Trump e Xi si incontrano a Pechino, vertice di due giorni tra dazi, Taiwan e guerra in Iran
Il presidente americano è stato accolto nella Grande Sala del Popolo con cerimonia militare e bambini con bandiere. Il colloquio bilaterale è durato oltre due ore, il doppio del previsto.
Donald Trump e Xi Jinping si sono incontrati oggi, giovedì 14 maggio, a Pechino per l'avvio di un vertice di due giorni per affrontare i nodi commerciali, la questione di Taiwan e la guerra in Iran. È la prima visita di un presidente americano in carica in Cina in quasi un decennio, dopo quella dello stesso Trump nel 2017. Il colloquio bilaterale nella Grande Sala del Popolo è durato due ore e un quarto, il doppio del tempo programmato.
L'accoglienza è stata sfarzosa. Xi è sceso personalmente dai gradini del palazzo che si affaccia su piazza Tiananmen per stringere la mano a Trump. La cerimonia ha previsto una guardia d'onore militare, una banda che ha suonato l'inno americano, ventuno salve di cannone e centinaia di bambini che sventolavano bandiere cinesi e americane lungo il tappeto rosso. Il presidente americano ha applaudito e ringraziato i bambini con il pollice alzato. Nel pomeriggio i due leader hanno visitato insieme il Tempio del Cielo, complesso del quindicesimo secolo dove gli imperatori delle dinastie Ming e Qing officiavano i riti per il buon raccolto. Trump è solo il secondo presidente americano in carica a visitare il sito, dopo Gerald Ford nel 1975. Giovedì sera è in programma un banchetto di Stato, mentre venerdì i colloqui proseguiranno fino a mezzogiorno.
Nei discorsi d'apertura entrambi i leader hanno enfatizzato la stabilità dei rapporti. "I due paesi dovrebbero essere partner, non rivali, raggiungere il successo reciproco e la prosperità condivisa, e trovare un modo adeguato perché le grandi potenze coesistano nella nuova era", ha dichiarato Xi, sottolineando che il mondo è "a un nuovo bivio". Il presidente cinese ha sollevato il tema della trappola di Tucidide, il concetto reso celebre dallo studioso di Harvard Graham Allison secondo cui le tensioni tra una potenza emergente e una dominante portano spesso alla guerra. "Possono la Cina e gli Stati Uniti superare la trappola di Tucidide e creare un nuovo paradigma per i rapporti tra grandi potenze?", ha chiesto il presidente cinese. Allison stesso, intervistato dalla Cnbc, ha previsto che la tregua commerciale raggiunta tra i due lo scorso autunno in Corea del Sud si trasformerà in un accordo formale.
Trump ha risposto con toni personali, definendo Xi "un grande leader" e sottolineando la lunga conoscenza tra i due. "Le relazioni tra Cina e Stati Uniti saranno migliori che mai", ha detto il presidente americano. "Quando avevamo problemi, ti chiamavo o mi chiamavi tu, e li risolvevamo molto in fretta. Avremo un futuro fantastico insieme". Ha anche elogiato la delegazione di imprenditori americani al suo seguito: "Abbiamo chiesto ai trenta migliori al mondo. Tutti hanno detto sì. Non volevo il secondo o il terzo in azienda, volevo solo i numeri uno".
Durante il colloquio Xi ha avvertito Trump che Taiwan è la questione più importante nei rapporti bilaterali e che, se gestita male, può portare allo scontro o al conflitto. "I due paesi entreranno in collisione o addirittura in conflitto, spingendo l'intera relazione sino-americana in una situazione estremamente pericolosa", ha dichiarato secondo il resoconto dell'agenzia ufficiale Xinhua. Il termine usato in mandarino non indica necessariamente un conflitto militare. Pechino considera l'isola parte del proprio territorio e non ha mai escluso l'uso della forza. Trump, interrogato più volte dai giornalisti al Tempio del Cielo, non ha risposto alle domande su Taiwan. Ha commentato solo con frasi generiche: "Grande. Posto incredibile. La Cina è bellissima". La portavoce del governo taiwanese Michelle Lee ha affermato che le minacce militari cinesi sono l'unica causa di instabilità nello Stretto di Taiwan, e ha ringraziato Washington per il sostegno ribadito nei giorni precedenti il vertice. L'amministrazione Trump ha rinviato l'annuncio di un pacchetto di armamenti per l'isola da 13 miliardi di dollari per evitare di irritare Pechino prima dell'incontro.
