La CIA smentisce Trump: "L'Iran può resistere al blocco navale per almeno altri 3 o 4 mesi"
Un'analisi riservata dell'intelligence americana stima anche che Teheran conserva ancora il 70% dei missili e il 75% dei lanciarazzi mobili. Intanto la benzina negli Usa non tornerà ai livelli pre-guerra prima del 2027 anche se si trovasse un accordo ora.
L'Iran può sopravvivere al blocco navale americano per almeno tre o quattro mesi prima di scivolare in un collasso economico più grave. È la conclusione di un'analisi riservata della Central Intelligence Agency, consegnata questa settimana ai vertici dell'Amministrazione Trump, secondo quanto riporta il Washington Post citando quattro fonti che hanno avuto accesso al documento. Una stima che smentisce in pieno l'ottimismo mostrato in pubblico dal presidente sulla fine imminente della guerra.
Il rapporto contiene anche un secondo elemento che ridimensiona la narrazione della Casa Bianca. Teheran conserverebbe, infatti, circa il 70% delle scorte missilistiche pre-belliche e circa il 75% dei lancia missile mobili. Un funzionario americano ha aggiunto che il regime ha riaperto quasi tutti i depositi sotterranei, riparato i missili danneggiati e ne ha assemblati di nuovi a partire da unità quasi complete già all'inizio del conflitto.
L'intelligence statunitense, osserva il Washington Post, ha spesso prodotto valutazioni più caute rispetto alle dichiarazioni della Casa Bianca. Stavolta però i numeri però contrastano troppo con quanto affermato mercoledì da Trump nello Studio Ovale. Il presidente aveva infatti detto che i missili iraniani sono "in gran parte decimati" e che ne resta "il 18%, 19%".
L'Iran resisterà per mesi al blocco navale,
i numeri della CIA smentiscono Trump
Un rapporto riservato consegnato all'Amministrazione stima la tenuta del regime di Teheran in 3-4 mesi prima del collasso economico. Le scorte missilistiche residue sono molto più alte di quanto dichiarato dalla Casa Bianca.
3 o 4 mesi prima del collasso, secondo Langley
Il blocco navale è in vigore dal 14 aprile, dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan. Si applica a tutte le navi in entrata e in uscita dai porti iraniani.
Trump afferma 18-19%, l'intelligence stima 70-75%
Il rapporto CIA assegna a Teheran scorte e capacità di lancio molto superiori a quanto dichiarato pubblicamente dal presidente nello Studio Ovale.
Per controllare lo Stretto di Hormuz contano sempre meno i missili a medio raggio: basta un piccolo drone per colpire una nave e far saltare le coperture assicurative sulle petroliere.
Il prezzo della benzina USA non tornerà ai livelli pre-bellici prima del 2027
Anche se l'accordo con Teheran arrivasse oggi e Hormuz riaprisse subito, gli analisti convergono su un orizzonte di mesi per il pieno recupero.
Dal cessate il fuoco al nuovo rapporto CIA
Tocca un evento per i dettagli.
Il blocco navale e la resistenza di Teheran
Trump ha imposto il blocco una settimana dopo il cessate il fuoco annunciato il 7 aprile, dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan. Il provvedimento si applica a tutte le navi in entrata e in uscita dai porti iraniani. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato che, a causa del blocco navale, il principale terminal petrolifero iraniano sta per saturarsi, con "danni permanenti alle infrastrutture" iraniane. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha quantificato in 500 milioni di dollari al giorno le perdite per Teheran.
Una delle fonti del Washington Post ritiene però che la capacità iraniana di resistere sia perfino superiore alla stima della Cia. La leadership sarebbe diventata "più radicale, determinata e sempre più convinta di poter superare la volontà politica americana". Sul piano operativo, Teheran sta stoccando il petrolio sulle navi cisterna rimaste vuote a causa del blocco, ha ridotto i flussi nei giacimenti per mantenere operativi i pozzi e sta valutando il trasporto via ferrovia del petrolio attraverso l'Asia centrale.
Dal punto di vista militare, gli analisti segnalano che ormai per controllare lo Stretto di Hormuz contano meno i missili a medio raggio e più i droni a basso costo, costruibili in piccoli capannoni. Danny Citrinowicz, ricercatore dell'Institute for National Security Studies di Tel Aviv ed ex capo del settore Iran dell'intelligence militare israeliana, ha dichiarato al Washington Post che basta un piccolo drone per colpire una nave e far saltare le coperture assicurative sulle petroliere. Anche un blocco prolungato per mesi, ha aggiunto, non costringerebbe il regime a piegarsi alle richieste di Washington.
La guerra rischia, insomma, di lasciare l'Iran più forte di prima, con un alleggerimento delle sanzioni, capacità missilistiche e il sostegno ai proxy ancora intatti e l'arricchimento dell'uranio che resta sul proprio territorio.
La benzina resterà cara negli Usa almeno fino al 2027
L'effetto del conflitto si misura anche dentro i confini americani. Secondo un'analisi pubblicata da Axios, anche se l'accordo con Teheran arrivasse adesso e lo Stretto di Hormuz riaprisse subito, i prezzi della benzina resterebbero sopra i livelli pre-guerra almeno fino alle elezioni di midterm. Il prezzo medio negli Stati Uniti è oggi di 4,54 dollari al gallone, contro i poco meno di 3 dollari di prima del conflitto, secondo i dati Aaa.
Patrick De Haan, capo dell'analisi petrolifera di GasBuddy, ha spiegato ad Axios che dopo la riapertura un primo terzo del rincaro rientrerebbe in 1-3 mesi, un secondo terzo nei 3-6 mesi successivi, mentre i prezzi pre-guerra non tornerebbero prima dell'inizio del 2027. S&P Global Energy e la società di consulenza Rystad Energy convergono sullo stesso orizzonte: anche con una fine duratura del conflitto, serviranno mesi prima che il traffico nello Stretto torni ai volumi precedenti.
L'incognita strategica è però più profonda. Gregory Brew, di Eurasia Group, ha scritto su Foreign Affairs che l'Iran ha ormai dimostrato di poter chiudere lo Stretto di Hormuz e può minacciare di farlo di nuovo in modo credibile. Le sue capacità militari sono state degradate, ma non distrutte, e basterebbe poco per dissuadere gli armatori dal riprendere i traffici senza via libera da parte di Teheran.