Anthony Fauci, l'immunologo che per decenni è stato il massimo esperto di malattie infettive del governo americano e poi il volto della risposta alla pandemia di Covid-19, si è rifiutato mercoledì di rispondere alle domande di una commissione del Senato. Per quasi tre ore ha ripetuto più di cento volte la stessa formula: "Su consiglio dei miei avvocati, rifiuto rispettosamente di rispondere sulla base dei miei diritti garantiti dal Quinto emendamento della Costituzione", la norma che tutela chiunque dal rischio di autoincriminarsi.
Alla fine dell'audizione il presidente della commissione, il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul, ha annunciato un voto per accusare Fauci di oltraggio al Congresso, il reato di chi ostacola i lavori parlamentari.
Fauci, 85 anni, è andato in pensione alla fine del 2022 dopo 54 anni nel governo federale e si è presentato solo perché raggiunto da un mandato di comparizione. La commissione per la Sicurezza interna e gli affari governativi, l'organo del Senato che vigila sull'amministrazione federale, è presieduta dal 2025 proprio da Paul, il suo avversario più tenace.
Il senatore accusa Fauci da anni di aver finanziato esperimenti pericolosi sui virus a Wuhan, la città cinese dove la pandemia è cominciata, e di aver poi mentito al Congresso su quei fondi. Ne ha chiesto più volte l'arresto e nel 2023 ha pubblicato un libro sul "grande insabbiamento del Covid" con la foto dell'immunologo in copertina.
Fauci ha sempre respinto ogni addebito. I due si scontrano nelle aule del Congresso dall'inizio della pandemia. Nel 2021, quando il senatore gli disse che stava mentendo, Fauci rispose: "Se qui c'è qualcuno che sta mentendo, senatore, è lei".
Nella dichiarazione iniziale, l'unico momento in cui ha parlato, Fauci ha ricordato di aver testimoniato più di duecento volte davanti al Congresso nei 38 anni in cui ha diretto il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, l'istituto federale per le allergie e le malattie infettive. Poi ha spiegato il suo silenzio accusando Paul di avergli preparato una trappola. L'unico scopo della convocazione, ha detto, è "farmi dire qualcosa, qualsiasi cosa" che possa dare ragione alle promesse pubbliche del senatore di vederlo finire "dietro le sbarre".
Invocare il Quinto emendamento, ha aggiunto, "mi addolora" dopo una vita passata a collaborare con il Congresso.
Paul ha avvertito Fauci che ci sarebbero state "ripercussioni" per il suo rifiuto di rispondere. Quando l'avvocato dell'immunologo, David Schertler, ha chiesto di poter leggere una breve dichiarazione, il senatore ha chiamato la sicurezza per farlo allontanare dall'aula.
Josh Hawley, del Missouri, ha chiesto a Fauci che giorno della settimana fosse e di che colore fosse la sua cravatta, ricevendo sempre la stessa risposta. Lo ha poi definito "un narcisista, un megalomane e un bugiardo" e lo ha accusato di essersi arricchito facendo domanda per premi in denaro durante la pandemia (nel 2021 una fondazione israeliana gli assegnò un milione di dollari per la "difesa della scienza").
Bernie Moreno, dell'Ohio, lo ha coperto di volgarità e ha chiesto al pubblico in aula di alzarsi se si riteneva danneggiato dall'obbligo di mascherina o dalla chiusura delle scuole. Più di una decina di persone si sono alzate e il senatore ha invitato Fauci a voltarsi a guardarle. Alla fine della seduta l'ex funzionario ha lasciato l'aula impassibile, scortato dagli agenti di polizia.
Al centro dell'inchiesta c'è la ricerca cosiddetta gain-of-function, gli esperimenti che modificano il patrimonio genetico dei virus per capire come evolvono e prevenire future pandemie. L'istituto guidato da Fauci finanziò studi sui coronavirus all'Istituto di virologia di Wuhan, ma i National Institutes of Health, l'agenzia federale per la ricerca biomedica da cui l'istituto dipendeva, hanno sempre sostenuto che i virus studiati con i fondi americani erano diversi da quello che ha causato il Covid-19.
