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Ora anche i Dem sono contro le persone transgender in vista delle elezioni
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Ora anche i Dem sono contro le persone transgender in vista delle elezioni

Nei collegi più conservatori i democratici rispondono agli attacchi repubblicani sulle persone trans: alcuni si dicono contrari alle atlete transgender, altri parlano di carovita

Alle midterm i democratici in corsa nei territori più conservatori hanno smesso di ignorare gli attacchi dei repubblicani sulle persone transgender. In Ohio la deputata Marcy Kaptur, che affronta una sfida difficile, ha lanciato uno spot in cui dice che "boys should not play in girls' sports", cioè che i ragazzi non dovrebbero gareggiare negli sport femminili. Nello stesso spot dice di essere concentrata sul rendere la vita degli elettori più accessibile. In North Carolina il deputato Don Davis, anche lui in bilico, compare in un altro spot mentre cammina su un campo da football e parla di "real concerns about fairness and safety", cioè di preoccupazioni reali per l'equità e la sicurezza negli sport giovanili.

In molti dei collegi più contesi un importante super PAC progressista, uno dei comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate a sostegno dei candidati purché non si coordinino con loro, sta trasmettendo spot che descrivono i repubblicani come "ossessionati" dalle persone transgender e disinteressati all'aumento dei prezzi. Come ha ricostruito il New York Times, le strategie sono quindi due: accusare i repubblicani di essere lontani dalle preoccupazioni economiche degli elettori, oppure dichiararsi apertamente contrari alla partecipazione delle atlete transgender alle competizioni femminili. Questa seconda scelta ha attirato critiche da altri democratici.

Nel 2024 Kamala Harris aveva deciso in gran parte di non rispondere alla valanga di spot con cui l'attuale presidente ripeteva che "Kamala is for they/them. President Trump is for you", cioè che Harris stava dalla parte delle persone che usano pronomi neutri e Trump dalla parte degli elettori comuni. Gli strateghi democratici hanno poi giudicato quegli spot molto efficaci. Da allora il partito ha cambiato linea a più riprese, a partire dall'inizio del 2025, quando il governatore della California Gavin Newsom, che pensa di candidarsi alla presidenza, aveva definito "profondamente ingiusta" la partecipazione delle atlete transgender agli sport femminili.

Anche quest'anno i repubblicani hanno messo il tema al centro della loro campagna, nel tentativo più ampio di presentare i democratici come estremisti. La loro strategia era già emersa nelle scorse settimane. Uno spot contro Davis sostiene che il deputato combatte "per loro, non per noi", riprendendo lo slogan del 2024. Secondo AdImpact, una società che monitora la pubblicità elettorale, i repubblicani hanno speso per gli spot sulle persone LGBTQ e transgender più di otto volte quanto hanno speso i democratici. Sabato il presidente, in un video sulle midterm, ha detto che il paese non tornerà al "transgender per tutti".

Il tema però non è diventato centrale per gli elettori. In un sondaggio della CNN di settembre, le politiche sull'identità di genere e sulle persone trans sono risultate all'ultimo posto tra gli 11 temi testati (non sono entrate nemmeno tra i primi dieci). A luglio la Corte Suprema ha confermato le restrizioni alla partecipazione delle atlete transgender alle competizioni femminili: i repubblicani hanno festeggiato, mentre i principali democratici hanno evitato di protestare e così hanno tolto al partito avversario l'occasione per marcare la differenza.

"Per la prima volta in assoluto i democratici sono all'attacco su questo tema", ha detto al New York Times la stratega democratica Christina Freundlich, secondo cui il partito si sta concentrando sul chiarire le proprie posizioni "per poi passare alla spesa al supermercato". Anche il consulente repubblicano C. Stewart Verdery Jr. ha riconosciuto che i democratici "hanno capito come gestire la questione", pur ricordando che circa l'80 per cento degli americani è contrario alla partecipazione delle atlete transgender agli sport femminili. In una campagna in cui i democratici sono in vantaggio su molti degli altri temi principali, i repubblicani presentano la questione come un problema di equità e accusano gli avversari di volerla ignorare.

