Il presidente Donald Trump ha già individuato i responsabili di un'eventuale sconfitta di Ken Paxton nella corsa al Senato in Texas. "Se Ken Paxton perde, sarà per colpa di politicanti deboli e inefficaci come John Cornyn e Karl Rove", ha scritto su Truth Social, accusando il senatore uscente, sconfitto da Paxton alle primarie, e lo storico stratega repubblicano di aver fatto "tutto il possibile per rendere le cose difficili" al candidato del partito. Una sconfitta sarebbe un durissimo colpo per i repubblicani: il Texas non elegge un senatore democratico dal 1988 e nel 2024 Trump vi aveva vinto con circa 14 punti di vantaggio.
L'ultimo sondaggio del Texas Politics Project dell'Università del Texas ad Austin, condotto tra il 25 settembre e il 5 ottobre su 861 probabili elettori, assegna al democratico James Talarico il 50% dei consensi e a Paxton il 47%. Il vantaggio rientra nel margine d'errore, pari a circa 3,3 punti percentuali. Per mesi i vertici repubblicani avevano avvertito Trump che una vittoria di Paxton su Cornyn alle primarie avrebbe reso molto più costosa la difesa del seggio. I timori si stanno concretizzando: secondo AdImpact, la società che monitora la spesa pubblicitaria elettorale, nella corsa al Senato in Texas sono già stati spesi oltre 500 milioni di dollari in spot.
I milioni di Musk e la raccolta fondi di Talarico
Il messaggio del presidente è arrivato lo stesso giorno in cui i rendiconti depositati presso la Federal Election Commission, l'autorità federale che vigila sul finanziamento delle campagne elettorali, hanno confermato l'impegno finanziario di Elon Musk a sostegno di Paxton. A settembre il miliardario ha versato, con due donazioni, complessivamente 158 milioni di dollari al Senate Leadership Fund, il principale super PAC repubblicano impegnato nelle elezioni per il Senato, come Focus America aveva già raccontato. Il giorno successivo a ciascun versamento, il comitato ha trasferito una somma identica a Texas PAC, un super PAC creato appositamente per sostenere Paxton. I super PAC sono comitati esterni alle campagne dei candidati, autorizzati a raccogliere donazioni senza limiti d'importo.
Una parte di questi fondi sta finanziando gli attacchi pubblicitari contro Talarico, che dispone però di risorse consistenti a sua volta. Già ad agosto il democratico è stato in grado di trasmettere i propri spot, mentre Paxton e i repubblicani discutevano ancora della strategia anti Talarico e di chi avrebbe dovuto finanziarla. Nel terzo trimestre Talarico ha raccolto 64 milioni di dollari, contro i 18 milioni di Paxton. Secondo la campagna democratica, il 97% delle donazioni ricevute era inferiore a 100 dollari. Le donazioni dirette ai candidati sono soggette a limiti di legge, ma offrono un vantaggio rispetto ai fondi dei super PAC: le campagne elettorali possono infatti acquistare spazi televisivi a tariffe più basse.
"Non so nemmeno come si possano raccogliere 64 milioni di dollari in un trimestre. È una cifra sbalorditiva", ha commentato il senatore repubblicano dell'Ohio Bernie Moreno.
Il vantaggio democratico nelle altre sfide per il Senato
Il Texas non è un caso isolato. I dati raccolti da Axios, che combinano i rendiconti federali con le cifre comunicate dalle campagne elettorali, mostrano che nel terzo trimestre i candidati democratici hanno raccolto molto più dei rivali in numerose sfide decisive per il controllo del Senato.
In Georgia il senatore Jon Ossoff ha raccolto 33,1 milioni di dollari, contro i 2,8 milioni del repubblicano Mike Collins, in Michigan Abdul El-Sayed ha raggiunto i 30,7 milioni, contro i 9,7 milioni dell'ex deputato Mike Rogers. In Ohio l'ex senatore Sherrod Brown ha raccolto 23 milioni, contro i 5 milioni del senatore Jon Husted, mentre in North Carolina Roy Cooper ha raccolto 20 milioni, contro i 2 milioni di Michael Whatley.
Il vantaggio si estende ad altre corse per seggi oggi detenuti dai repubblicani. In Maine Troy Jackson ha raccolto 20,4 milioni di dollari, contro i 5,2 milioni della senatrice Susan Collins, mentre in Alaska l'ex deputata Mary Peltola ha raggiunto i 17 milioni, contro i 2 milioni del senatore Dan Sullivan. In Iowa Josh Turek ha raccolto 12 milioni, contro i 3 milioni della deputata Ashley Hinson, e persino in Kansas Adam Hamilton ha ottenuto 11 milioni, contro gli 800.000 dollari del senatore Roger Marshall.
Il confronto richiede però una precisazione: alcune cifre includono anche quanto raccolto dai comitati congiunti collegati ai candidati, non soltanto le somme destinate direttamente alle loro campagne. Da questo punto di vista, va detto che i repubblicani possono contare su risorse molto maggiori provenienti dai super PAC, che già spendono centinaia di milioni per difendere seggi che sembravano sicuri. Secondo l'analisi di Axios, tuttavia, il vantaggio democratico nelle donazioni dirette segnala un divario di entusiasmo tra gli elettori dei due partiti: una mobilitazione che il denaro dei grandi finanziatori non basta a smontare.
