Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Bond in caduta libera da Berlino a Tokyo: rendimenti ai massimi da decenni
Foto di fabio Spano / Unsplash
Economia 15 min di lettura

Bond in caduta libera da Berlino a Tokyo: rendimenti ai massimi da decenni

Il Bund tedesco tocca il livello più alto dal 2011, il decennale giapponese supera il 3% per la prima volta in trent'anni e il Treasury sfiora i massimi dal 2023. Inflazione, petrolio e debiti pubblici spingono le Banche Centrali verso nuovi rialzi.

I titoli di Stato hanno continuato a perdere terreno oggi sui principali mercati, prolungando una fase di vendite che ha riportato il costo del debito pubblico ai livelli più alti da decenni. Il rendimento del Bund tedesco a dieci anni, riferimento per l'intera area euro, è salito di 4 punti base al 3,378%, un livello che non si vedeva dal 2011. Il titolo decennale giapponese si è attestato al 3,016%, dopo aver superato martedì la soglia del 3% per la prima volta dal 1996. Negli Stati Uniti il Treasury decennale ha toccato il 4,814%, il massimo dal novembre 2023, mentre il Gilt britannico ha raggiunto il 5,25%, il livello più alto dal 2008, prima di un lieve arretramento di entrambi.

Poiché prezzi e rendimenti dei titoli obbligazionari si muovono in direzioni opposte, l'aumento dei rendimenti riflette la pressione delle vendite sul mercato. Alla base della nuova ondata di vendite c'è il ritorno delle pressioni inflazionistiche, alimentate dagli scontri tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, che stanno spingendo al rialzo il prezzo del petrolio. Il rincaro dell'energia si somma alle preoccupazioni, ben più radicate, per i conti pubblici e l'elevato livello del debito nelle principali economie, dagli Stati Uniti al Giappone fino alla Francia.

La giornata dei rendimenti

I titoli di Stato tornano ai rendimenti di un'altra epoca

Il Bund tedesco, il decennale giapponese, il Treasury americano e il Gilt britannico hanno toccato oggi livelli che non si vedevano da anni, in un caso da trent'anni. Il grafico mostra a quale anno riporta ogni mercato.

Tocca o passa il mouse su un Paese per il dettaglio. La barra parte da oggi e torna indietro fino all'ultimo anno in cui il rendimento era altrettanto alto.
Il calendario della stretta
Tre banche centrali, tre riunioni in un mese
I mercati si preparano a una serie di rialzi dei tassi a settembre, una prospettiva che penalizza i titoli obbligazionari.
Il carburante delle vendite
L'inflazione dell'eurozona riparte, spinta dall'energia
Variazione annua dei prezzi ad agosto 2026. Gli scontri tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz stanno facendo salire il prezzo del petrolio.

Le Banche Centrali tornano verso la stretta

I mercati si preparano intanto alla possibilità di una serie di rialzi dei tassi nel corso del mese, una prospettiva che tende a penalizzare i titoli obbligazionari. Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha adottato toni restrittivi nel discorso di Jackson Hole della scorsa settimana. I contratti future attribuiscono ora a un rialzo dei tassi americani a settembre una probabilità compresa tra il 60% e il 70%.

La Banca del Giappone, che si riunirà il 17 e 18 settembre, potrebbe a sua volta aumentare i tassi per sostenere uno yen in forte calo. Nell'eurozona l'inflazione di agosto è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi dell'energia sono aumentati del 14,3%. Dopo i dati pubblicati martedì, i mercati considerano ormai scontato un rialzo di un quarto di punto da parte della Banca Centrale Europea, che dovrebbe portare il tasso al 2,5% nella riunione del 10 settembre.

La tensione si è trasferita anche sui mercati azionari. I principali indici americani hanno chiuso in calo per tre sedute consecutive, mentre le Borse europee e asiatiche hanno perso terreno. Le vendite arrivano dopo un anno di forti rialzi, che aveva spinto numerosi listini sui massimi storici sull'onda dell'entusiasmo per l'intelligenza artificiale, nonostante un quadro geopolitico sempre più instabile.

Il peso del debito

"I fondamentali dei mercati sono un po' più fragili di quanto siano stati finora", ha dichiarato a "Squawk Box Europe" della CNBC George Maris, direttore degli investimenti e responsabile globale dell'azionario di Principal Asset Management. "E se il costo del denaro, il costo del rischio, aumenta, è proprio quello che stiamo vedendo con il rialzo generalizzato dei rendimenti".

Maris ha indicato nel debito pubblico uno dei principali fattori di vulnerabilità. "Guardate i livelli del debito nel mondo: sono stratosferici e continuano a salire. Le soluzioni per affrontare il problema non sembrano a portata di mano. Non vedo da nessuna parte la volontà politica di intervenire e penso che questo sia un bel problema".

"Il fatto che tutto questo stia accadendo in una fase di solida crescita economica globale, mentre i livelli del debito continuano ad aumentare, significa che ci troviamo in una posizione più precaria nel caso di uno shock macro economico", ha aggiunto Maris.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.