Nuovo attacco di Trump a Meloni: "vuole essere mia amica per migliorare nei sondaggi"
Il presidente americano torna a attaccare la premier sui social: la accusa di aver negato le piste italiane durante la guerra contro l'Iran e di cercarlo ora solo per convenienza politica. Torna a salire la tensione tra Roma e Washington.
Donald Trump non chiude la lite con Giorgia Meloni, anzi la rilancia. In un nuovo messaggio su Truth Social il presidente degli Stati Uniti torna ad attaccare la presidente del Consiglio italiana (sbagliando anche il suo nome, "Gigiorgia"), accusandola di averlo cercato per una foto durante il vertice G7 e di volere ora ricucire il rapporto soltanto per risalire nei sondaggi. "Vuole essere di nuovo amica per far salire i suoi numeri nei sondaggi. No, grazie", scrive, firmandosi "President DJT".
Nel suo post Trump sostiene che Meloni gli abbia chiesto "più e più volte" una foto insieme al G7 e collega il suo calo di popolarità in Italia alla scelta di non aver assecondato Washington sull'Iran. Secondo il presidente, la presidente del Consiglio avrebbe negato agli Stati Uniti l'uso delle piste e degli aeroporti italiani durante l'offensiva, definendo quel rifiuto "un grande disagio logistico".
Trump ricorda poi che gli Stati Uniti spendono "centinaia di miliardi di dollari l'anno" per proteggere l'Italia e gli altri alleati della NATO, che mette tra virgolette come "cosiddetti" alleati. La chiusura è netta: dopo aver "sconfitto militarmente l'Iran", afferma, ora la premier "vuole tornare amica" solo per interesse.

Il nuovo post arriva al culmine di uno scontro che va avanti da ieri, quando Trump ha raccontato in un'intervista telefonica a La7, nel programma L'Aria che tira, che Meloni lo aveva "implorato" di fare una foto con lei al G7 e che lui aveva accettato solo perché gli "faceva pena". La premier aveva replicato con un video sui social: "Sono allibita. Io e l'Italia non imploriamo mai", aggiungendo che si trattava di "dichiarazioni totalmente inventate".
Trump aveva poi ribadito le accuse in una telefonata con la NBC News:
"È vero. Lei non c'è stata per noi. Era una mia grande fan, ma non la voglio più come fan perché non c'è stata, insieme al gruppo dei Paesi NATO, sulla questione dello Stretto".
Il nodo resta il mancato sostegno militare. Roma ha negato agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella, in Sicilia, per le operazioni legate al conflitto, una scelta letta come la volontà del governo italiano di tenersi fuori da un coinvolgimento diretto. La frattura è riesplosa ad aprile, quando Meloni aveva difeso Papa Leone XIV dopo gli attacchi di Trump al Pontefice e aveva definito "inaccettabili" le parole del presidente. Da lì lo scambio di attacchi non si è più fermato.
Lo scontro ha già prodotto conseguenze diplomatiche. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato la visita negli Stati Uniti prevista per il 21 e 22 giugno: "Le parole gravi e offensive del Presidente Trump verso il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia", ha scritto. Anche il vicepremier Matteo Salvini si è schierato: "Chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi". Più duro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, secondo cui Trump "sta distruggendo i rapporti storici" tra Stati Uniti ed Europa.