File Epstein, con Nancy Mace hanno perso la rielezione tre dei quattro repubblicani ribelli
La deputata è arrivata solo quinta alle primarie per il governatore della South Carolina. Prima di lei anche Marjorie Taylor Greene si è dimessa, mentre Thomas Massie ha perso le sue primarie contro un candidato voluto da Trump. Resiste solo Boebert.
La deputata repubblicana Nancy Mace è arrivata quinta alle primarie del suo partito per la carica di governatore della South Carolina. Con la sua sconfitta, tre dei quattro repubblicani della Camera che avevano forzato la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein sono ormai fuori, o quasi, dalla politica elettiva.
Mace aveva firmato, insieme ad altri tre colleghi, la petizione che ha obbligato la Camera a votare sulla pubblicazione dei documenti relativi al finanziere morto in carcere. Quella firma ha messo i quattro in rotta di collisione con il presidente Donald Trump, il cui nome compare più volte nei file e che si è opposto a lungo alla trasparenza promessa dalla sua stessa Amministrazione. Trump ha sempre negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ogni accusa di condotta sessuale impropria.
La fine dei quattro firmatari
Gli altri firmatari sono già usciti di scena, o sono vicini a farlo. Marjorie Taylor Greene, deputata della Georgia, si è dimessa dal Congresso all'inizio dell'anno dopo ripetuti scontri con Trump su Epstein e su altri dossier. Thomas Massie, deputato del Kentucky e tra i promotori della petizione, ha perso il mese scorso le primarie contro uno sfidante fortemente sostenuto dall'attuale presidente.
Resiste solo Lauren Boebert, deputata repubblicana del Colorado. Trump l'ha presa di mira, ma troppo tardi perché uno sfidante potesse candidarsi contro di lei. Boebert corre, dunque, senza avversari alle primarie ed è nettamente favorita per la rielezione a novembre in un distretto solidamente repubblicano.
La caduta dei tre è stata persino più rapida di quella dei repubblicani che votarono per l'impeachment di Trump dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Quei parlamentari erano 17, tra Camera e Senato. Dopo la sconfitta alle primarie del senatore della Louisiana Bill Cassidy il mese scorso, al massimo 3 resteranno ancora al Congresso il prossimo anno.
Ridurre tutto ai file Epstein, però, sarebbe semplicistico. Greene e Massie si erano scontrati con Trump anche su molti altri fronti e il comportamento spesso eccentrico di Mace potrebbe aver pesato sugli elettori almeno quanto la vicenda Epstein. La deputata ha raccolto appena il 12% ed è arrivata terza persino nella sua zona, la contea di Charleston.
Il prezzo di una firma: che fine hanno fatto i repubblicani che hanno votato per i file Epstein
4 deputati repubblicani hanno costretto la Camera a votare sulla pubblicazione dei documenti su Jeffrey Epstein, sfidando il presidente Donald Trump. Dopo la sconfitta di Nancy Mace alle primarie per il prossimo governatore della South Carolina, 3 di loro sono fuori — o quasi — dalla politica elettiva.
4 firme contro Trump, 3 carriere politiche finite o sospese
La petizione che ha obbligato la Camera a votare sulla pubblicazione dei file ha messo i firmatari in rotta di collisione con il presidente, il cui nome compare più volte nei documenti. Tocca ogni scheda per i dettagli.
Si è dimessa dal Congresso a gennaio 2026, dopo ripetuti scontri con Trump sui file Epstein e su molti altri dossier. Era stata per anni uno dei volti più riconoscibili del movimento MAGA.
Tra i promotori della petizione, ha perso a maggio le primarie contro uno sfidante fortemente sostenuto da Trump, che aveva organizzato contro di lui una campagna durissima.
Ha lasciato il seggio alla Camera per correre da governatrice ed è arrivata quinta e ultima con il 12,1% il 9 giugno. E' finita al terzo posto persino nella sua contea, quella di Charleston. Trump le ha negato l'endorsement, andato invece alla vicegovernatrice Pamela Evette.