Sull'origine della pandemia non esiste un consenso scientifico. Non è chiaro se il virus sia passato all'uomo da un animale o se sia fuoriuscito dal laboratorio di Wuhan, l'ipotesi che il presidente Trump e gran parte dei repubblicani danno per accertata. Martedì l'amministrazione ha annunciato nuove restrizioni proprio su questo tipo di esperimenti.
Pochi giorni prima dell'audizione Paul aveva diffuso più di 1.100 pagine del diario personale che Fauci tenne durante la pandemia, consegnate al senatore dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., uno dei critici più accaniti dell'immunologo. Per Paul quelle pagine dimostrano che Fauci diceva "una cosa in pubblico e un'altra in privato"; Fauci ha replicato che la pubblicazione era "mirata a mettermi in imbarazzo e intimidirmi".
Negli appunti Fauci si stupiva della propria fama e dei rapporti con una lista crescente di celebrità, mentre Trump veniva descritto come "sconclusionato". Mercoledì mattina, poche ore prima dell'audizione, il presidente ha attaccato di nuovo Fauci sui suoi social scrivendo che l'ex presidente Joe Biden gli aveva dato "un vasto potere distruttivo".
Il nodo giuridico è la grazia preventiva che Biden concesse a Fauci il 19 gennaio 2025, nell'ultimo giorno della sua presidenza, per proteggerlo da possibili procedimenti vendicativi dell'amministrazione entrante. I repubblicani sostengono che, essendo coperto dalla grazia, Fauci non possa temere un'incriminazione e quindi non abbia diritto ad appellarsi al Quinto emendamento. La protezione però vale solo per i reati federali commessi fino a quella data e lascia Fauci esposto a eventuali procedimenti statali o locali, oltre che a un'accusa federale di falsa testimonianza per qualsiasi dichiarazione resa dopo.
Paul ha convocato per il 5 agosto il voto della commissione sull'oltraggio al Congresso, riconoscendo che la questione potrebbe finire nei tribunali. James Lankford, dell'Oklahoma, l'unico repubblicano che ha usato toni concilianti, ha ricordato il precedente di Lois Lerner, la funzionaria dell'agenzia delle entrate americana che nel 2013 invocò il Quinto emendamento davanti alla Camera dopo aver letto una dichiarazione iniziale, proprio come ha fatto Fauci. I deputati stabilirono che così facendo Lerner aveva rinunciato alla protezione e la dichiararono in oltraggio.
I democratici della commissione non hanno fatto domande e hanno usato il loro tempo per difendere Fauci. Gary Peters, il più alto in grado, ha detto che "le indagini unilaterali costruite per convalidare conclusioni predeterminate non servono gli americani", mentre Maggie Hassan, del New Hampshire, ha ringraziato Fauci per "più di cinquant'anni di servizio al paese".
Alla vigilia dell'audizione più di 150 medici e scienziati avevano firmato una lettera aperta in sua difesa, scrivendo che nessuna prova credibile sostiene le accuse e che le teorie del complotto hanno esposto Fauci a cinque anni di molestie e minacce.
John Fetterman, della Pennsylvania, ha detto di non volerlo né attaccare né difendere. Il senatore si è rammaricato che l'ipotesi della fuga dal laboratorio sia stata a lungo liquidata come una teoria del complotto di destra, impedendo a persone come lui di prenderla sul serio.
Fuori dall'aula, la battaglia dell'opinione pubblica sembrano vincerla Paul e i suoi alleati. In un sondaggio Economist/YouGov del maggio 2025 il 57% degli americani riteneva probabilmente o sicuramente vero che il coronavirus fosse nato in un laboratorio cinese, contro il 17% di parere opposto (un altro 25% non sapeva rispondere).
La fiducia in Fauci ha seguito il percorso inverso. Nell'aprile 2020 otto americani su dieci si fidavano delle sue informazioni sulla pandemia (con percentuali simili tra repubblicani e democratici), ma nel giro di due anni la quota è scesa a circa la metà e tra i repubblicani a uno su quattro. A febbraio, comunque, il 54% degli americani considerava ancora affidabili le informazioni mediche fornite da Fauci, contro il 38% che diceva lo stesso del segretario Kennedy.