La delegazione statunitense comprende il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Insieme a loro hanno viaggiato circa trenta dirigenti d'azienda americani, tra cui Elon Musk di Tesla, Tim Cook di Apple, Jensen Huang di Nvidia, Kelly Ortberg di Boeing, Larry Fink di BlackRock, Stephen Schwarzman di Blackstone e i vertici di Goldman Sachs, Citi, Mastercard, Qualcomm e Micron. Al gruppo si è unito anche Eric Trump, figlio del presidente e responsabile del Trump Organization, accompagnato dalla moglie Lara. Xi ha incontrato i dirigenti americani dopo il colloquio con Trump, promettendo che la porta della Cina "continuerà ad aprirsi sempre di più" alle imprese statunitensi. Uscendo dalla Grande Sala del Popolo, Huang di Nvidia ha dichiarato che "l'incontro è andato benissimo", Cook ha mostrato il segno della pace e Musk ha parlato di "molte cose buone" da realizzare.
L'agenda commerciale è centrale. Washington punta a ottenere accordi nel settore agricolo e una conferma di una grande commessa di aerei Boeing. Le autorità doganali cinesi hanno comunicato giovedì l'approvazione delle licenze di esportazione per diverse centinaia di macelli americani che vendono carne bovina, dopo che le licenze erano scadute nel marzo 2025 in seguito ai primi dazi imposti da Trump. Il segretario al Tesoro Bessent ha incontrato in Corea del Sud il vicepremier cinese He Lifeng nei giorni precedenti il vertice per definire i dettagli. Xi ha riferito a Trump che i negoziatori commerciali hanno raggiunto "un risultato generalmente equilibrato e positivo" nell'incontro di mercoledì. "I fatti hanno ripetutamente dimostrato che non ci sono vincitori in una guerra commerciale, e l'essenza delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti è il beneficio reciproco e la cooperazione vantaggiosa per entrambi", ha dichiarato il presidente cinese. La maggior parte degli osservatori prevede un annuncio sull'acquisto cinese di aerei Boeing, energia, carne bovina e prodotti agricoli, mentre Washington istituirà un nuovo Board of Trade per supervisionare gli impegni.
Restano aperti diversi nodi. Il controllo cinese sulle terre rare è tra i più urgenti. Lo scorso anno Pechino aveva annunciato nuove restrizioni sulle esportazioni di questi metalli essenziali per la manifattura avanzata, poi rinviate di un anno dopo l'incontro in Corea del Sud. I prezzi di alcuni metalli rari sono aumentati anche cento volte da quando Pechino ha bloccato la maggior parte delle esportazioni nella primavera del 2024. Il samario, usato negli aerei commerciali e nei caccia, costa circa due dollari al chilo in Cina ma da cinquanta a cinquecento dollari all'estero.
C'è poi la guerra in Iran, scoppiata a fine febbraio con l'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele. Trump vuole convincere Xi a fare pressione su Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz, bloccato dall'inizio del conflitto e cruciale per i rifornimenti energetici globali. Rubio ha dichiarato a Fox News a bordo dell'Air Force One che Pechino ha interesse a risolvere la crisi: "Se le economie mondiali crollano a causa di questa crisi negli stretti, compreranno meno prodotti cinesi".
Scott Kennedy, esperto di economia cinese al Center for Strategic and International Studies, ha osservato che la Cina arriva al vertice "molto più sicura di sé rispetto al 2017, quando temeva anche un piccolo aumento dei dazi americani". Julian Gewirtz, ex direttore per la politica cinese al Consiglio di Sicurezza Nazionale sotto Biden, ha dichiarato al Washington Post che Pechino "spera di scambiare simbolismo con sostanza, sfruttando il protocollo e la preferenza di Trump per lo sfarzo per evitare un ritorno all'escalation economica e guadagnare tempo per rafforzarsi". Da Wei, direttore del Centro per la Sicurezza Internazionale e la Strategia della Tsinghua University, ha aggiunto che la leadership cinese non vede l'incontro come un'occasione per chiudere accordi specifici, ma come una piattaforma per segnalare all'esterno che la relazione sino-americana, per quanto difficile, è stabile. Una visita di restituzione di Xi negli Stati Uniti è prevista entro la fine dell'anno, possibilmente a margine dei vertici Apec e G20.