Papa Leone XIV accusa Trump di mentire sulla posizione del Vaticano sul nucleare iraniano
Il Pontefice ha risposto alle false dichiarazioni del presidente americano che lo accusava di approvare armi atomiche per l'Iran. "Chi vuole criticarmi lo faccia con la verità", ricordando la posizione storica della Chiesa contro tutte le armi nucleari.
Papa Leone XIV ha accusato pubblicamente il presidente Donald Trump di non aver detto la verità, rispondendo così alle ripetute false dichiarazioni del presidente americano che lo aveva accusato di approvare il possesso di armi nucleari da parte dell'Iran. "Se qualcuno vuole criticarmi per aver proclamato il Vangelo, lo faccia con la verità", ha detto senza mezzi termini il Papa il 5 maggio, in un riferimento inequivocabile alle precedenti affermazioni di Trump.
Secondo una analisi di Steven Greydanus ultime settimane Trump ha falsamente sostenuto almeno in 4 separati casi che Papa Leone XIV avrebbe dichiarato che l'Iran poteva avere armi nucleari. "Il Papa ha fatto una dichiarazione. Dice che l'Iran può avere un'arma nucleare", aveva affermato per la prima volta il presidente il 16 aprile parlando con un giornalista. La frase era stata subito smentita da fonti cattoliche e dai principali media americani, che avevano verificato l'assenza di qualsiasi dichiarazione simile da parte del Pontefice.
La risposta del Pontefice
Il 5 maggio Trump ha rilanciato la sua accusa: "Il Papa preferirebbe parlare del fatto che va bene che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non penso sia una buona cosa. Credo che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma immagino che, se dipende dal Papa, va bene. Pensa che sia perfettamente accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare".
In un primo momento il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, aveva minimizzato la possibilità di una risposta diretta, spiegando che "il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace". Più tardi, però, Leone XIV ha deciso di intervenire. Parlando brevemente con i giornalisti, ha richiamato la posizione storica della Chiesa contro tutte le armi nucleari:
"Ho detto la mia sin da quando sono stato eletto, e ora siamo vicini al primo anniversario. Ho detto 'La pace sia con voi'. La missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per aver proclamato il Vangelo, lo faccia con la verità. Da anni la Chiesa si esprime contro tutte le armi nucleari, quindi non c'è dubbio su questo punto. Spero semplicemente di essere ascoltato per il bene della Parola di Dio".
Una frattura sempre più evidente
La risposta del Papa segna un'escalation rispetto alle settimane precedenti, quando i media parlavano spesso di una "faida" in corso tra il Pontefice e il presidente, ma il Vaticano aveva cercato di tenere basso il tono della polemica. Trump aveva infatti già attaccato Leone XIV su Truth Social, accusandolo di essere "DEBOLE sulla criminalità", "terribile per la politica estera" e di voler "compiacere la sinistra radicale".
Fino a quel momento, però, il Papa si era limitato a condannare genericamente la guerra in generale e quella in Iran in particolare, senza replicare direttamente agli attacchi personali da parre del presidente. Non ha citato Trump per nome nemmeno questa ultima volta, ma con la sua frase ha denunciato direttamente la falsità delle accuse rivoltegli dal presidente degli Stati Uniti.
Secondo Steven Greydanus, questa vicenda rende sempre più netta la scelta davanti ai cattolici americani. Papa Leone, forte del suo inglese fluente e della sua conoscenza diretta della realtà statunitense, vuole dimostrare che il cattolicesimo americano non coincide con il sostegno a Trump. Per Greydanus, gli attacchi del presidente al Pontefice finiscono così per danneggiare più Trump e i suoi sostenitori più fedeli che chiunque altro. Allo stesso tempo, però, possono offrire conforto a molti cattolici che si sentono isolati, soprattutto nelle aree più conservatrici, dove l’appoggio a Trump viene spesso percepito quasi come una prova di appartenenza alla “vera” Chiesa.