Rubio agli alleati europei: i soldati americani in Europa diminuiranno

Il segretario di Stato annuncia un ridimensionamento della presenza militare statunitense nel continente poche ore dopo che Trump aveva promesso 5.000 nuovi soldati in Polonia, creando confusione tra gli alleati Nato.

Share
Rubio agli alleati europei: i soldati americani in Europa diminuiranno
Official State Department photo by Freddie Everett

Gli Stati Uniti ridurranno progressivamente il numero dei propri soldati di stanza in Europa. L'annuncio è arrivato venerdì 22 maggio dal segretario di Stato americano Marco Rubio durante la riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg, in Svezia. La dichiarazione è giunta a poche ore di distanza dall'annuncio del presidente Donald Trump dell'invio di 5.000 militari aggiuntivi in Polonia, creando confusione tra gli alleati europei sulle reali intenzioni di Washington.

"C'è un ampio riconoscimento del fatto che ci saranno meno soldati americani in Europa rispetto al passato", ha dichiarato Rubio ai giornalisti. Il segretario di Stato ha aggiunto di comprendere che la decisione possa generare "una certa nervosità" tra gli alleati, ma ha insistito sul fatto che il ridimensionamento non rappresenta una novità: "Tutto questo non dovrebbe sorprendere nessuno". Rubio ha anche anticipato che un aggiustamento sarà annunciato "oggi o nei prossimi giorni" riguardo a quella che alcuni nella Nato chiamano "la cavalleria", ovvero le forze mobilitabili entro 180 giorni in caso di necessità.

La sequenza degli eventi delle ultime settimane ha disorientato le cancellerie europee. All'inizio di maggio il Pentagono aveva annunciato il ritiro di 5.000 militari americani dalla Germania, decisione arrivata dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva dichiarato che l'Iran stava "umiliando" gli Stati Uniti al tavolo dei negoziati. La settimana scorsa il Dipartimento della Difesa ha poi cancellato il dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia, alcuni dei quali erano già arrivati nel paese con il loro equipaggiamento. Martedì il vicepresidente JD Vance ha precisato che il dispiegamento era stato solo rinviato, non annullato. Giovedì sera è arrivato il colpo di scena finale: con un post su Truth Social, Trump ha annunciato l'invio di 5.000 soldati aggiuntivi in Polonia, giustificando la decisione con "l'elezione di successo" del presidente polacco Karol Nawrocki, un nazionalista conservatore che lui stesso aveva sostenuto nelle elezioni dell'anno scorso.

Il New York Times ha scritto che l'annuncio ha colto di sorpresa gli stessi funzionari del Pentagono. Restano senza risposta diverse domande: da dove arriveranno i 5.000 soldati destinati alla Polonia e se sarà necessario ridurre la presenza militare in altre aree per raggiungere l'obiettivo di Trump di alleggerire l'impegno americano in Europa, dove sono attualmente schierati circa 80.000 militari statunitensi. In totale in Polonia ci sono circa 10.000 soldati americani, la maggior parte in rotazione di alcuni mesi.

Le reazioni dei ministri europei riuniti a Helsingborg hanno oscillato tra il diplomatico e lo sconcerto. "È davvero confuso e non sempre facile orientarsi", ha ammesso il ministro degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, padrona di casa della riunione. La ministra lettone Baiba Braze ha osservato che gli alleati sapevano che "la postura statunitense era in fase di riconsiderazione, ma per ora non c'è alcun cambio di postura". Il ministro polacco Radoslaw Sikorski ha ringraziato Trump, sottolineando che "la presenza delle truppe americane in Polonia sarà mantenuta più o meno ai livelli precedenti".

Più articolata la posizione del ministro degli Esteri belga Maxime Prévot, che ha letto la situazione in chiave di politica interna americana: "Marco Rubio è stato estremamente cordiale e pacato. Penso che ci siano messaggi che trasmette, che a volte feriscono gli alleati europei, ma che sono destinati soprattutto alla sua politica interna".

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha cercato di proiettare unità, ribadendo che l'impegno degli alleati all'articolo 5 del trattato è "incrollabile" e che "la nostra determinazione e capacità di difendere ogni alleato è assoluta". Allo stesso tempo Rutte ha riconosciuto che l'evoluzione era prevedibile, parte di una più ampia transizione verso la fine della "eccessiva dipendenza" dagli Stati Uniti per la difesa dell'alleanza. Interrogato sulla capacità europea di difendersi da sola, ha risposto seccamente: "Sognatevelo".

Dietro la facciata diplomatica, Rubio ha lasciato trasparire l'irritazione di Trump verso gli alleati europei che non hanno appoggiato gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. "Le posizioni del presidente riflettono in realtà una delusione nei confronti di alcuni nostri alleati nella Nato", ha dichiarato, aggiungendo che la questione dovrà essere "affrontata". Il prossimo vertice Nato di Ankara, previsto per luglio, è stato definito da Rubio come "uno dei più importanti vertici di leader nella storia della Nato".

Il segretario di Stato ha anche evocato la necessità di un "piano B" qualora l'Iran continuasse a impedire il transito nello stretto di Hormuz, dove in tempo di pace passa un quinto del petrolio consumato nel mondo. "Non so se sarebbe necessariamente una missione della Nato, ma certamente alcuni paesi della Nato dovranno contribuire", ha detto. Navi da guerra sono già state prepositionate nei pressi dello stretto nell'ambito di una coalizione internazionale guidata da Londra e Parigi.

Sul fronte ucraino, Rutte ha confermato l'invito al presidente Volodymyr Zelensky a partecipare al vertice di Ankara. Rubio ha definito i negoziati di pace finora "non fruttuosi", sostenendo però che la guerra non si concluderà con una vittoria militare di una delle due parti. Una proposta di Rutte di impegnare i paesi Nato, esclusi gli Stati Uniti, a destinare almeno lo 0,25% del proprio PIL al sostegno militare di Kiev è stata respinta.

Sullo sfondo della riunione si sono moltiplicati gli incidenti sul fianco orientale dell'alleanza. Martedì un caccia rumeno F-16 della Nato ha abbattuto un drone sopra l'Estonia, episodio che secondo le autorità baltiche rientra in una campagna russa di disturbo elettronico che devia droni ucraini a lungo raggio sul territorio dell'alleanza. Mercoledì gli abitanti di Vilnius, capitale della Lituania, sono stati invitati a mettersi al riparo dopo che allarmi aerei sono stati attivati per attività di droni vicino al confine con la Bielorussia. I ministri nordici e baltici hanno respinto in una dichiarazione congiunta quella che hanno definito la "palese campagna di disinformazione" russa, che accusa Lettonia e altri paesi baltici di voler lanciare droni militari contro la Russia.

Per rassicurare la Casa Bianca sul proprio impegno, gli europei si preparano ad annunciare al vertice di Ankara una serie di contratti per armamenti, diversi dei quali con gli Stati Uniti, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche a Bruxelles.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.