I negoziatori americani non vanno in Ucraina, le trattative con la Russia restano congelate
Gli inviati di Trump hanno promesso più volte di andare in Ucraina ma non lo hanno mai fatto, mentre sono già stati a Mosca diverse volte. Intanto, il dossier Iran ha spostato l'attenzione di Washington.
Steve Witkoff e Jared Kushner non hanno fretta di andare a Kyiv. Gli inviati del presidente americano Donald Trump temono infatti che un nuovo coinvolgimento nei colloqui di pace sull’Ucraina finisca, ancora una volta, in un nulla di fatto. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando fonti vicine al dossier.
Il viaggio segnerebbe la prima visita dei due inviati statunitensi in Ucraina ed è in discussione da mesi all’interno dell’Amministrazione. A Mosca, invece, Witkoff e Kushner sono già stati più volte per incontrare Vladimir Putin. "Hanno promesso molte volte di venire a Kyiv, ma finora non lo hanno mai fatto", ha detto al Kyiv Independent un alto funzionario ucraino, dando voce alla frustrazione di Kyiv per quello che viene percepito come uno squilibrio nell’impegno diplomatico.
A criticare apertamente l’approccio degli inviati è stato anche il presidente Volodymyr Zelensky. "È irrispettoso recarsi a Mosca e non a Kyiv, è semplicemente irrispettoso", ha dichiarato. Secondo una fonte vicina al dossier, la visita non avrebbe avuto solo un valore simbolico. L’obiettivo era rilanciare la diplomazia trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti dopo settimane di stallo.
I negoziati sonoinfatti congelati da oltre due mesi. L’ultimo round di colloqui trilaterali si è tenuto prima degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, mentre un incontro successivo è stato rinviato a ridosso dell’inizio delle operazioni militari. Witkoff e Kushner avrebbero dovuto fermarsi prima a Kyiv per incontrare Zelensky e poi proseguire verso Mosca.
A frenare la missione pesano soprattutto gli altri dossier internazionali. I due inviati restano molto coinvolti nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che attualmente dominano l’agenda di politica estera di Washington. Un funzionario ha spiegato che l’attenzione dell’Amministrazione si è spostata al punto che l’Ucraina non guida più la diplomazia americana. C’è poi un problema logistico. Dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, l’Ucraina tiene chiuso il proprio spazio aereo e l’unica via per arrivare a Kyiv resta il treno. "Per Witkoff è difficile muoversi così", ha detto una fonte.
Il vero ostacolo, però, resta politico. Una visita rischierebbe di mettere a nudo lo stallo invece di superarlo. Al centro dell’impasse c’è la questione territoriale: la Russia continua a chiedere il ritiro delle forze ucraine dalle aree del Donbass ancora controllate da Kyiv come precondizione per qualsiasi accordo. L’Ucraina respinge invece la richiesta e sostiene che congelare l’attuale linea del fronte sia l’unica base realistica per un cessate il fuoco.
"I russi insistono sull’intero Donbas, la nostra posizione è: troviamo una soluzione decente", ha detto un funzionario ucraino. "Per ora non è chiaro perché gli inviati di Trump dovrebbero fare tutta questa strada solo per sentirsi dire la stessa cosa". Un funzionario della Casa Bianca ha confermato al Kyiv Independent che la visita resta in discussione, ma "non è ancora stata fissata".
Lo stallo ai vertici non ha però del tutto interrotto i contatti tra Kyiv e Washington, che proseguono su più canali. Secondo un funzionario ucraino, l’Ucraina sta cercando "nuovi formati" per rilanciare il dialogo con gli Stati Uniti. "In questo momento la situazione negli Stati Uniti non è favorevole, proprio per la guerra in Iran", ha ammesso una fonte.