La svolta è più netta tra i democratici che si candidano in territori tradizionalmente repubblicani. In Iowa la candidata repubblicana al Senato, la deputata Ashley Hinson, aveva accusato il suo avversario Josh Turek di essere "estremista sull'ideologia di genere" il giorno stesso delle primarie. La campagna di Turek aveva subito diffuso una nota per dire che secondo lui gli uomini non dovrebbero partecipare alle competizioni femminili. In Texas il candidato democratico al Senato James Talarico, attaccato per il suo sostegno passato alla partecipazione delle atlete transgender, a settembre ha detto a Fox News di essere contrario "se mette in pericolo la sicurezza o l'equità". Il collegio di Davis è stato appena ridisegnato dai repubblicani in North Carolina a proprio vantaggio, con una pratica nota come gerrymandering. Nel 2024 il presidente lo aveva vinto con quasi 12 punti di margine.

Lo spot di Kaptur, deputata di Toledo al suo ventiduesimo mandato, ha provocato reazioni nel suo stesso partito. "Volevamo che lo ritirasse", ha detto al New York Times Schuyler Beckwith, presidente del Partito Democratico della contea di Lucas, che comprende Toledo. Secondo Beckwith, Kaptur si è abbassata al livello della retorica "inquietante" dei repubblicani, anche se resta impegnata ad aiutarla a vincere una sfida che considera molto difficile. Sabato sera lo sfidante repubblicano di Kaptur, Derek Merrin, l'ha attaccata proprio su questo tema durante un comizio con il presidente, accusandola di scappare dalle posizioni sostenute in passato.

Negli Stati più progressisti gli elettori democratici sono stati meno indulgenti. Dopo le elezioni del 2024 il deputato Seth Moulton aveva detto di non volere che le sue figlie venissero "travolte su un campo da gioco" da un atleta maschio o ex maschio. A settembre Moulton ha perso di 30 punti le primarie per il Senato in Massachusetts contro il senatore Edward J. Markey, che aveva fatto della questione uno dei temi principali della campagna e lo aveva accusato di aver abbandonato i bambini transgender.

La Transgender Freedom Alliance, un gruppo di ricerca che fa da consulente ai candidati democratici, invita a rispondere agli attacchi ma senza adottare le posizioni repubblicane. Secondo le sue ricerche, la risposta più efficace è sostenere che i repubblicani si fissano sulle persone transgender invece di occuparsi dell'economia. Adrienne Kimmell, che coordina le ricerche del gruppo, ha detto che per i democratici dire che i ragazzi non dovrebbero gareggiare negli sport femminili "non è necessario". Kimmell ha indicato come modello l'ex senatore dell'Ohio Sherrod Brown, che si ricandida al Senato con uno spot in cui un elettore si chiede come mai, con tutto quello che sta succedendo, i repubblicani parlino di questo. Nello stesso spot un'altra persona ricorda che l'Ohio limita già le transizioni di genere per i minori e una terza accusa l'avversario di Brown per l'aumento dei prezzi alimentari.

Lo spot di Brown è piaciuto anche a Kelley Robinson, presidente della Human Rights Campaign, una delle principali associazioni americane per i diritti delle persone LGBTQ. In un post pubblicato a settembre sulla piattaforma Substack, Robinson ha però criticato il modo in cui molti democratici stanno affrontando la questione: "Voltare le spalle a una comunità vulnerabile non è una strategia politica vincente", ha scritto, aggiungendo che così si legittimano le posizioni avversarie, si indeboliscono le proprie e si danneggiano le persone transgender. Di parere opposto il deputato texano Vicente Gonzalez, che ha votato con i repubblicani per rendere reato le cure per la transizione di genere dei minori e nel 2024 aveva fatto uno spot sul tema nel suo collegio in bilico. Per Gonzalez sarebbe "davvero sciocco" per i democratici in sfide difficili prendere posizioni progressiste: "Ero l'unico ad affrontare la questione apertamente nella scorsa campagna", ha detto al New York Times, "e ha funzionato nel mio collegio".

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