Trump l'ha presa di mira, ma troppo tardi perché uno sfidante potesse registrarsi contro di lei. Corre senza avversari alle primarie ed è nettamente favorita a novembre in un distretto solidamente repubblicano.
Quinta e ultima: il risultato di Mace alle primarie per governatore
Nessun candidato ha superato il 50%: la vicegovernatrice Pamela Evette, sostenuta da Trump, e il procuratore generale Alan Wilson si giocheranno la nomination al ballottaggio del 23 giugno.
Mace attribuisce la disfatta alla battaglia sui file Epstein: "Ho votato per pubblicare i file Epstein e ho perso consensi per questo". Ma anche il suo stile spesso eccentrico potrebbe aver pesato sugli elettori.
Una caduta persino più rapida di quella dei repubblicani che hanno votato a favore dell'impeachment
Dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, 17 parlamentari repubblicani votarono per l'impeachment o la condanna di Trump. La loro uscita di scena ha richiesto 5 anni. Per i firmatari della petizione Epstein sono bastati pochi mesi.
Dopo la sconfitta del senatore Bill Cassidy alle primarie in Louisiana, al massimo 3 su 17 resteranno al Congresso il prossimo anno.
1 su 4 resta ancora in corsa: Lauren Boebert, salvata solo dai tempi tecnici delle candidature in Colorado.
Puniti per una battaglia che la base trumpiana aveva invocato per anni
Figure di primo piano del mondo MAGA — l'attuale direttore dell'FBI Kash Patel, il suo ex vice Dan Bongino, il vicepresidente JD Vance — hanno alimentato l'idea di uno scandalo Epstein da svelare, capace di far crollare un intero sistema.
4 deputati repubblicani hanno firmato la petizione che ha obbligato la Camera a votare la legge sulla pubblicazione dei documenti. Trump, il cui nome compare più volte nei file, si è opposto a lungo alla trasparenza promessa dalla sua stessa Amministrazione.
Molti elettori MAGA si allineano alla linea minimizzatrice del presidente e nei sondaggi si dicono sempre più soddisfatti della sua gestione del caso. Di converso, i firmatari della petizione pagano alle urne la battaglia che la base stessa aveva chiesto loro di intraprendere in passato.
Il messaggio per il Partito Repubblicano è netto: chi sfida Trump mette a rischio la propria carriera, anche quando porta avanti una battaglia invocata in passato dalla sua stessa base.
"Ho scelto male, se l'obiettivo era vincere"
Mace, tuttavia, è convinta che la battaglia sui file Epstein le sia costata cara, anche perché avrebbe spinto Trump a sostenere la vicegovernatrice Pamela Evette, che si è invece qualificata per il ballottaggio. "Ho votato per pubblicare i file Epstein e ho perso consensi per questo", ha detto la deputata riconoscendo la sconfitta. "Da sopravvissuta, ho scelto di difendere i miei principi e di oppormi all'insabbiamento. Ho scelto di schierarmi contro gli stupratori di bambini". Poi ha aggiunto: "E a quanto pare ho scelto male, se l'obiettivo era quello di vincere un'elezione".
Il paradosso è che la richiesta di pubblicare i file era nata proprio nel mondo trumpiano. Figure come l'attuale direttore dell'FBI Kash Patel, il suo ex vice Dan Bongino e il vicepresidente JD Vance avevano alimentato per anni l'idea di uno scandalo da svelare che avrebbe fatto crollare un intero sistema. Dopo la fine del 2025, però, molti elettori MAGA si sono allineati alla linea minimizzatrice di Trump e nei sondaggi si sono detti sempre più soddisfatti della gestione del caso. Il messaggio per il Partito Repubblicano è netto: chi sfida Trump mette a rischio la propria carriera, anche quando porta avanti una battaglia che la base stessa aveva invocato in passato.