 165 min di lettura

Gaza, le nuove immagini di Google Earth mostrano la distruzione della Striscia

Il confronto con le immagini precedenti rivela interi quartieri ridotti in macerie. Secondo le stime delle Nazioni Unite, oltre il 90% delle abitazioni è danneggiato o distrutto e più di 8.000 persone risultano ancora disperse sotto i detriti.

Le immagini aggiornate di Google Earth mostrano in tutta la sua brutalità l’estensione della distruzione nella Striscia di Gaza dopo la guerra scatenata da Israele in risposta agli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023. The Independent le ha confrontate con gli scatti precedenti di un’area vicina alla scuola Qadisiyah di Rafah e di Khan Yunis: luoghi che nelle immagini del 2022 e del 2021 appaiono ancora edificati sono oggi in gran parte ridotti in macerie.

Case, ospedali ed economia

Secondo le Nazioni Unite, circa l’82% degli edifici della Striscia e oltre il 90% delle abitazioni sono stati danneggiati o distrutti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che la stessa sorte sia toccata ad almeno il 94% degli ospedali. Molte famiglie vivono oggi in edifici pericolanti: il 16 settembre, il crollo di un palazzo in cui avevano trovato riparo alcune famiglie palestinesi ha ucciso almeno 21 persone, fra cui 8 bambini.

La distruzione ha travolto anche l’economia della Striscia. In un rapporto pubblicato il 24 settembre, l’UNCTAD descrive quella di Gaza come la più grave crisi economica mai registrata. Oltre il 90% della popolazione in età lavorativa è senza lavoro. Nel 2025 il Pil pro capite annuo era di 212 dollari, pari a circa 58 centesimi al giorno e al 17% del livello del 2022. È accessibile soltanto l’1,5% dei terreni coltivabili e l’attività agricola e industriale è diminuita del 94%.

Gaza, prima e dopo
Le immagini satellitari mostrano interi quartieri di Gaza ridotti in macerie
Le nuove immagini di Google Earth a confronto con quelle scattate prima della guerra in tre punti della Striscia. Secondo l'Onu l'82% degli edifici è danneggiato o distrutto, e per rimuovere le macerie servirebbero dai sette ai dieci anni.
Il centro di Rafah nel 2026, visto dal satellite
Il centro di Rafah nel 2022, visto dal satellite
2022 2026 Google Earth © Airbus
Trascina la linea bianca per confrontare le due immagini.
Rafah
All'estremo sud della Striscia, al confine con l'Egitto
Nel 2022 isolati fitti di case, orti e campi coltivati. Oggi quasi ogni edificio è ridotto in macerie: restano in piedi soltanto pochi complessi isolati.
Quasi tutti gli ospedali e le attività economiche sono stati danneggiati o distrutti
Quota di strutture colpite nella Striscia secondo le ultime stime delle agenzie dell'Onu: il 94% degli ospedali, il 92% delle attività economiche, l'82% degli edifici.
Danneggiate o distrutte Intatte Ogni sagoma vale il 2%
Più di metà degli edifici della Striscia è stata distrutta, e la distruzione è continuata anche dopo la tregua
Come sono cambiati gli edifici di Gaza tra una rilevazione satellitare dell'Onu (UNOSAT) e l'altra, da gennaio 2024 a giugno 2026: quelli intatti sono scesi dal 70% al 18%.
16 giugno 2026
Distrutti55%134.422 edifici
Danneggiati27%66.868 edifici
Intatti18%senza danni rilevati
Trascina sul grafico per scorrere le rilevazioni.
Quote calcolate da FocusAmerica sui conteggi e sulle percentuali di UNOSAT. Danneggiati: in modo grave, moderato o probabile. Da maggio 2024 l'Onu conta anche gli edifici «probabilmente danneggiati»: parte del salto tra febbraio e maggio 2024 dipende da questo cambio di metodo.
Sotto 61 milioni di tonnellate di macerie ci sono ancora circa 8.000 corpi
Le macerie prodotte dalla guerra, quelle rimosse finora e il confronto con tutte le altre guerre del mondo. L'area di ogni quadrato è proporzionale alle tonnellate.
Tutte le guerre del mondo negli ultimi 18 anni hanno prodotto circa un ventesimo delle macerie di Gaza, secondo l'UNDP.
Il Pil di Gaza vale 58 centesimi al giorno per abitante: per l'Onu è la crisi economica più grave mai registrata
0,58dollari
al giorno
Il Pil per abitante di Gaza nel 2025: 212 dollari in un anno, il 17% del livello del 2022.
Quanto resta rispetto al 202220222025
Fonte: UNOSAT, rilevazioni satellitari dal 7 gennaio 2024 al 16 giugno 2026; OMS, maggio 2025; UNCTAD, rapporto sull'economia palestinese del 24 settembre 2026; UNDP; Protezione civile palestinese; Croce Rossa e squadra forense di Gaza, citate da The Independent.
Immagini: Google Earth (Airbus, CNES). Mappa: dati © OpenStreetMap.

Le persone ancora sotto le macerie

Le Nazioni Unite stimano in circa 61 milioni di tonnellate i detriti prodotti dalla guerra. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, rimuoverne la maggior parte potrebbe richiedere 7 anni, ma solo con accesso alle aree interessate, macchinari, carburante e condizioni di lavoro stabili. La Protezione Civile palestinese stima, inoltre, che sotto le macerie vi siano ancora più di 8.000 dispersi.

Ma i mezzi per cercarli sono scarsi. La Croce Rossa aveva riferito all’Independent che in tutta la Striscia c’era un solo escavatore pienamente funzionante per questo lavoro. La squadra forense di Gaza ha spiegato al quotidiano che la mancanza di test del Dna impedisce di identificare molti corpi: almeno 1.129 resti recuperati erano ancora senza nome.

Il rischio di perdere le prove

Il governo israeliano continua intanto a impedire l’ingresso nella Striscia ai giornalisti stranieri, agli investigatori indipendenti e a diverse organizzazioni per i diritti umani. Il 15 settembre l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto che gli investigatori internazionali possano accedere a tutte le aree di Gaza per documentare le presunte violazioni e preservare le prove, mentre continuano a emergere resti umani.

Un’inchiesta di CBC News citata dall’Independent ha individuato immagini satellitari che sembrano mostrare la compattazione e la rimozione di macerie da parte israeliana in diversi punti di Gaza. Fra quei detriti potrebbero trovarsi resti umani e prove di crimini di guerra. L’organizzazione Euro-Med Monitor ha inoltre riferito al quotidiano il caso di tre fratelli che sarebbero stati uccisi da un cecchino israeliano mentre cercavano di raggiungere un ospedale: secondo l’organizzazione, i loro resti sarebbero stati poi rimossi dai bulldozer dell’esercito.

In un comunicato del 7 settembre, Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi occupati, ha avvertito che la rimozione, la frantumazione e lo spostamento delle macerie rischiano di cancellare prove di presunti crimini internazionali e di ostacolare il recupero e l’identificazione delle vittime. Israele nega di commettere crimini di guerra e definisce «antisemite» le accuse di genocidio.

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Daniele John Angrisani
Autore

Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

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