Vance in Iowa, tra l'ombra della guerra in Iran e la corsa al 2028

La prima visita da vicepresidente nello Stato che apre le primarie repubblicane. Il conflitto è impopolare quanto il Vietnam negli anni Settanta e mette Vance in una posizione difficile.

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Vance in Iowa, tra l'ombra della guerra in Iran e la corsa al 2028
Vicepresident

Il vicepresidente JD Vance ha fatto la sua prima visita in Iowa dall'inizio del mandato, lo Stato che aprirà il processo di nomina presidenziale del 2028. Il viaggio è stato presentato ufficialmente come un sostegno al deputato repubblicano Zach Nunn, considerato vulnerabile in vista delle elezioni di metà mandato, ma è servito anche a Vance per coltivare i rapporti con figure influenti del partito a livello locale. Lo racconta il New York Times.

Sul palco, Vance ha raccontato di aver incontrato all'aeroporto di Des Moines due famiglie che hanno perso un figlio in guerra, una delle quali nel conflitto in Iran. I genitori gli avevano detto che proprio quel giorno sarebbe stato il compleanno del figlio caduto. Il vicepresidente, ex marine che ha servito in Iraq, ha poi descritto il pensiero che gli era venuto guardando suo figlio di sei anni: l'orgoglio di un eventuale futuro in divisa mescolato al terrore di vedersi recapitare la stessa notizia. Il riferimento alla guerra non è stato casuale. Vance era stato inizialmente scettico sull'intervento e oggi si trova in una posizione politicamente complicata, sospeso tra la lealtà al presidente Trump e l'impopolarità del conflitto.

I dati di un sondaggio del Washington Post, ABC News e Ipsos mostrano che la guerra in Iran è oggi impopolare quanto lo era il Vietnam negli anni Settanta o l'Iraq nel 2006. Solo il 19 per cento degli adulti intervistati ritiene che l'uso della forza militare abbia avuto successo finora. Tra i repubblicani la quota sale al 46 per cento, ma una percentuale identica risponde che è troppo presto per giudicare. Lo stesso sondaggio assegna a Vance un indice di gradimento del 35 per cento, contro un 48 per cento di giudizi negativi.

Nonostante questi numeri, Vance resta ampiamente in testa nei sondaggi sulla nomination repubblicana per il 2028, soprattutto grazie al suo ruolo di vice di Trump. Il suo entourage ritiene che la sua sorte politica sia legata in modo indissolubile a quella del presidente. Questo lo costringe però a difendere scelte su cui aveva mostrato dubbi, dopo essersi presentato in campagna elettorale come un avversario delle guerre senza fine all'estero. Trump stesso ha riconosciuto che il suo vice era stato meno entusiasta dell'idea di intervenire in Iran, ma una volta presa la decisione Vance si è schierato pubblicamente al fianco del presidente.

Dietro le quinte, in Iowa il vicepresidente ha avuto una serie di brevi incontri privati con personalità chiave del partito locale, tra cui il presidente storico del partito repubblicano statale Jeff Kaufmann, il leader evangelico Bob Vander Plaats e il conduttore radiofonico conservatore Steve Deace. Kaufmann, citato dal New York Times, ha detto che il buon senso suggerisce che Vance stia guardando alla presidenza e che il suo staff lo tiene aggiornato. Vander Plaats ha collegato esplicitamente le elezioni di metà mandato alla corsa del 2028: se i repubblicani manterranno Camera, Senato e parlamenti statali, ha detto, sarà un buon segno per Vance.

Il discorso del vicepresidente non è stato impeccabile. Senza gobbo elettronico ha perso il filo degli appunti, ammettendo a un certo punto di trovarsi sulla pagina sbagliata. In altri passaggi è entrato in temi locali, come la battaglia per miscelare l'etanolo nel carburante, una questione importante per i produttori agricoli dell'Iowa.

Il principale potenziale rivale di Vance è il segretario di Stato Marco Rubio, anche lui regolarmente citato come possibile candidato. Pubblicamente Rubio ha lasciato intendere che lascerebbe la precedenza al vicepresidente, dicendosi pronto a sostenerlo. Mercoledì però ha pubblicato sulla piattaforma X un video in stile campagna elettorale per celebrare il 250esimo compleanno degli Stati Uniti, accompagnato dalla colonna sonora composta da Hans Zimmer per il film su Superman Man of Steel.

Vance per ora ha evitato di allargare la sua macchina politica, preferendo concentrarsi sul ruolo di responsabile della raccolta fondi del Comitato Nazionale Repubblicano. È una posizione che gli permette di costruire rapporti con i grandi finanziatori del partito, potenziali sostenitori di una futura corsa alla Casa Bianca. Continua a fare affidamento sul ristretto gruppo di consiglieri che lo accompagna fin dalle prime fasi della sua carriera politica, iniziata appena quattro anni fa con la vittoria nelle primarie repubblicane in Ohio per il Senato. Uno dei suoi più stretti collaboratori, Luke Thompson, lavora come consulente per Zach Lahn, un imprenditore che si è autofinanziato la candidatura a governatore dell'Iowa. Almeno uno dei sondaggi commissionati dalla campagna di Lahn include domande sull'opinione degli elettori dell'Iowa nei confronti di Vance, secondo due persone informate citate dal New York Times.

Gli ultimi mesi non sono stati facili per il vicepresidente. Aveva fatto campagna in Ungheria per il primo ministro conservatore Viktor Orban pochi giorni prima della sua sconfitta. Era andato in Pakistan per dei colloqui di pace con l'Iran ed era tornato senza un accordo. Aveva difeso gli attacchi di Trump a Papa Leone XIV mentre stava per pubblicare un libro sul suo percorso spirituale verso il cattolicesimo.

Alcuni alleati di Vance hanno reso più complicata la sua posizione mettendo in luce le sue divergenze con Trump. L'ex conduttore di Fox News Tucker Carlson si è scusato pubblicamente per aver contribuito alla rielezione del presidente, ha elogiato Vance e ha accusato l'entourage di Rubio di tradimento. Intervistato dal programma del New York Times The Interview, Carlson ha detto che Vance si trova in una posizione difficile perché ha dichiarato ripetutamente che evitare interventi come quello in Iran era esattamente l'obiettivo dell'amministrazione, e ora invece l'intervento c'è stato.

Le elezioni di metà mandato sono ancora a sei mesi di distanza, ma il calendario per costruire una candidatura nel 2028 è già stretto. Trump annunciò la sua corsa del 2024 subito dopo le elezioni di metà mandato del 2022, con quasi due anni di anticipo. Il suo staff ritiene che il principale rivale di allora, il governatore della Florida Ron DeSantis, abbia commesso un errore grave aspettando la primavera del 2023. A differenza di altri membri del governo, Vance può candidarsi senza dover rinunciare al suo incarico attuale. Tra i potenziali sfidanti, il senatore del Texas Ted Cruz è stato in Iowa la settimana scorsa, partecipando a un raduno di cristiani conservatori nello stesso Stato in cui dieci anni fa vinse il caucus battendo Trump.

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